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Bayern padrone, poker all’Atalanta anche al ritorno: 4-1
Finisce 4-1 per il padroni di casa fra Bayern e Atalanta nel ritorno degli ottavi di Champions
Una partita segnata ancor prima di cominciare, contro una squadra obiettivamente troppo forte. Finisce 4-1 per il padroni di casa fra Bayern e Atalanta nel ritorno degli ottavi di Champions. Per i neroazzurri un’altra sconfitta, ma anche un ulteriore gol della bandiera dopo quello dell’andata che salva l’onore.
Nell’undici iniziale Palladino concede qualche turno di riposo (Carnesecchi, Kolasinac, Dijmsiti, Zappacosta, Zalewski e Krstovic) ed offre minuti agli ex infortunati Ederson e De Ketelaere. In avanti Scamacca è in campo, segnale per indicare Krstovic come prima scelta in campionato. In campo ci sono Sportiello, Kossounou, Hien, Scalvini, Bellanova, Ederson, Pasalic, Bernasconi, De Ketelaere, Sulemana, Scamacca.
Il Bayern non accentua il ritmo, ma la qualità dei singoli, pur con qualche seconda linea in campo, è sicuramente più elevata della media neroazzurra. Una superiorità che si traduce in una fitta rete di passaggi sulla trequarti, cui seguono penetrazioni centrali o cross che sempre cercano Kane (rientrato) come terminale offensivo. Al 24′ il centravanti tenta una conclusione appena dentro l’area e incoccia nel braccio di Scalvini che arriva in scivolata. Il gesto è forse congruo con la dinamica di gioco, ma il braccio è largo e il penalty (rivisto al Var dal direttore di gara) giustificato. Calcia lo stesso Kane e Sportiello para, ma la soddisfazione dura poco. Il portiere infatti non tocca la linea come dovrebbe al momento del tiro e l’arbitro fa ripetere. Kane sceglie lo stesso angolo e stavolta spiazza Sportiello: 1-0.
A vantaggio acquisito il possesso palla resta tedesco, ma l’Atalanta prova qualche sortita, soprattutto liberando Bellanova a destra. Al 44′ occasionissima per il pari. Sul cross da sinistra Scamacca è scavalcato dal pallone, ma Pasalic irrompe alla sua maniera sul secondo palo e calcia a botta sicura. Il portiere Urbig (recuperato in extremis) allarga il braccio e trova il pallone a centimetri dal gol. Si va al riposo sull’1-0.
Nella ripresa il Bayern continua a disporre a piacimento di gioco e ritmo. Al 54′, dopo un interessante spunto di Bellanova, Kane lascia sul posto al limite Hien e Sulemana e calcia magistralmente nel sette alla destra di Sportiello: 2-0. Due minuti dopo tocca a Karl che infila Sportiello da destra, dopo un pallone perso da Bellanova dalla parte opposta e immediatamente smistato dagli avanti bavaresi: 3-0. Palladino aveva da poco inserito De Roon (eguagliato il record di presenze di Bellini) e Samardzic (fuori De Ketelaere ed Ederson). Una sortita di Sulemana impatta in area con un rimpallo sul braccio di un difensore, ma arbitro e Var non assegnano il possibile penalty.
Al 69′ ecco il poker tedesco con Luis Diaz, che conclude una ripartenza dopo un mezzo liscio di Kossounou a metà campo: 4-0. Palladino inserisce anche Raspadori e Krstovic (fuori Sulemana e Scamacca) e per poco non arriva il gol della bandiera con Bellanova che arriva in area ma sceglie di concludere e non di servire Raspadori libero sul penalty. La girandola delle sostituzioni si chiude con Scalvini che lascia il posto ad Ahanor.
A cinque minuti dalla fine il gol dell’Atalanta su azione di calcio d’angolo. Palla di Raspadori per Pasalic che prolunga di testa sul secondo palo, dove irrompe Samardzic che incorna in gol: 4-1.
Finisce così (dopo dodici partite) la quinta avventura Champions dell’Atalanta, miglior italiana di stagione. Nessun rammarico per l’epilogo, forse più quello per la sconfitta col Bilbao a Bergamo. Ma nella storia resta anche l’impresa con il Dortmund. Ora testa a campionato e Coppa Italia. Il bello potrebbe ancora venire. Adòss!
Giambattista Gherardi
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