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Atalanta sconfitta anche dalla Juve (2-0): e se la pazienza fosse un boomerang?
Un’altra sconfitta, la terza consecutiva. La Juve vince a Torino, con l’Atalanta finisce 2 a 0
Un’altra sconfitta, la terza consecutiva, e un’altra prestazione in chiaroscuro senza idee e cattiveria. L’Atalanta perde 2-0 contro la Juventus a Torino nella quinta di campionato e resta ckn soli sei punti in classifica.
Sarri è costretto a inserire Kristensen in difesa al posto dell’infortunato Kossounou (guaio muscolare) e dà fiducia a Bernasconi sull’esterno sinistro al posto di Kolasinac. A metà campo Kessie vince il ballottaggio in regia con Gaetano, così come Krstovic è preferito in avanti al posto di Scamacca. In campo ci sono Carnesecchi; Bellanova, Kristensen, Scalvini, Bernasconi; Samardzic, Kessie, Ederson, De Ketelaere; Krstovic, Rowe.
La partita nella prima mezz’ora non offre grandi spunti e di fatto la Juventus (fatto salvo un tiro di Kolo Muanì ben parato da Carnesecchi) va in gol alla prima occasione utile. Al 28′ è Conceicao a mettere in porta su assist di Celik. A centro area la scarsa comunicazione fra centrali ed esterni è evidente, con una voragine all’altezza del penalty a dir poco invitante per il marcatore bianconero: 1-0.
La reazione atalantina si esaurisce in una trattenuta per la maglia (evidente, ma forse di lieve intensità) di Rowe, che chiede un rigore. I dubbi restano, ma pare inassegnabile con la nuova policy Var. Il ritmo è lento e ciò rende prevedibile la manovra, che mai decolla anche per ripetute imprecisioni. Avviene così anche per l’ultimo corner nel recupero e si val riposo con il vantaggio bianconero.
Nel secondo tempo le difficoltà dell’Atalanta si accentuano, soprattutto perchè i bianconeri hanno modo di crossare indisturbati dalla trequarti, consapevoli che la contraerea dell’Atalanta non è per nulla efficace. In rapida successione vanno al colpo di testa Nico Gonzales, Kolo Muanì e McKennie. Per firtuna Carnesecchi fa buona guardia. Poi per dieci minuti l’Atalanta sembra riprendersi, prima con uno spunto di Rowe (di fatto l’unico oltre al mancato rigore) che si chiude con un djagonale deviato da Vicario, poi con un salvataggio sulla linea di Kolo Muanì su colpo di testa di Kristensen.
Entrano Raspadori, Scamacca e Gaetano (fuori Samardzic, Krstovic e Kessie). Si passa al 4-2-3-1 ma più che un maggior slancio offensivo arriva il raddoppio bianconero. Nuova amnesia della contraerea su cross da corner e colpo di testa perentorio di Bremer che segna sul primo palo, senza che Raspadori lì appostato riesca ad intervenire: 2-0.
Nel finale dentro anche Elmas (fuori Rowe), ma il rush finale regala solo un grande intervento di Carnesecchi su Kolo Muanì, altrimenti sarebbero stati tre. Finisce con un’altra sconfitta e la senzazione che questa “scimmia” potrà togliere serenità all’ambiente nelle tre settimane di sosta. Si tornerà a Bergamo il 12 ottobre con il Venezia (ancora a zero ounti) prima di tuffarsi in Conference con il Pafos. Sarà da subito tempo di esami, perchè la pazienza non può essere infinita e può diventare addirittura controproducente.
Adòss!
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