La staffetta della Fiamma Olimpica in bergamasca ha regalato ieri un momento di intensa emozione anche grazie alla partecipazione di Clara Savoldi, 24enne originaria di Nembro, scelta come tedofora per il suo percorso sportivo e umano.
Ex atleta agonista di ginnastica artistica, oggi allenatrice e giudice di gara, laureata in Scienze motorie e Management dello sport, Clara Savoldi ha sempre coltivato un sogno chiaro: le Olimpiadi. I cinque cerchi non sono mai stati per lei un traguardo astratto, ma un punto di riferimento costante, capace di guidarla in ogni allenamento, in ogni esercizio e in ogni sfida affrontata, dentro e fuori dalla pedana.
Dallo sport alla malattia: la forza di Clara come esempio
La sua carriera è stata costruita su impegno, passione e dedizione, ma anche attraversata da prove durissime. Nel 2016 Clara ha affrontato e sconfitto un tumore, una battaglia che ha segnato profondamente la sua vita. Lontana dall’arrendersi, ha trasformato la malattia in una nuova forza, continuando a vivere lo sport come strumento di crescita personale e come mezzo per trasmettere i valori olimpici alle nuove generazioni.
Ieri, mentre percorreva le strade di Città Alta con la torcia olimpica tra le mani, l’emozione è stata incontenibile. “Accendere e portare la fiamma ha rappresentato per me – ha commentato – un momento di gioia profonda, gratitudine e simbolico compimento di un sogno che mi ha accompagnata per tutta la vita”.
Ogni passo lungo il percorso ha raccontato la sua storia di coraggio, resilienza e passione per lo sport. Portare la Fiamma Olimpica è stato un gesto dal forte valore simbolico: speranza, determinazione e fiducia nei sogni, anche quando il percorso è complesso. L’emozione è stata condivisa con le tante persone incontrate sul percorso che hanno applaudito la giovane tedofora bergamasca.