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Cronaca

Lancio del nuovo iPhone: sciopero in Apple per i 70 lavoratori di Orio al Serio

Con l’avvio delle vendite dell’iPhone 18, l’attività nei negozi registrerà un’ulteriore impennata: i sindacati chiedono interventi tempestivi su carichi, ritmi e stabilità contrattuale

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Arriva il nuovo modello di iPhone e i dipendenti di Apple Retail Italia incrociano le braccia. La mobilitazione per l’intero turno di lavoro è stata proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per venerdì 18 settembre, giorno del debutto commerciale dei nuovi dispositivi negli store italiani. Lo sciopero coinvolge anche la realtà bergamasca: nel punto vendita di Oriocenter lavorano circa 70 persone, chiamate ad astenersi dalle attività insieme ai colleghi del resto d’Italia.

La decisione è maturata al termine delle assemblee che si sono svolte il 7 settembre in simultanea in tutti i negozi della rete. Dal confronto con il personale è emerso un quadro critico, segnato da ritmi di lavoro sempre più pesanti, forte carenza di organico e una continua spinta sulla produttività oraria, aggravata dall’introduzione di nuove procedure e da una crescente promiscuità delle mansioni.

«Anche a Orio la situazione è ormai al limite – spiega Nicholas Pezzè, segretario generale della Filcams Cgil di Bergamo –. Chi lavora nello store sostiene da mesi una pressione costante, acuita da carichi crescenti e da una carenza strutturale di personale. Un colosso globale che macina record di profitti e capitalizzazione non può scaricare le proprie esigenze di produttività sul benessere delle persone. Le lavoratrici e i lavoratori garantiscono ogni giorno la qualità dell’accoglienza e del servizio: meritano risposte concrete, non interventi tampone».

Da mesi i sindacati chiedono all’azienda un piano condiviso di nuove assunzioni stabili, la stabilizzazione di una quota di contratti a termine e l’estensione volontaria dell’orario per i part-time, calibrata sulle esigenze dei singoli store. Al tavolo del 29 luglio, tuttavia, Apple ha opposto una chiusura a soluzioni strutturali, limitandosi ad anticipare e incrementare i contratti a tempo determinato. «L’utilizzo dei contratti a termine arriva ormai a coprire periodi di quasi sette mesi: la dimostrazione evidente che non si tratta di gestire picchi temporanei, ma di sopperire a vuoti d’organico strutturali», conclude Pezzè.

Con l’avvio delle vendite del nuovo dispositivo e l’inizio della stagione dei lanci, l’attività nei negozi registrerà un’ulteriore impennata. Per la Filcams Cgil e le altre sigle di categoria, senza interventi tempestivi su carichi, ritmi e stabilità contrattuale, le condizioni di lavoro non sono più sostenibili.

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