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A Clusone con il Coro Idica il ricordo degli ebrei salvati in Val Seriana

Quando la Memoria diventa melodia: a Clusone con il Coro Idica il ricordo degli ebrei salvati in Val Seriana

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il Coro idica con il maestro Dubiensky in una foto d'epoca

Una serata per riannodare i fili della storia, nel segno della solidarietà della Val Seriana e di un’esperienza artistica che continua a vivere nel tempo: quella del Coro Idica. È in programma martedì 27 gennaio alle ore 20.45, presso la Sala Legrenzi di Clusone, l’incontro “Quando la Memoria diventa melodia”, organizzato dal Comune di Clusone in occasione del Giorno della Memoria 2026.

La storia del fondatore del Coro Idica

«Nel giorno che ricorda l’immane tragedia della Shoah – spiega Alessandra Tonsi, assessora alla Cultura e alle Politiche Giovanili – vogliamo far nostro un messaggio di speranza nato in Val Seriana durante gli anni della guerra. Un filo che si lega profondamente alla comunità di Clusone». Al centro della serata ci sarà la storia della famiglia Dubienski, salvata dalla persecuzione nazista negli anni Quaranta a Gandino. In particolare sarà dato spazio alla figura del figlio Kurt, fondatore e storico direttore del Coro Idica di Clusone.

La comunità di Gandino ha scritto pagine significative della storia locale, salvando decine di uomini, donne e bambini ebrei dalla deportazione e da morte certa. Nel 2005 lo Stato d’Israele ha riconosciuto a sei cittadini gandinesi il titolo di “Giusti tra le Nazioni”: Bortolo e Battistina Ongaro, Vincenzo Rudelli (all’epoca sindaco), Giovanni Servalli, Francesco Lorenzo Nodari e Maria Chiara Carnazzi, che a vario titolo offrirono rifugio e aiuto alla famiglia Loewi.

Determinante fu l’impegno di Marina Loewi Zinn, salvata a Gandino quando era poco più che bambina e scomparsa negli Stati Uniti nel 2017. Marina promosse il riconoscimento ufficiale. Studi successivi hanno però rivelato come gli ebrei salvati tra il paese e le cascine di montagna fossero non meno di quaranta.

La storia della famiglia Dubienski

Tra le vicende emerse dagli archivi figura quella della famiglia Dubienski, che grazie a documenti fittizi creati a Gandino assunse il cognome “Damiani”. Jeckiel Dubienski fu confinato a Gandino nel 1942 e successivamente raggiunto dalla moglie Clara Lowesohn e dai figli Kurt (1923) e Rita (1925), provenienti da Vienna. Furono ospitati inizialmente dai coniugi Tommaso Crotti e Fede Archetti, in una zona vicina alle scuole elementari, divenute dopo l’8 settembre comando locale tedesco. In seguito furono costretti a nascondersi tra la Colonia Rudelli, nell’area di Valpiana, e il Campo d’Avene.

Nel 1948, a tre anni dalla Liberazione, Jeckiel Dubienski firmò a nome degli “Ebrei di Gandino” una pergamena di ringraziamento al sindaco Raimondo Zilioli.

Dal ricordo alla musica

Il figlio Kurt Dubienski sposò Caterina Colombo a Rovetta e si stabilì definitivamente in Val Seriana. Nel 1957 fondò a Clusone il Coro Idica, che diresse fino al 1994, scrivendo gran parte del repertorio ancora oggi eseguito. Attualmente il coro è presieduto da Simona Visinoni e diretto da Gianlorenzo Benzoni.

Il Coro Idica ha portato la propria musica in tutto il mondo: Israele (1964, 1967, 1973 e 1979), Messico, Stati Uniti, Brasile, Thailandia, Argentina, Russia, Bulgaria, Olanda, Grecia, Spagna, Slovacchia, Libano, Lettonia e Lituania, fino alla Croazia nel 2025.

La serata

A raccontare questa storia di solidarietà e memoria sarà il giornalista gandinese Giambattista Gherardi, da anni impegnato nello studio delle vicende degli ebrei salvati in Val Seriana. La narrazione sarà accompagnata da alcune esecuzioni del Coro Idica, con brani in lingua ebraica. A questi si aggiungeranno celebri canti dedicati alla Val Gandino, a Clusone e alla Madonnina dei Campelli. La serata è a ingresso libero.

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