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Cronaca

La complessità e la bellezza dello spazio nel racconto dell’astronauta Guidoni – video

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E’ stato il primo Europeo a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale e, nella serata di giovedì 13 ottobre, ha emozionato il pubblico di BergamoScienza: Umberto Guidoni, ospite a Clusone, ha raccontato la sua carriera spaziale.

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Umberto Guidoni (a sinistra)

Se Stanley Kubrick aveva immaginato una catastrofica missione spaziale in quel 2001 per lui (nel 1968 anno di uscita del film 2001: Odissea nello spazio) così lontano, proprio in quell’anno un italiano, Umberto Guidoni, fisico ed astronauta, è stato il primo Europeo a mettere piede sulla Staziona Spaziale Internazionale.

Com’è stato per Umberto, vivere questa straordinaria esperienza?

Gliel’abbiamo chiesto in occasione della sua presenza a Clusone nella serata di giovedì 13 ottobre durante il festival “BergamoScienza”.

Guidoni è stato nello spazio due volte: nel 1996 viaggiando a bordo dello space shuttle Columbia quando si occupò del controllo degli esperimenti elettrodinamici sul satellite Tethered e nel 2001 a bordo dell’Endeavour quando si dedicò all’assemblaggio della Stazione spaziale internazionale, in particolare del Modulo logistico pressurizzato (Mplm) Raffaello, oltre che del braccio robotico canadese Canadarm 2. Durante la sua carriera da astronauta ha compiuto oltre 400 orbite intorno alla Terra, percorrendo circa 18 milioni di chilometri.

Durante la serata ha raccontato come vive un astronauta in orbita, dove realizza il sogno che un po’ tutti coltiviamo sin da piccoli: quello di esplorare lo spazio. Una dimensione dove non esiste forza di gravità e dove il corpo e le abitudini cambiano completamente, dove l’alba sorge ogni 45 minuti e dove il tempo non è più tale, se non è scandito dai tradizionali orologi. Da lì però l’uomo può rendersi conto della bellezza e dello straordinario equilibrio della Terra, che può essere mantenuto anche grazie ai risultati che si raggiungono con le scoperte fatta durante le missioni spaziali.

Missioni che continueranno con l’obiettivo di raggiungere Marte, in un viaggio che dovrebbe durare tra i 6 e gli 8 mesi. “L’uomo deve continuare ad esplorare lo spazio – ha concluso Guidoni – perché, dove siamo oggi, è un frutto di anni di esplorazione. E ai giovani dico: siate curiosi, perché è così che si impara ad apprezzare la complessità e la bellezza del cosmo. Non fermatevi alla prima risposta ma cercatene una vostra, solo così potremo continuare a progredire”.

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Il pubblico a Clusone

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