Mamme e papà protagonisti al presidio contro la chiusura del Punto nascita di Piario. I loro appelli e testimonianze nelle interviste.

mamme-punto-nascita-piario-protesta-presidio
Francesca Giacometti a sinistra con il marito e i bambini e un’altra mamma

Il Punto nascita di Piario non deve chiudere per chi è nato qui ma soprattutto per chi vuole nascere qui. E’ questo quello che hanno chiesto oggi le mamme e i bambini che hanno preso parte al presidio svoltosi dalle 10 a mezzogiorno all’esterno dell’ospedale Locateli di Piario.

In molti hanno raggiunto l’alta Val Seriana per manifestare il proprio dissenso contro il Decreto Ministeriale che prevede, per motivi di sicurezza e standard qualitativi, la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti annui. Le famiglie con i bambini hanno risposto numerose all’appello lanciato pochi giorni fa dagli amministratori della Val Seriana: almeno 500 le persone presenti.

protesta-piario
La gente fuori dal Locatelli

presidio-piario-bambino

E mentre i rappresentati di Regione, Provincia, Comunità Montana e Comuni hanno parlato al microfono ripetendo come stanno le cose, ovvero che Regione Lombardia si sta prodigando per far sì che il Ministero della Salute approvi la deroga che consente al Punto nascita di restare attivo, le famiglie con i bambini hanno protestato silenziosamente raccontando ai nostri microfoni le loro esperienze e testimoniando un certo malcontento per la situazione che si è venuta a creare.

Facendo un passo indietro il caso arriva alla ribalta della cronaca locale il 9 dicembre quando il Ministero comunica a Regione Lombardia di non aver accolto la richiesta di deroga riguardo al mantenimento in funzione di 5 Punti nascita, tra cui quello di Piario.

La notizia arriva sulla bocca di tutti e parte subito un rimpallo di responsabilità: da una parte il Ministero che ha applicato un piano adottato nel 2010 e che esprime la collaborazione a rivalutare la deroga qualora Regione Lombardia fornisca nuovi elementi a favore del “caso Piario”, dall’altro amministratori e cittadini arrabbiati che organizzano due momenti di protesta.

Ora Regione Lombardia ha scritto al Ministero dimostrando la disponibilità a poter fornire ulteriori elementi per rendere note le necessità e le difficoltà dell’alta Val Seriana mentre Maroni ha espresso anche l’autonomia economica che Regione ha a bilancio per potenziare i Punti nascita e renderli adeguati alle richieste del Ministero.

 

Giù le mani dal Punto nascita di Piario – le interviste

In attesa della risposta del Ministero le mamme e i papà chiedono che il Punto nascita di Piario resti aperto. “Giù le mani dal Punto nascita di Piario”, “Io sono nato qui” e “Io nascerò qui” sono alcune delle scritte mostrate durante la protesta.

“Chiudere un punto nascita fondamentale per questa zona è vergognoso – ha detto Lorena Fiorito, siciliana clusonese d’adozione da 17 anni -. I miei figli sono nati qui e sono stata trattata benissimo. Le forze politiche devono coalizzarsi per il nostro bene”.

Francesca Giacometti di Rovetta, mamma di due bambini in attesa del terzo e promotrice della prima petizione online contro la chiusura, racconta di come le prestazioni del reparto siano molto soddisfacenti, al passo coi tempi e come la mamme si sentano “coccolate” in un ambiente molto professionale. “Non si può lasciare un bacino così ampio scoperto – ha detto Francesca che ironizzando aggiunge – io ho già deciso che il mio terzo figlio nascerà qui”.

Guarda tutte le interviste.

Tra le persone presenti anche chi ha espresso malcontento per come viene trattata la montagna, spesso penalizzata dai provvedimenti presi a favore delle città e delle aree maggiormente urbanizzate.

presidio-piario-punto-nascita

presidio-piario-punto-nascita2
La gente fuori dal Locatelli
presidio-punto-nascita-piario
La gente fuori dal Locatelli

Tutti i diritti riservati ©

Articoli correlati

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.