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Cronaca

Selvino e Paola Magoni a Sarajevo: tre giorni tra memoria olimpica ed emozioni

Si è conclusa la missione istituzionale del Comune di Selvino a Sarajevo con Paola Magoni, prima sciatrice italiana a conquistare un oro alle Olimpiadi Invernali

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Si è conclusa la missione istituzionale del Comune di Selvino a Sarajevo, che nei giorni 5, 6 e 7 febbraio ha visto protagonista la leggenda dello sci alpino Paola Magoni, campionessa olimpica nello slalom speciale a Sarajevo 1984, prima sciatrice italiana a conquistare un oro alle Olimpiadi Invernali.

Paola Magoni torna a Sarajevo

Accompagnata dalla mamma Margherita e dal fratello Oscar, ex calciatore professionista, Paola Magoni è stata affiancata dalla delegazione istituzionale del Comune di Selvino composta dall’Assessore allo Sport e al Turismo Angelo Bertocchi, storico Presidente dello Sci Club Selvino nei decenni d’oro e oggi Presidente Onorario, e da Daniele Cancelli, responsabile della comunicazione dell’Ufficio Turistico di Selvino. Un programma denso di significato, che ha intrecciato la celebrazione della memoria olimpica del 1984 con l’avvio dei Giochi di Milano Cortina 2026, in un ideale ponte temporale e valoriale tra passato e futuro, tra Italia e Bosnia, due comunità unite dallo spirito olimpico.

Giovedì 5 febbraio: visita al Museo Olimpico

Il primo momento ufficiale si è svolto nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio presso il Sarajevo Winter Olympic Museum, dove Paola Magoni è stata accolta dalle autorità locali e dall’Ambasciatrice d’Italia in Bosnia ed Erzegovina Sarah Castellani. Un percorso tra cimeli, fotografie e testimonianze che hanno riportato alla luce le emozioni di quella storica edizione olimpica, con la campionessa orobica intervistata dal team della Sarajevo Olympic Week in un dialogo appassionato sul valore universale dello sport.

Venerdì 6 febbraio, mattina: il ritorno a Jahorina

La mattinata di venerdì ha rappresentato il momento più toccante dell’intera missione. Paola Magoni è tornata a Jahorina, la località sciistica che il 13 febbraio 1984 fu teatro del suo trionfo olimpico. 

Scendere nuovamente sulla pista che la consacrò leggenda, 42 anni dopo quel giorno indimenticabile, ha suscitato un’ondata di emozioni: adrenalina, orgoglio, commozione. Un pellegrinaggio sportivo e umano che ha segnato profondamente tutti i presenti.

Venerdì 6 febbraio, sera: la cerimonia ufficiale al Museo Olimpico

Il culmine del programma è giunto in serata, con l’evento istituzionale presso il Museo Olimpico di Sarajevo, organizzato in esatta concomitanza con la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Paola Magoni e la delegazione di Selvino sono stati ospiti d’onore di una serata di altissimo profilo istituzionale, alla presenza del Sindaco di Sarajevo Samir Avdić, dell’Ambasciatrice italiana Sarah Castellani, del Presidente della Federazione Sciistica Bosniaca Samir Smajić e di numerose altre autorità cittadine, nazionali e internazionali.

Durante la cerimonia, Paola Magoni è stata insignita di un riconoscimento ufficiale da parte delle autorità presenti, mentre l’Assessore Angelo Bertocchi, in rappresentanza del Comune di Selvino, ha omaggiato le istituzioni bosniache di preziosi cimeli ufficiali risalenti alle Olimpiadi del 1984, che da oggi entreranno a far parte della collezione permanente del Museo Olimpico di Sarajevo. Un momento solenne e commovente, che ha suggellato il profondo legame che unisce Paola Magoni, Selvino e l’intera comunità di Sarajevo, tracciando un fil rouge di raro significato tra il 1984 e il 2026, tra Italia e Bosnia, tra memoria e futuro.

Le parole di Paola Magoni

«Ogni volta che torno a Sarajevo mi sento a casa. È un legame speciale, unico, che va ben oltre la vittoria olimpica: è un legame con un popolo, con una città, con dei valori che porterò sempre nel cuore. In questi tre giorni siamo stati accolti con una cortesia, un’ospitalità e una gentilezza davvero commoventi. Dall’Ambasciatrice Castellani al Sindaco Avdić, dalle istituzioni locali a tutte le persone che ci hanno accompagnato: ci hanno riservato un’accoglienza di livello assoluto, facendoci sentire protagonisti di qualcosa di molto più grande di noi. Desidero ringraziare tutti, di cuore, per questi giorni indimenticabili. Sarajevo non dimentica, e io non dimenticherò mai Sarajevo».

Un ponte tra passato e futuro

La missione di Selvino a Sarajevo si inserisce in un contesto di straordinaria rilevanza simbolica: proprio mentre l’Italia si appresta a ospitare le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, il ritorno nei luoghi che nel 1984 scrissero una pagina indelebile della storia sportiva italiana ha rappresentato un’occasione unica per riaffermare i valori olimpici di pace, fratellanza e memoria condivisa.

Per il Comune di Selvino dunque, questa missione ha rafforzato un legame internazionale di grande prestigio e ha ribadito il ruolo centrale della comunità selvinese nella storia dello sci alpino italiano, attraverso uno Sci Club che resta unico al mondo per aver conquistato due medaglie olimpiche, entrambe d’oro, con Paola Magoni a Sarajevo 1984 e Deborah Compagnoni ad Albertville 1992.

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