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CASTIONE DELLA PRESOLANA, Cronaca Alta Valle

Mancanza di medici a Castione, Migliorati: “La CAD ordinaria è il minimo sindacale”

Mancanza di medici a Castione, Migliorati: "La CAD ordinaria è il minimo sindacale, ancora 2600 cittadini senza medico"

Dopo l’attivazione della CAD ordinaria nel comune di Castione della Presolana il sindaco Angelo Migliorati scrive nuovamente una lettera ad ATS Bergamo, al Prefetto e alla Regine Lombardia facendo presente ancora una volta le problematiche che la mancanza di medici di base comporta al suo territorio.

La lettera

Ho preso atto che la CAD ordinaria (continuità assistenziale diurna) nell’ambulatorio di Bratto ha ripreso la sua attività, che andrà potenziandosi nelle prossime settimane. È il minimo sindacale, in attesa che vengano assegnati a questo Comune i due medici titolari mancanti. Rimangono infatti senza medico titolare circa 2.600 abitanti (“pazienti orfani” li chiama ATS Bergamo) su 3.400 residenti; una situazione decisamente preoccupante.

Mi corre quindi l’obbligo di esprimere alcune considerazioni riguardo la sperimentazione della CAD diffusa (definita “strumento adeguato” da ATS Bergamo) e sulla CAD ordinaria. La CAD DIFFUSA è fondata sulla buona volontà degli MMG (medici di medicina generale), che mettono a disposizione alcune ore in più del loro tempo in ambulatorio, a fronte di una remunerazione di 20 euro per visita (lordi). La CAD diffusa, considerata anche la scarsa adesione degli MMG dell’alta Valle Seriana (immagino per i noti problemi di carenza dei medici), costringe i Cittadini del nostro Comune a viaggi fino a Selvino, Albino, Nembro e Bergamo, per farsi prescrivere le varie ricette.

Sono viaggi di circa 80 km, con un tempo di percorrenza di almeno due ore tra andata e ritorno, oltre al tempo di attesa nei vari ambulatori. Inoltre, è necessario che l’ammalato si rechi personalmente dal medico, qualsiasi sia la sua situazione fisica e sanitaria. Ogni volta il Cittadino si trova di fronte a medici diversi, cui deve narrare tutta la propria vita sanitaria.

Non sono previste visite a domicilio, causando nei fatti l’abbandono dei pazienti cronici, allettati e
fragili, a cui non resta altro che recarsi al pronto soccorso per accedere al sistema sanitario. Definire la CAD DIFFUSA “uno strumento adeguato” è quanto meno da irresponsabili. La CAD ORDINARIA (una sorta di guardia medica diurna) prevede la presenza di un ambulatorio fisico, dove ruotano alcuni medici ad orari fissi.

I contratti con i medici prevedono un pagamento di 40 euro/ora (lordi), nel caso siano legati a contratti USCA (è il nostro caso) mentre il contratto di continuità assistenziale (ex guardia medica) prevede un pagamento per i medici di 23 euro/ora (lordi). La CAD Ordinaria ha il vantaggio di avere i medici sul territorio e di effettuare visite a domicilio, ma ha il difetto dell’eccessiva rotazione dei medici, costringendo quindi i pazienti a raccontare di continuo la propria vita sanitaria e medici sempre diversi.

Per di più, il contratto USCA cesserà a fine anno (come già successo a fine giugno) e sappiamo benissimo che per 23 euro/ora (lordi), nessun medico sarà disposto a lavorare nel nostro territorio. Ho ricevuto, come lei Direttore Generale, un’educazione basata sul valore della PERSONA, che deve essere al centro di tutte le politiche, salvaguardando e proteggendo le PERSONE fragili e ammalate. Non sono un medico né uno scienziato, ma rilevo che la mortalità nel nostro Comune sta raggiungendo gli stessi numeri del terribile anno 2020, l’anno dell’ondata pandemica COVID.

Ho il dovere come Sindaco, come Autorità Sanitaria Locale, di comunicare a lei, Direttore Generale dell’Agenzia Tutela della Salute (ATS) di Bergamo, questa preoccupazione e di rilevare la continua improvvisazione delle risposte. ATS Bergamo ha (o dovrebbe avere) le professionalità interne adeguate, per dotarsi di strumenti efficienti ed efficaci, che diano una risposta soprattutto alle PERSONE fragili e ammalate, garantendone il diritto costituzionale alla salute e l’accesso al Sistema Sanitario.

La Valle Seriana, la Valle più colpita dalla pandemia COVID che ha causato migliaia di morti, non merita di essere di nuovo lasciata in balia di sé stessa. “Pazienti orfani” sì, ma del diritto costituzionale alla salute.
Distinti saluti

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