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Cronaca

RIFORMA DEGLI ENTI LOCALI, GORNO CHIEDE LA DEROGA DEL NUMERO MINIMO DI ABITANTI

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Mettersi insieme è un obbligo di legge che i comuni sotto i 5000 abitanti conoscono bene: la riforma degli enti locali prevede che questi gestiscano in maniera associata le funzioni fondamentali entro fine 2014 raggiungendo un minimo (per i comuni appartenenti alle Comunità Montane, ndr.) di 3000 abitanti. In questo frangente l’amministrazione di Gorno ha chiesto una deroga del numero minimo: unendo infatti i i servizi fondamentali con il comune confinante di Oneta, i due non raggiungerebbero il limite fissato per legge.

“Considerato che i Comuni di Oneta con i suoi 666 abitanti e Gorno con i suoi 1.683 abitanti – spiega il sindaco di Gorno Valter Quistini -, appartenenti ad una comunità montana, hanno complessivamente una popolazione pari ad 2.394 abitanti e pertanto inferiore al limite di 3.000, abbiamo inoltrato una richiesta alla giunta regionale per ottenere una deroga del numero minimo”.

Gorno e Oneta potrebbero infatti unire le funzioni fondamentali con altri comuni confinanti, come Colzate, Ponte Nossa, Parre, Premolo o Casnigo, ma, quello che si riscontra è una disomogeneità territoriale condividendo con questi solo parte del territorio montano.

“Inoltre, pur essendo demograficamente poco significativi continua il sindaco -, i comuni di Gorno ed Oneta devono amministrare un territorio sostanzialmente montano significativo, pari a circa 10 chilometri per il comune di Gorno e 20 per il comune di Oneta. Perciò questi fattori ci ha portato ad escludere l’unione con altri comuni che, invece che creare risparmio, andrebbe solo a discapito delle nostre comunità”.

Le funzioni fondamentali da gestire in maniera associata sono: organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo; organizzazione dei servizi pubblici; catasto; pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale; pianificazione di protezione civile e coordinamento dei primi soccorsi; organizzazione e gestione dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti e relativi tributi; edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi scolastici; polizia municipale e polizia amministrativa locale; tenuta dei registri di stato civile.  

“Speriamo di poter ottenere questa deroga che non è altro che un atto formale – conclude Quistini – per essere operativi il prima possibile. Già altri ambiti sono gestiti in forma associata con i comuni limitrofi, come il catasto, i servizi sociali, la polizia municipale e l’ambito della protezione civile. Avere ora l’ok dalla Regione per gestire insieme ad Oneta la segreteria, la parte contabile, l’urbanistica e l’erogazione dei servizi ai cittadini ci permetterà oltre al risparmio, di lavorare in maniera efficiente per il bene di tutti”.

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