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Cronaca

Viabilità in Val Seriana, Confartigianato: «Basta proclami, subito il comitato anche con Anas e Ministero. Noi ci siamo»

Confartigianato: “Basta dichiarazioni di intenti: sulla viabilità della Val Seriana è arrivato il momento di passare dalle parole alle decisioni”

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Confartigianato Imprese Bergamo accoglie quindi con favore la proposta del presidente della Comunità montana Valle Seriana Giampiero Calegari di costituire un Comitato che riunisca istituzioni, rappresentanti politici e associazioni di categoria, sollecitando la sua rapida convocazione e chiedendo che al confronto partecipino direttamente anche Anas e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Confartigianato al Comitato ci sarà

«Confartigianato al Comitato ci sarà – afferma il presidente di Confartigianato Imprese Bergamo Lorenzo Pinetti –. Dai nostri rappresentanti artigiani della Valle abbiamo ricevuto numerose segnalazioni sui disagi che gli imprenditori associati affrontano quotidianamente. È un problema che conosciamo da tempo e sul quale non servono altri proclami: servono risposte concrete, responsabilità chiare e tempi definiti. Al tavolo devono esserci tutti i soggetti che hanno competenze e possibilità di intervenire, a partire da Anas e dal Ministero».

 Confartigianato rappresenta in Valle oltre 4.000 imprese artigiane

Per molte di queste code e rallentamenti hanno un costo diretto: ore di lavoro perse, ritardi negli interventi e nelle consegne, maggiori spese di personale e carburante, con ricadute sulla produttività e sulla competitività. Tra le questioni più urgenti c’è il semaforo di Colzate, dopo la decisione di Anas di non procedere con lo spegnimento definitivo al termine della sperimentazione effettuata nei mesi scorsi.

 «Per un’impresa un’ora trascorsa in coda significa personale e mezzi fermi, ritardi e costi aggiuntivi – sottolinea Ivan Morotti, vicepresidente di Confartigianato Imprese Bergamo e rappresentante del Polo territoriale di Albino –. Chiediamo ad Anas di approfondire le possibili alternative, valutando anche soluzioni tecnologiche come un “semaforo intelligente”. La sperimentazione aveva dato indicazioni che, a nostro avviso, meritavano di essere approfondite: un semplice “non si può fare” non può essere la risposta definitiva».

Il precedente della Martinella dimostra del resto che sperimentare soluzioni diverse può produrre risultati: dopo gli effetti positivi registrati sulla fluidità del traffico, dal dicembre successivo è stata introdotta una regolazione con verde continuo sulla direttrice principale, salvo la chiamata pedonale, in attesa della riqualificazione definitiva del nodo.

Il tema non è nuovo. Già nel 2024 si era aperto un confronto sui punti critici della 671, con il coinvolgimento di amministratori, rappresentanti istituzionali e mondo produttivo. Anche allora Confartigianato aveva dato la propria disponibilità a partecipare a un tavolo ampio, ma il percorso, sviluppatosi a ridosso delle elezioni europee, non aveva poi avuto seguito. Per questo oggi l’Associazione chiede che il nuovo Comitato diventi un luogo di lavoro stabile e operativo, capace di individuare gli interventi, le responsabilità e le relative tempistiche.

Gli imprenditori sono esasperati

 «Gli imprenditori sono esasperati dal dover affrontare ogni giorno gli stessi problemi – aggiunge Ermanno Rossetti, rappresentante del Polo territoriale di Clusone –. Se vogliamo mantenere le nostre valli attrattive per imprese, lavoratori e famiglie, dobbiamo garantire collegamenti adeguati. Accanto alle opere strutturali ci sono inoltre criticità sulle quali si può intervenire più rapidamente».

Tra queste Confartigianato indica l’immissione sulla 671 da via Provinciale per i veicoli provenienti da Comenduno, dove potrebbe essere studiata una migliore canalizzazione dei flussi, il restringimento di Ponte Selva e il primo tornante della 671 scendendo da Clusone, punti nei quali il passaggio dei mezzi pesanti provoca frequentemente rallentamenti e blocchi, così come la problematica immissione sulla 671 da Gazzaniga all’altezza del negozio di arredamento Portico.

 Il lavoro deve quindi procedere su due livelli: da una parte correttivi semplici e realizzabili rapidamente nei principali punti di congestione; dall’altra gli interventi infrastrutturali strutturali che la Valle attende da anni, definendo priorità, risorse e tempi.

Il confronto con altri territori lombardi dimostra che è possibile arrivare anche a risposte strutturali

Nell’agosto 2026 è stata aperta l’intera Variante di Tirano sulla SS38, un’opera di 6,6 chilometri destinata a migliorare l’accessibilità dell’Alta Valtellina. E anche Brescia in passato ha goduto di maggiori investimenti per il miglioramento della rete stradale, rispetto alla Bergamasca. Esempi che, secondo Confartigianato, mostrano come il confronto tra territorio e istituzioni, quando si traduce in decisioni e investimenti, possa portare alla realizzazione di opere concrete.

 La richiesta è quindi che al Comitato venga garantita una presenza stabile e operativa di Anas e che venga formalmente coinvolto anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 «Il territorio ha già discusso molto – concludono i rappresentanti di Confartigianato Bergamo –. Adesso occorre individuare gli interventi, stabilire chi deve realizzarli e fissare tempi verificabili. Confartigianato è pronta a fare la propria parte e a portare al tavolo le esigenze delle imprese. Ma questa volta il confronto deve partire davvero e deve produrre risultati concreti».

 

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