Cronaca
Controlli sui gas ad effetto serra in aziende bergamasche: sequestrate bombole con gas vietato
L’operazione ha portato all’emissione di 3 sanzioni amministrative per un importo complessivo che va da un minimo di 12.000 euro a un massimo potenziale di 130.000 euro
BERGAMO – Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Bergamo ha concluso una serie di accertamenti sul territorio provinciale, inseriti nell’ambito della campagna nazionale di controllo 2026 sugli F-GAS (gas fluorurati a effetto serra), coordinata dal Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dell’ Arma dei Carabinieri.
L’azione ispettiva ha interessato l’intera filiera dei refrigeranti: dalla produzione e distribuzione fino alle fasi di utilizzo negli impianti e alla gestione del fine vita, con lo scopo di prevenire traffici illeciti e pratiche non conformi che mettono a grave rischio l’equilibrio climatico globale.
Il bilancio dei controlli: 3 sanzioni e sequestri
Le verifiche del reparto speciale dell’ Arma dei Carabinieri hanno interessato diverse aziende del territorio, rilevando irregolarità in tre di queste. L’operazione ha portato all’emissione di 3 sanzioni amministrative per un importo complessivo che va da un minimo di 12.000 euro a un massimo potenziale di 130.000 euro, così suddivise:
- Installazione senza patentino (1 sanzione): Nel caso più grave, un imprenditore svolgeva attività di installazione, assistenza, manutenzione, riparazione o smantellamento di apparecchiature di condizionamento contenenti gas fluorurati in totale assenza del pertinente certificato o attestato. Per questa violazione è prevista una sanzione da 10.000 a 100.000 euro.
- Mancata tracciabilità (2 sanzioni): In altri due casi, le imprese omettevano di inserire nella Banca Dati F-GAS le attività di installazione, manutenzione e riparazione. Questa mancanza è punita con sanzioni da 1.000 a 15.000 euro per ciascuna infrazione.
- Sequestri: Durante le ispezioni, i militari hanno inoltre rinvenuto e posto sotto sequestro 2 bombole di gas refrigerante vergine, il cui utilizzo è severamente vietato dal 1° gennaio 2025.
Il gravissimo impatto sull’atmosfera
Il cuore di questi controlli risiede nella protezione dell’atmosfera. I gas fluorurati, impiegati quotidianamente in condizionatori, pompe di calore e frigoriferi, sono tra i principali e più aggressivi responsabili delle alterazioni climatiche.
A differenza della comune anidride carbonica (CO2), gli F-GAS possiedono un potenziale di riscaldamento globale (GWP – Global Warming Potential) che può essere anche migliaia di volte superiore a quello della CO2. Questo significa che anche la minima dispersione nell’atmosfera, causata da impianti malutenuti o smaltiti in modo illecito, genera un effetto serra devastante, accelerando in modo drammatico il surriscaldamento del pianeta.
Le normative e la prevenzione
La corretta gestione di questi gas, la rigorosa tracciabilità degli interventi e la verifica che le attività siano svolte esclusivamente da operatori qualificati e certificati sono obiettivi fondamentali per azzerare le emissioni accidentali o dolose.
Il Legislatore Europeo ha introdotto un rigido percorso di progressiva riduzione dell’immissione sul mercato di questi refrigeranti (il cosiddetto phase-down), rafforzando gli obblighi relativi alle certificazioni professionali, all’etichettatura e ai sistemi di tracciabilità. Il mancato rispetto di tali disposizioni non comporta solo pesanti sanzioni amministrative ma, nei casi di compromissione ambientale più grave, può configurare responsabilità di natura penale.
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