Cronaca
Deliveroo sotto controllo giudiziario dopo Glovo: il caso riaccende il dibattito sul food delivery
Deliveroo sotto controllo giudiziario dopo Glovo riapre il caso food delivery. Indagini su compensi bassi e presunto lavoro subordinato. La situazione coinvolge anche Bergamo dove la maggior parte dei rider lavora per la piattaforma.
A meno di un mese dal provvedimento che ha coinvolto Foodinho-Glovo, anche Deliveroo Italia è finita sotto controllo giudiziario con l’accusa di sfruttamento del lavoro. La decisione è arrivata dalla Procura di Milano che ha definito la situazione urgente da interrompere parlando di compensi al di sotto della soglia di povertà e di un sistema organizzativo che potrebbe nascondere un vero rapporto di lavoro subordinato dietro contratti formalmente autonomi.
Perché Deliveroo è sotto indagine
Dopo l’intervento del 9 febbraio su Glovo la magistratura milanese è tornata ad agire su uno dei principali operatori del settore delle consegne a domicilio. Secondo quanto emerso dalle indagini i rider sarebbero gestiti attraverso un algoritmo che ne determina modalità di lavoro tempi e priorità. Questa organizzazione definita etero diretta metterebbe in discussione la reale autonomia dei lavoratori configurando un modello che di fatto assomiglia a un rapporto subordinato.
Al centro dell’inchiesta c’è proprio il sistema di gestione delle consegne che secondo gli inquirenti imporrebbe regole e vincoli tali da svuotare di significato la natura autonoma del contratto. A questo si aggiunge il tema delle retribuzioni considerate troppo basse per garantire condizioni di vita adeguate.
La situazione a Bergamo tra numeri e compensi
Il caso tocca direttamente anche il territorio bergamasco. In provincia di Bergamo oltre il settantacinque per cento dei rider lavora per Deliveroo. Si stima che circa cento persone abbiano nel food delivery la principale fonte di reddito mentre molti altri svolgono questa attività in modo saltuario oppure come secondo lavoro.
Le retribuzioni restano contenute e spesso scendono sotto i quattro euro a consegna. Per chi basa su questo lavoro il proprio sostentamento si tratta di cifre che rendono difficile raggiungere una stabilità economica soprattutto in un contesto di aumento generale del costo della vita.
Nidil CGIL Bergamo il problema è strutturale
Secondo Ayman Bourrai di Nidil CGIL Bergamo quanto sta emergendo dalle inchieste milanesi conferma una criticità più ampia che riguarda l’intero settore. Il punto non sarebbe una singola azienda ma un modello fondato sul cottimo e sul trasferimento dei rischi d’impresa sui lavoratori.
Anche a Bergamo secondo il sindacato si riscontrano salari non dignitosi e un utilizzo improprio del lavoro autonomo che priva i rider di garanzie fondamentali. In particolare verrebbero penalizzati i lavoratori più fragili spesso migranti che trovano nel food delivery una delle poche opportunità occupazionali accessibili.
Il fatto che dopo Glovo anche Deliveroo sia finita sotto controllo giudiziario rafforza l’idea che non si tratti di casi isolati ma di un problema strutturale che richiede un intervento complessivo.
Il nodo del lavoro autonomo e le possibili conseguenze
Il cuore della vicenda resta la natura del rapporto di lavoro. Se l’organizzazione è interamente stabilita dalla piattaforma digitale con indicazioni su tempi modalità e priorità di consegna diventa legittimo interrogarsi sulla reale autonomia del rider.
Se venisse riconosciuta una forma di subordinazione cambierebbero in modo significativo tutele contributi sicurezza coperture assicurative e diritti sindacali. L’intero comparto del food delivery potrebbe essere chiamato a rivedere le proprie regole interne e il sistema dei contratti.
Il settore delle consegne a domicilio è cresciuto rapidamente negli ultimi anni ma ora si trova davanti a una fase delicata che potrebbe ridefinirne il modello organizzativo. Il dibattito resta aperto tra esigenze di flessibilità delle piattaforme e richiesta di diritti e compensi dignitosi per chi ogni giorno percorre le strade delle città per garantire un servizio sempre più diffuso.ù
Continua a leggere le notizie di Valseriana News, segui la nostra pagina Facebook o iscriviti al nostro gruppo WhatsApp
