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NUOVA VITA E SPLENDIDA VESTE PER IL TEATRO SAN FILIPPO NERI DI NEMBRO

“Questo spazio è stato creato all’incirca all’inizio del secolo scorso. Da allora ha aperto, chiuso e riaperto più volte. All’interno si son svolte diverse attività, persino degli incontri di box”: a parlare, assieme a noi sul palco, è Giovanni Bulgarelli, uno dei protagonisti della meravigliosa e recente ristrutturazione del teatro San Filippo Neri di Nembro. […]

“Questo spazio è stato creato all’incirca all’inizio del secolo scorso. Da allora ha aperto, chiuso e riaperto più volte. All’interno si son svolte diverse attività, persino degli incontri di box”: a parlare, assieme a noi sul palco, è Giovanni Bulgarelli, uno dei protagonisti della meravigliosa e recente ristrutturazione del teatro San Filippo Neri di Nembro.

“In occasione degli incontri di box, le sedie che si trovavano in platea venivano spostate d’intorno, lungo le pareti, ed il ring, che così occupava il centro sala, era delimitato da semplici corde, le stesse che ogni giorno venivano usate per far suonare le campane”.

Questa è solo una delle tante curiosità che sono emerse nella nostra intervista. La stagione 2015/2016 ha preso il via poche settimane or sono. Abbiamo così Bulgarelli per farci raccontare il perché e come, dopo molti anni di attività, si è deciso di mettere al mano al teatro e farlo rinascere a nuova vita.

Giovanni, quali lavori di ristrutturazione sono stati effettuati?

Il teatro è stato rifatto completamente. A grandi linee posso dire che sono stati rifatti completamente gli impianti, cambiate le poltroncine, spostata la cabina di regia, cambiato il sipario e le porte di sicurezza, cambiate le paratie sulle logge. Il complessivo intervento ha fatto emergere problemi e situazioni inizialmente non preventivabili che hanno allungato i tempi di ristrutturazione. Il teatro è infatti rimasto chiuso per l’intera stagione 2014/2015. Un tempo non breve ma comunque necessario poiché volevamo che il teatro divenisse infine perfettamente funzionale e sicuro.

Cosa ci puoi dire dei costi di ristrutturazione? Come sono stati coperti?

I costi son stati coperti quasi completamente dalla parrocchia di Nembro.

Non v’è dubbio che la ristrutturazione sia riuscita al meglio. Che impressione vi riferiscono gli spettatori che ora, ad inizio stagione, vedono per la prima volta il nuovo teatro?

Sono piacevolmente sorpresi. Su tutto pare che siano colpiti dall’accostamento dei colori: il rosso vivo delle poltroncine, il bianco dei braccioli, la scelta del grigio per i pavimenti e le pareti, le lastre di vetro al posto delle paratie in prima e seconda loggia. Piace poi il fatto che il banco regia sia posizionato a fondo sala, non distante dalla porta di ingresso: gli spettatori lo vedono appena entrano e possono così apprezzare lo spiegamento tecnico per lo spettacolo. Normalmente nei teatri il banco regia è posizionato in maniera differente: la regia è certo in fondo sala ma si trova in posizione laterale oppure è nascosta poichè in posizione provvisoria. Posare il banco regia in questa posizione è quindi frutto di una precisa scelta, che certo ha comportato il sacrificio di parte dello spazio, ma che ha il vantaggio di colpire lo spettatore. C’è anche da dire che prima dell’intervento di ristrutturazione la regia si trovava in prima loggia così che riusciva estremamente difficoltoso portarvi la strumentazione: ora è tutto più funzionale.

Quali attività svolgete all’interno di questo spazio?

Oltre agli spettacoli teatrali anche proiezione cinematografica.

Quando ha avuto inizio l’attività teatrale del san Filippo Neri?

Il gruppo che attualmente lo gestisce ha iniziato nel 1996. Da allora le stagioni teatrali si sono svolte ininterrottamente. Solo nel 2007 vi è stata una breve pausa, al tempo della crisi economica: avevamo avvertito qualche difficoltà nella primavera dello stesso anno e purtroppo nell’autunno che ne è seguito ci siam poi ritrovati senza fondi e ad interrompere la stagione

Chi dirige il teatro e ne coordina le attività?

C’è un gruppo di diversi volontari che segue tutte le attività. Semplificando posso comunque dire che io e Gigi Squinzi seguiamo la parte organizzativa, che assieme a don Matteo seguo la parte cinematografica e che Massimo Luzzana segue la parte tecnica. L’intenzione è comunque quella di coinvolgere i giovani facendo si che maturino competenze e possano in futuro seguire tutte le attività di gestione del teatro. Un gruppo di giovani ragazzi segue comunque già la parte relativa alle proiezioni digitali ed un altro gruppo di ragazzi, formatisi nei nostri laboratori teatrali, segue alcuni spettacoli teatrali, per poi stilarne una recensione: di recente, ad esempio, hanno assistito allo spettacolo di Mario Perrotta sulla grande guerra 1915/1918 al teatro Sociale di Bergamo, e ne erano entusiasti.

