In Valle Seriana è possibile visitare un parco archeologico riportato alla luce negli ultimi anni: il “Parra oppidum degli Orobi” che si trova nel comune di Parre in località Castello. Il parco insieme al museo Antiquarium è stato inaugurato il 28 settembre 2013, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia e il ministero dei Beni culturali e del Turismo. Vengono proposte visite e laboratori per bambini per fare un tuffo nella storia con un approccio didattico.

 

I PRIMI RITROVAMENTI E GLI SCAVI NEGLI ANNI ’90

I primi ritrovamenti avvennero nel 1883 quando, in località Castello (allora proprietà provata), era stato rinvenuto durante lavori agricoli un ricchissimo ripostiglio di manufatti in bronzo, deposto nel V secolo a.C.: dei più di 1000 kg di bronzi facevano parte lingotti a panella piano-convessa ed oggetti prevalentemente ornamentali, frammentati, uniti a scorie di fusione e carboni. La parte residua del ripostiglio, in gran parte rivenduto e rifuso subito dopo la scoperta, fu salvata dall’archeologo Gaetano Mantovani ed è oggi conservata al Museo archeologico di Bergamo.

Nel 1983, a distanza di un secolo e proprio in occasione delle iniziative per commemorare il ritrovamento, durante un sopralluogo al sito si notarono in superficie frammenti ceramici dell’età del Ferro che indiziavano l’esistenza di un insediamento. La Soprintendenza archeologica della Lombardia diede quindi inizio ad un’indagine preventiva al piano di lottizzazione, già avviato, dell’area.

Nel corso delle undici campagne di scavo condotte tra il 1983 ed il 1994 su 2.300 mq è stato così portato alla luce un abitato – che si estendeva su una superficie complessiva di oltre 13.000 mq – fondato nella tarda età del Bronzo (XII-X sec. a.C.) e sviluppatosi nel I millennio a.C. durante la prima e la seconda età del Ferro fino alla conquista romana delle vallate alpine in età augustea.

Dal punto di vista culturale l’oppidum di Parra ha una sua specifica connotazione di tipo centro-alpino. Dallo studio dei numerosissimi reperti e manufatti ceramici, oggetti in bronzo, in osso, in vetro e in pietra- si osserva, fin dalle fasi più antiche dell’età del Ferro, un rapporto stretto con la cultura centro-alpina, cosiddetta “retica” la quale, a partire dalla fine del II millennio a.C., si sviluppò nei territori sud e transalpini, dai Grigioni alle valli lombarde, al Trentino-Alto Adige fino al Tirolo con aspetti comuni nel modo di costruire, nella forma delle abitazioni, nelle espressioni di culto, nelle forme della cultura materiale caratterizzata, specie nella ceramica, da forme particolari, quale il boccale monoansato.

Dopo un’interruzione di alcuni secoli, in epoca imperiale romana (fine II/III-V secolo d. C.) il sito fu rioccupato con un insediamento stabile che ripropose il medesi­mo impianto ortogonale, riutilizzando in parte i resti delle strutture precedenti. Nel V secolo il luogo fu definitivamente abbandonato con uno spostamento dell’abitato in un’area a Nord, più agevole ed estesa e già interessata da frequentazione romana, permanendo ad uso agricolo fino ai giorni nostri.

IL PARCO E IL MUSEO OGGI

Grazie all’impegno del Comune di Parre e il finanziamento della Regione Lombardia, il sito nel 2001 è stato acquisito alla proprietà pubblica così da permettere l’allestimento del Parco archeologico con la valorizzazione della parte dello scavo che mostra una straordinaria continuità di vita, dal Bronzo Finale alla tarda età romana.

Insieme al Parco è stato predisposto anche un museo, l’Antiquarium, che illustra la vicenda secolare dell’oppidum e le attività che vi si conducevano, in particolare quella metallurgica.

Il sito è visitabile il sabato dalle 15.00 alle 18.00 e la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. L’Antiquarium si trova in Piazza S. Rocco a Parre, per visitare il Parco Archeologico chiedere al personale presente all’Antiquarium.

 Le aperture in altri orari per gruppi e scolaresche e le visite guidate vanno concordate telefonando al numero 342-3897672.

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