Cronaca
Iscrizioni in calo per il nuovo anno scolastico: forte l’impatto demografico
Iscrizioni in calo per il nuovo anno scolastico: forte l’impatto demografico. 8mila studenti persi in 10 anni
L’apertura delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027 rappresenta, come ogni anno, un momento importante di scelta per migliaia di famiglie bergamasche, ma i dati diffusi dall’Ufficio scolastico confermano una tendenza che da tempo CISL SCUOLA denuncia con preoccupazione: il forte impatto del calo demografico sul sistema scolastico del nostro territorio.
Dal 13 gennaio al 14 febbraio prossimi, infatti, apriranno le iscrizioni in tutte le scuole per le prime classi di ogni ordine e grado. L’ufficio scolastico di Bergamo ha stimato in oltre 26 mila gli studenti dell’intera provincia chiamati a scegliere la scuola che frequenteranno. Sono oltre 8000 di meno gli studenti rispetto a dieci anni fa.
Un numero che per Paola Manzullo è sintomo di preoccupazione, ma “non deve essere letto esclusivamente come un problema”.
Secondo la segretaria generale di CISL SCUOLA Bergamo, “la riduzione del 38% degli alunni attesi alla scuola primaria rispetto a dieci anni fa, così come la diminuzione significativa nelle scuole medie e superiori, non è solo un dato numerico. È un fenomeno che incide profondamente sull’organizzazione delle scuole, sulla stabilità degli organici, sulla continuità didattica e, più in generale, sulla qualità dell’offerta formativa. Il calo demografico, però, può favorire la personalizzazione dei percorsi educativi, se non si cede alla tentazione di farne un pretesto per il contenimento dei costi. Può liberare risorse preziose per il recupero degli svantaggi territoriali e per una migliore integrazione delle seconde generazioni di studenti con background migratorio, in particolare nelle aree urbane”.
“Si dice spesso che le cosiddette “classi pollaio” non esistano più, ma si tratta di una verità solo statistica. Persistono infatti classi ancora sovraffollate nelle aree urbane determinate dalla necessità di garantire il servizio scolastico nei comuni montani e nelle realtà più periferiche. La denatalità può e deve aiutarci a superare queste compensazioni forzate, restituendo maggiore equità al sistema. Di fronte a questo scenario – insiste Manzullo -, riteniamo indispensabile che le istituzioni non si limitino a una gestione emergenziale dei numeri, ma avviino una programmazione lungimirante, capace di trasformare la diminuzione degli alunni in un’opportunità per investire davvero sulla scuola: meno alunni per classe, maggiore attenzione ai bisogni educativi, rafforzamento del tempo scuola e dei servizi, valorizzazione del personale docente e ATA.
CISL SCUOLA Bergamo chiede un confronto serio e costante con l’amministrazione scolastica e con gli enti locali, affinché – conclude Paola Manzullo – le scelte che verranno fatte non penalizzino i territori più fragili e garantiscano a tutte le studentesse e a tutti gli studenti il diritto a una scuola di qualità, inclusiva e capace di rispondere alle sfide del futuro”.
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