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MAXI EMERGENZA A FIOBBIO: GLI OSPITI DIMESSI SONO A LONNO, SERVONO COPERTE E VESTIARIO. MIGLIORANO I DUE INTOSSICATI

A seguito dell’incendio nella struttura Deinos per disabili a Fiobbio di Albino, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati valutati 26 pazienti di cui 2 intossicati gravi trasferiti al […]

A seguito dell’incendio nella struttura Deinos per disabili a Fiobbio di Albino, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati valutati 26 pazienti di cui 2 intossicati gravi trasferiti al Niguarda e all’ospedale Città di Brescia. Le loro condizioni sono in miglioramento. 16 sono stati trattenuti nella notte in osservazione per sospetta intossicazione e sono stati dimessi lunedì alle 16. Vista l’inagibilità della struttura verranno temporaneamente ospitati a Lonno, per questo è stata attivata una raccolta indumenti.

L’Ospedale Papa Giovanni per far fronte all’emergenza ha attivato il cosiddetto PEMAF, il Piano di emergenza per massiccio afflusso di feriti, aggiungendo ai 7 infermieri già in servizio il Coordinatore Infermieristico, 4 infermieri e prolungato la presenza in servizio di altre due unità fino alle 3 di questa mattina. In shock room invece erano al lavoro due anestesisti -⁠ rianimatori, un medico di Pronto soccorso per la gestione dei codici rossi, un medico di Pronto soccorso per la gestione dei codici gialli e verdi, un tossicologo, un chirurgo, uno psichiatra e il medico reperibile della Direzione Medica di Presidio.

Il PEMAF è stato attivato alle 21.30 e la fase gestionale di primario inquadramento diagnostico terapeutico è terminata all’1.30. Al momento dell’allarme al Pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII si trovavano in attesa di valutazione e trattamento 19 pazienti (5 codici gialli e 14 codici verdi), molti dei quali, informati della situazione, hanno preferito allontanarsi.

E’ stata la prima volta che abbiamo attivato il PEMAF – sottolinea il direttore generale Carlo Nicora – e tutto ha funzionato alla perfezione. Il personale del Centro Emergenza Alta specializzazione (Eas) simula periodicamente queste situazioni e quindi i meccanismi sono ben oliati. Voglio comunque ringraziare tutti per la disponibilità e professionalità con cui hanno gestito la non facile situazione, gestendo anche altri pazienti critici arrivati in Pronto Soccorso nelle stesse ore”.

La struttura è inagibile e sotto sequestro, ora l’appello è ad aiutare nella nuova collocazione degli ospiti a Lonno attraverso la raccolta di coperte, lenzuola e vestiario – scarpe, intimo, indumenti. Per chi volesse i punti di raccolta sono i seguenti : 

– Cooperativa “La Fenice” in via Duca d’Aosta 15/17,
– abitazione di Pierluigi Pezzoli in via Solari 14 (347/2802237),
– abitazione di Duran O. Paola Mariel in via Solari 14 (340/9083672).

Attivo anche un servizio di ritiro a domicilio contattando direttamente la sede della Cooperativa: 035/752876.

 

Nelle foto: la struttura posta sotto sequestro e il locale lavanderia completamente inagibile

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