_imperfetta-1467581271In chimica esiste una scala di valutazione che considera il peso specifico di ogni elemento. In letteratura si dice che un romanzo abbia più o meno un peso, senza però definire un metro preciso di misurazione. Ora, se analizziamo gli elementi che costituiscono la bilancia mediatica dei premi letterari, scopriamo come quello di strampalate fattucchiere alcolizzate abbia un peso elevato, mentre il Campiello o il Bancarella non riescano mai a riempire di elogi i titoli delle rubriche. Eppure, i vincitori del premio dedicato alla cirrosi epatica , da anni vanno inevitabilmente a fondo e scompaiono nel limo da cui non sarebbero nemmeno dovuti uscire, mentre i giovani che sbaragliano il campo dei premi così inopportunamente definiti minori, volano poi liberi in uno spazio aereo low coast, con la speranza di far salire sulle proprie rotte pindariche quanti più lettori possibile. Così, ancora una volta, è il Campiello a presentarci una giovane autrice, e per una volta, lasciatemelo dire, un gran pezzo di figliola, così si scatena polemica al pari delle cicciottelle olimpiche.

Se una è bella, santo cielo diciamocelo e diciamoglielo. Ogni giorno. Cribbio. Quindi, abbiamo un autrice che oltre al viso ha anche il dono di una penna mentale splendida. Capace di stendere un nastro rosa e di aggrovigliarlo al filo spinato di un esistenza dura, maledettamente difficile e dal sapore acre. Nell’Imperfetta, Carmela Scotti descrive il dolore che troppo spesso si nasconde dietro a pareti che giudichiamo di normalità. La trincea domestica impedisce nell’era della comunicazione eccessiva di postare i propri drammi. Tutti impegnati rigorosamente a sceneggiare la propria vita come se fosse un film hollywodiano e meschinamente a capo chino sugli scempi che bussano dall’alta parte del muro.

Esistono altresì latitudini che sono più alte e spesse e graniticamente imperforabili e che ancora oggi rappresentano falde di separazione che non riescono ad essere collimate. Così il nostro gelido mondo critpico anela la luce del sole ma non vuole sapere quanto lunga può essere l’ombra. Lo spiega Carmela Scotti, che diventa una sorta di meridiana letteraria e indica nettamente quali siano le linee di luce e quali quelle di demarcazione che non possono e non devono più restare silenti. È un romanzo forte. Bello. Intenso. Dammi tre parole canticchiava un motivetto alcuni anni fa. Eccole. Basterebbero queste per far capire che L’imperfetta non può mancare nella nostra personalissima libreria.

A cura di William Amighetti

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