Cronaca
Albino, arrestato un uomo per atti persecutori e gravi violenze contro la moglie
Un uomo di 51 anni è stato arrestato dai Carabinieri ad Albino per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravissime nei confronti della moglie convivente
Un uomo di 51 anni è stato arrestato dai Carabinieri ad Albino per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravissime nei confronti della moglie convivente. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal GIP del Tribunale di Bergamo su richiesta della Procura della Repubblica.
L’arresto eseguito dai Carabinieri di Albino
I Carabinieri della Stazione di Albino hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo nei confronti di un cittadino tunisino, residente in Val Seriana. L’uomo è ritenuto responsabile di atti persecutori e ripetute violenze domestiche ai danni della moglie, nata nel 1976. L’arresto è avvenuto il 24 gennaio 2026, quando i militari hanno accompagnato l’indagato presso la Casa Circondariale di Bergamo.
La grave aggressione avvenuta a Pradalunga
Le indagini sono scaturite da un gravissimo episodio di violenza verificatosi nel pomeriggio del 17 gennaio 2026 a Pradalunga, all’interno dell’abitazione coniugale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna sarebbe stata violentemente aggredita dal marito, riportando traumi di estrema gravità.
Le lesioni hanno causato una insufficienza respiratoria acuta, rendendo necessario l’intervento del personale sanitario del 118 e il ricovero d’urgenza in terapia intensiva presso l’Ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo. La vittima è stata sottoposta a coma farmacologico.
Un quadro di violenze reiterate nel tempo
Le successive attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno permesso di ricostruire un contesto di maltrattamenti continuativi, caratterizzato da aggressioni fisiche e verbali ripetute nel tempo.
Secondo gli investigatori, le condotte violente sarebbero state messe in atto come forma di prevaricazione e dominio nei confronti della donna. Le indagini, supportate da testimonianze, referti medici e dagli esiti della perquisizione dell’abitazione, hanno consentito di:
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escludere cause accidentali delle lesioni
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smentire la versione inizialmente fornita dall’indagato
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confermare la natura dolosa delle aggressioni
Custodia cautelare in carcere
Alla luce della gravità dei fatti, della pericolosità dell’uomo e del rischio concreto di reiterazione dei reati, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al GIP, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Presunzione di innocenza
Si precisa che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva.
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