Il vostro teatro, visto che hai citato il tema della guerra, propone in corso d’anno “Trincee” di Baliani.

E’ vero. Onestamente credevo che lo avrebbero portato quest’anno al Sociale e che noi avremmo quindi proposto lo spettacolo di Perrotta. Ma è probabile che Maria Grazia Panigada abbia scelto Perrotta poichè già aveva Baliani ed Accorsi con il Decamerone. Noi stessi avevamo già portato Baliani ed Accorsi al san Filippo Neri due anni fa, con l’Orlando Furioso. Ci sono quindi a volte dei percorsi che si intrecciano sulla scena provinciale.

A tal proposito, ricordo che non appena ricevuto l’incarico di Direttore del Donizetti, Maria Grazia Panigada aveva riferito di voler puntare ad un maggior coinvolgimento e coordinamento dei teatri provinciali, anche in collegamento con il teatro Donizetti. Che ne pensi di questa idea?

E’ un’idea molto interessante. Ricordo che ai tempi di Benvenuto Cuminetti sulla brochure del Donizetti venne ospitato per due anni il programma del nostro teatro,  quello dei teatri di Urgnano e di Ponteranica e forse anche quello del teatro di Treviglio. L’idea era proprio quella di presentare Bergamo come capoluogo provinciale del teatro, per fare poi sistema.  

Come selezionate gli spettacoli da inserire nel calendario stagionale?

Siamo in contatto con persone amiche residenti in varie parti d’Italia che visionano per noi gli spettacoli e che ce ne inviano poi una recensione. Quanto agli spettacoli che si svolgono in Lombardia -a Milano, Saronno e Busto Arsizio per citare alcuni luoghi- vi assistiamo personalmente. A fine anno raccogliamo le idee e scegliamo gli spettacoli che riteniamo più interessanti.

Quanti spettacoli proponete quest’anno?

Ne proponiamo quattordici, è una stagione molto ricca.

I costi degli spettacoli e delle attività che proponete come vengono coperti?

I costi degli spettacoli vengono coperti in parte dal Comune e dalla Regione, in parte dagli sponsors ed in parte dalla vendita dei biglietti. Mi piace dire che a fine anno riusciamo a chiudere quasi sempre in attivo, ciò che ci permette di reinvestire nel teatro per migliorarlo, specie sotto il profilo della manutenzione della sala. Il quintato che vedi alle mie spalle l’abbiamo ad esempio acquistato con l’attivo del periodo 1996-2000. Mi piace poi dire che il lavoro di impaginazione grafica viene svolto dai ragazzi di Nembro Giovani, il mensile dell’oratorio: in occasione di un altro piccolo disavanzo, visto il loro impegno, abbiamo acquistato loro dei computers nuovi. Le attività collaterali quali i corsi ed i laboratori sono invece coperti per il 70% dal bando Cariplo cui abbiamo avuto accesso. 

Il bando Cariplo ha peraltro permesso di attivare un progetto pilota con le scuole.

E’ esatto. In collaborazione con le scuole facenti parte dell’istituto comprensivo di Nembro abbiamo attivato un progetto di insegnamento del teatro che si svolge in orario scolastico. In buona sostanza il teatro viene insegnato come materia scolastica, alle scuole primarie e medie, per otto ore all’anno. Le insegnanti hanno accettato di rinunciare a parte delle loro ore di insegnamento per permettere la riuscita del progetto.  Al teatro viene quindi riconosciuta, in ambito scolastico, la stessa dignità che spetta a materia quali la letteratura, la matematica, le scienze e via dicendo.  

Con quali modalità promuovete l’attività del teatro, gli spettacoli, i laboratori ed i corsi?

Sostanzialmente distribuendo volantini in valle, presso gli esercizi commerciali. Utilizziamo poi il classico servizio di affissione. Abbiamo poi una pagina facebook. La promozione rimane comunque uno degli aspetti sui quali stiamo maggiormente lavorando.

Sabato 14 novembre proponete un’anteprima nazionale.

Certamente, proporremo “Rock Bazar” con Cristina Donà (fresca vincitrice della targa Tenco per la miglior canzone dell’anno, n.d.r.) e Massimo Cotto. Sarà una sfida per noi e per il nostro teatro. Ospitare una produzione è infatti un esperimento per noi. Siamo stati contattati a giugno, in fase di programmazione ed abbiamo deciso di accettare dal momento che ci piace l’idea di assistere alla nascita ed allo sviluppo di uno spettacolo.

Come si possono acquistare i biglietti per gli spettacoli?

Si possono acquistare prima degli spettacoli oppure prenotandoli via mail. Sul sito del teatro (www.teatrosanfilipponeri.it) si possono comunque trovare tutte le informazioni necessarie.

 

Nelle foto: il nuovo Teatro San Filippo Neri

 

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