raccontamiilmare-alessandrabucciOra, analizziamo l’assioma secondo cui il nostro corpo sarebbe composto da una percentuale spropositata di acqua. Ogni volta che si analizza la cosa, l’idea che l’involucro umano sia un mero tetrapack pare inconcepibile. E poi va detto che c’è acqua e acqua. Vanno di gran moda gli addolcificatori per rimuovere il calcare da quella che sgorga dai rubinetti domestici. Ci sono macchine che promettono una conversione alcalina. Ciò che manca è un depuratore portatile, perché molte bottiglie a due gambe emanano olezzo.

Trovare quindi nuove sorgenti è sempre più complicato. Scovarle in prossimità del mare, per ovvie ragioni geologiche è quasi impossibile, eppure una nostra conoscenza ha zampillato ancora una volta un’opera degna di recensione. Un po’ come il discorso già fatto di vite degne di essere vissute, ecco che ci troviamo davanti a libri degni di essere letti.

La prosa di Alessandra Bucci mi piaceva già ai tempi di Donne e non ha abbassato il suo livello in questo ultimo lavoro. L’amore narrato è la trasposizione di una delle più famose fiabe di Andersen, così che la neo sirenetta continua a frequentare il placido mondo marino, descrivendolo, rendendolo solido e palpabile anche per chi è abituato ad altre latitudini montane e nel contempo si stacca dal suo scoglio, in questo caso la figura paterna, così nel mio melting pot butto anche un pizzico di psicoanalisi e nuotando controcorrente sino alla terra ferma, per sondare con tutti i timori del caso la figura lignea di un uomo che costituirà poi con lei le basi di quello che è il fine ultimo della creazione. L’amore.

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Alessandra Bucci

Alessandra Bucci ha piacevolmente rifatto la punta alla sua serie di matite e ripreso a vergare con grazia i fogli bianchi che come farfalle le svolazzavano davanti, chiedendo di ricevere il colore delle parole. La rosa dei venti così come il sestante, hanno costituito elementi imprescindibili per marinai che erano costretti a navigare a vista, cercando di evitare scoglie e secche. La penna della Bucci è un nuovo strumento, una sorta di eco scandaglio che ci permette di fare rotta senza timore là dove approdano i buoni sentimenti.

Là dove un uomo e una donna si concedono l’uno all’altra senza riserve, sfidando le onde di una quotidianità troppo spesso tempestosa per veleggiare dove solo l’amore sa fare rotta, verso quella libertà che sembra sempre più sfuggire a chi si è abituato a procedere nei propri giorni con il pilota automatico inserito, evitando gli imprevisti e togliendo di fatto la palpitazione all’amore. Leggere deve essere un tramite con il sognare. Alcune parole hanno il potere di cullare, come un’onda, placida. Quelle della Bucci ci ricordano il nostro rapporto con l’acqua e nuotare, nel mare dei buoni sentimenti, diventa improvvisamente facile e piacevole.

A cura di William Amighetti

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