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Cronaca

Valanghe, dalla Lombardia una proposta di legge nazionale per interventi più rapidi

Il Consiglio regionale approva la PDL n. 10: regole uniformi per il distacco artificiale delle masse nevose e un nuovo titolo di tecnico abilitato

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Valanga

Semplificare le procedure di prevenzione del rischio valanghe senza abbassare la guardia sulla sicurezza. È la finalità della Proposta di legge al Parlamento n. 10, approvata il 27 ottobre dal Consiglio regionale della Lombardia, che ora passerà alle Camere con l’obiettivo di dare al Paese una disciplina organica in materia. Relatore del provvedimento è Michele Schiavi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

Un quadro normativo da riordinare

Oggi le operazioni di bonifica artificiale delle valanghe si muovono in un contesto frammentato, che rende complesse proprio le attività dove il fattore tempo è decisivo. A pesare, secondo i promotori, sono le esigenze emerse durante i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano-Cortina 2026, che hanno messo in evidenza la necessità di strumenti più chiari e procedure adeguate agli interventi, soprattutto in emergenza.

Il rischio valanghe incide sulla sicurezza delle persone, sulla viabilità e sulle attività economiche, a partire dai comprensori sciistici. «La prevenzione deve poter contare su regole certe e tempi compatibili con la necessità di mettere in sicurezza il territorio», ha dichiarato Schiavi.

Le principali novità

Il testo introduce diverse misure operative:

  • procedure differenziate per l’impiego di esplosivi, artifici pirotecnici e sistemi a gas;
  • autorizzazioni speciali per il trasporto notturno degli esplosivi nelle situazioni di emergenza;
  • licenze plurimensili per lo stoccaggio in condizioni di sicurezza;
  • un percorso formativo uniforme e il nuovo titolo di tecnico abilitato al distacco artificiale delle valanghe, per superare la frammentazione delle attuali abilitazioni e garantire agli operatori una preparazione specifica.

Uno sguardo ai territori

Il consigliere bergamasco ha richiamato in particolare le valli della sua provincia, dove la sicurezza di strade e collegamenti è essenziale per residenti, imprese e turismo. «Semplificare le procedure significa consentire interventi più tempestivi, senza rinunciare ai necessari controlli e alle garanzie di sicurezza», ha spiegato.

Il passaggio al Parlamento

Con il via libera del Consiglio regionale, la proposta verrà trasmessa al Parlamento per il successivo iter legislativo. L’obiettivo è definire regole omogenee a livello nazionale, valorizzando l’esperienza di chi opera quotidianamente in montagna.

«La tutela delle comunità montane passa anche dalla capacità delle istituzioni di ascoltare chi opera sul territorio e di tradurre quelle esigenze in norme efficaci», ha concluso Schiavi, ribadendo l’impegno a mettere al centro la sicurezza delle persone e la prevenzione dei rischi.

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