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BANCHE: A BERGAMO SI PARLA DELLA DISDETTA CONTRATTUALE

Si è svolto mercoledì sera a Bergamo, presso il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, un importante convegno sulla situazione bancaria attuale. Presenti il vicepresidente del’lABI (Associazione Bancaria Italiana), Giovanni Pirovano, insieme a Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente della Bocconi e Paola Toschi di J.P. Morgan. La situazione attuale per quanto riguarda le banche italiane è […]

Si è svolto mercoledì sera a Bergamo, presso il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, un importante convegno sulla situazione bancaria attuale. Presenti il vicepresidente del’lABI (Associazione Bancaria Italiana), Giovanni Pirovano, insieme a Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente della Bocconi e Paola Toschi di J.P. Morgan. La situazione attuale per quanto riguarda le banche italiane è preoccupante, visto il debito che continuano ad accumulare e vista la disdetta contrattuale che ABI ha fatto nelle scorse settimane (il contratto nazionale sarebbe scaduto l’anno prossimo). Subito sono rimbalzate notizie allarmanti legate agli esuberi e alla mancanza di assunzioni nelle filiali, soprattutto nelle più piccole, come quelle della provincia bergamasca e soprattutto della Val Seriana. Pirovano ieri sera, di fronte ad una platea di professionisti, ha voluto però rassicurare i dipendenti bancari: “La disdetta – ha spiegato – è stata fatta per dare più tempo ai sindacati di rivedere e ripensare un contratto che sia sensato. Un nuovo contratto collettivo nazionale che permetta ai meritevoli di essere retribuiti giustamente e alle banche di ricominciare a fare utili, perché è quello l’obiettivo di un istituto bancario”. “Le banche – ha replicato Maffè – sono diventate semplicemente un prolungamento dell’apparato burocratico. Bisogna sovvertire questa tendenza rivendendo anche il ruolo del bancario che deve fare soprattutto banking, ovvero uscire dalla filiale e andare a cercare i clienti”. Mafffè ha espresso un visione contraria anche rispetto a quella dei sindacati “Non condivido la soluzione paghiamo di meno ma paghiamo tutti. Secondo me è più corretto paghiamo di più solo chi se lo merita“. Un mondo in continuo divenire dunque, quello dei mercati e delle banche. Intanto resta confermato lo sciopera nazionale per il 31 ottobre. 

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