Un’autrice locale nella rubrica di cultura “Leggere… ci piace”: questa settimana vi presentiamo la poesia di Chiara Marinoni, che ha recentemente vinto il concorso letterario di Songavazzo.

flasmobe_scarpe_rosse

Non risponde al vero l’affermazione che sostiene come oggi l’uomo non abbia più nulla da scoprire se si stia parlando di rilievi geografici. Il tempo delle grandi esplorazioni è terminato, ma i rabdomanti della parola continuano indefessi ad avanzare per anticipare l’espansione del deserto culturale e proteggere delle piccole oasi che non appaiono su nessuna mappa. Rifugi dove ci si può abbeverare ancora di parole buone. Di metriche sensate e di sentimenti capaci di fare sia ombra che di generare calore. I botanici dovrebbero inserire nell’elenco delle specie viventi il nome di Chiara Marinoni. Capace di far germogliare parole in un ambiente arido. Dai tempi di Amy Lowell non provavo più emozioni così intense. La poesia è cosa seria. Bistrattata da adolescenti che si credono discepoli dell’Ungaretti solo per il fatto di averlo scribacchiato in occasione del tema di maturità, o di pseudo comunicatori che forzano rime baciate su tempi musicali risibili. La poesia vacilla, ma può e deve trovare forza in chi ha cura della parola quasi fosse un arte paragonabile all’ikebana. Chiara Marinoni è la fresca vincitrice del premio letterario indetto dall’amministrazione comunale di Songavazzo (leggi l’articolo qui). Frenate i moti di riso. Gli elaborati vengono giudicati fuori regione. Il premio, così come è strutturato è destinato ad acquisire valore nel tempo. Marinoni non è esordiente nel panorama poetico nazionale. È madre delle sue parole e le ha cresciute, educate insegnando loro il profondo significato del rispetto e delle buone maniere così che nessuna risulti banale. Ho ciabatte rosse è un inno alla vita deturpata dalla grettezza. È un messaggio diretto. È ciò che spesso ricordiamo solo per annotazioni fatte su di un calendario che dovrebbe essere quotidiano. Amare per contrastare l’odio. L’unica forma di salvezza. Spesso proveniente da parole che finiscono con l’essere inascoltate.

 

Ho ciabatte rosse

Ho appeso le mie ciabatte

sulla ringhiera

sono rosse.

Quando le guardo

un dolore spezza l’ indifferenza

ho camminato con quelle

le ho consumate

ho pianto e ho atteso

qualche volta le ho tirate

mai però mi sono arresa

mai ho ceduto

Ora le guardo e prego

spero che oggi

non debba di nuovo riappenderle

sulla ringhiera.

 

Chiara Marinoni è autodidatta e scrive dal tempo dell’adolescenza senza mai partecipare ad alcun concorso, solo negli ultimi anni si è iscritta a queste opportunità per ampliare le sue conoscenze. Al momento non ha pubblicazioni, solo presenze in diverse antologie poetiche come:  concorsi  “Quarto premio nazionale di prosa e poesia 2007 ” Stagionalia”  con una poesia “segnalata” nell’antologia del premio.  Presente anche nell’antologia del premio ” Poeti dell’ Adda” con un elaborato, sia nel 2006 che nel 2007 . Ha partecipato nel 2008 all’antologia “Autori inediti” casa editrice Centro Minerva Editori, con una mia breve raccolta di poesie inedite.

 

A cura di William Amighetti

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One Response to "Leggere… ci piace – Chiara Marinoni “Ho ciabatte rosse”"

  1. chiara  28 Gennaio 2017

    Grazie, una bellissima recensione.
    Un sorriso
    Chiara Marinoni

    Rispondi

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