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LEGGERE... CI PIACE!

EQUAZIONE DI UN AMORE

Sulla tavola periodica degli elementi, troviamo tutte le codificazioni chimiche che costituiscono poi l’amalgama del nostro essere. Gli alchimisti cercarono inutilmente di mutare in oro materiali meno nobili. Psicologi o […]

Sulla tavola periodica degli elementi, troviamo tutte le codificazioni chimiche che costituiscono poi l’amalgama del nostro essere. Gli alchimisti cercarono inutilmente di mutare in oro materiali meno nobili. Psicologi o presunti tali si intestardirono per cercare l’essenza del sentimento e fisici, astronomi, filosofi si arrovellarono sconfitti dalla mancata risoluzione di quello che è il maggior legame del nostro essere. L’amore. Nessuno pensò di risolvere il dilemma utilizzando una formula matematica. L’equazione di Dirac è un po’ come l’enigma di Fibonacci pronunciato dalla Sfinge. Chi lo capisce è bravo. Chi non lo conosce non si angusti. La “Nouvelle petit fée” della scrittura Italiana (ripassatevi il Francese o vi rimando a settembre), Simona Sparaco, propone un codice per risolvere il dilemma antico degli opposti che si attraggono. La Storia d’amore di Lea e Giacomo è una sorta di nodo di Salomone.

Un dipanarsi di sentimenti senza fine dove ogni intreccio rappresenta il segnale dell’impossibilità di rescindere il sentimento che lega i due protagonisti da sempre. L’amore è. Questo era, negli anni ottanta, un simpatico insieme di disegni dove ognuno poteva aggiungere la propria definizione. Per Lea e Giacomo l’amore è il prolungamento di una risoluzione che sembra costantemente rimandata.

La capacità di scrittura della Sparaco genera un codice binario che si allinea ai lavori precedenti e consente a quelli che sono i suoi lettori fidelizzati di riporre al sicuro le aspettative. È vero che la nostra letteratura in tacco dodici è decisamente eclettica e non teme paragoni con quella nerboruta o finta tale, ma è piacevole poter osservare e leggere come alcuni lavori, fra cui quelli di Simona, spiccano, come pinnacoli in mezzo all’oceano ( letterario) e costituiscono un sicuro approdo per quelli che sono i naufraghi della bella letteratura che fu.

Ecco. Su di un immaginaria isola deserta io vorrei avere nella mia casa sull’albero un romanzo della Sparaco. Mi consentirebbe di tracciare la rotta per cercare di far ritorno verso la terra ferma dei buoni sentimenti. Equazioni di un amore è una sorta di romanzo terapeutico. Un invito a far parte di un gruppo di ascolto dove la presunta certezza viene messa a nudo per smascherare la vergogna che spesso ci impedisce di dire ad un altra persona quanto desideriamo stare con lei. Quanto davvero vogliamo poter condividere anche solo per la durata della vita di una farfalla, un giorno, che rappresenti tutto il nostro futuro.

Simona è una maestra zen dell’arte della descrizione dell’amore. Con fatica si è cimentata in passaggi che volgarmente erano stati trattati da altri, monocromatici nelle loro sfumature grigiastre. L’uomo e la donna fanno l’amore. È imprescindibile e non ha bisogno di teoremi matematici, benché sia quasi sempre questione di chimica ed alchimia. Lo fa anche Lea. Lo fa con Vittorio, suo marito in quello che è un menage che sembra non presentare variabili. Lo facciamo anche noi e nella quotidianità dei protagonisti, nella loro somiglianza con quelli che sono i nostri sogni, riusciamo a riconoscerci. Facendo sì che questo romanzo somigli ogni pagina alla nostra vita o a quella che vorremmo avere vissuto. Ed è questo che rende le storie belle, d’amore, degne di essere raccontate. Proprio come quelle della Sparaco.

 

Equazione di un Amore di Simona Sparaco ed. Giunti

 

A cura di William Amighetti

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