la casa di riposo abusiva a Gorno– GORNO – “Tutti sapevano, andate a cercare risposte dalle istituzioni”. Rispondono così i cittadini di Gorno stanchi del continuo interesse mediatico suscitato dai fatti di cronaca che si susseguono nel piccolo paese della Val del Riso. Dopo l’accanimento sul presunto padre dell’assassino di Yara Gambirasio e dopo l’arresto dei colpevoli del delitto Barcella, Gorno infatti è stato scosso dalla scoperta di una casa di riposo abusiva. Lo scandalo è scoppiato dopo la morte di uno degli anziani che si trovava in questo appartamento adibito a casa di riposo in via Mons. Guerinoni al civico 1: l’Asl è così intervenuta trovando nell’appartamento di 60 metri quadrati altri anziani insieme alle donne che si occupavano di loro. Subito sono scattate le indagini da parte dei Carabinieri nei confronti della donna responsabile della Onlus “Graffio dell’anima” che gestiva la situazione. Quello che è emerso è che non esistono permessi da parte della Regione tantomeno dell’Asl per questo la donna è stata denunciata per lesioni colpose, maltrattamenti e abbandono di incapace. L’autopsia sul corpo dell’anziano deceduto ha però dimostrato come la sua morte sia avvenuta per cause naturali e non per le piaghe trovate sul suo corpo. Se la posizione della responsabile dunque non si aggrava quello che però lascia l’amaro in bocca sono le affermazioni della gente del paese e di chi vive vicino a quell’appartamento “Tutti sapevano della situazione – spiegano alcuni gornesi -, la responsabile ne parlava con noi spiegandoci quanti anziani c’erano in casa, come si chiamavano ecc. Venivano persino delle persone competenti di una struttura della Valle e il medico di base. Com’è possibile che tutto poteva essere esercitato senza il permesso e senza il controllo?” E’ quello che ci chiediamo tutti, visto che le testimonianze riferiscono di come la responsabile portasse gli anziani anche a Messa e coinvolgesse tutti in questa sua attività. “Questi anziani non erano maltrattati – spiegano i vicini di casa – anzi lei ci teneva molto a loro. Ma non erano curati nella maniera giusta e non capiamo neppure come i figli non si siano accorti di nulla”. A tutte queste domande risponderanno le autorità competenti, quello che possiamo dire noi è che quella di Gorno è tristemente un altro caso all’italiana dove regnano sovrani il pressapochismo e la noncuranza.

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Domenica 16 febbraio

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