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Bisogna ricominciare a chiamare le cose con il loro nome proprio. Basta vezzeggiativi. Basta neologismi. Basta termini anglofoni che non significano nulla e che mascherano dietro ad una finta competenza un vuoto cosmico da parte di chi li usa a sproposito ogni tre per due ( il risultato è sei, visto che subito dopo le lacune lessicali vi sono quelle di calcolo). Paura è paura. Dolore è dolore e Cancro è Cancro. Non è il male incurabile, non è il bastardo, non è la morte silenziosa.

È cancro. Punto e basta e se hai la grandissima sfortuna di ricevere una cartolina precetto dove vi è scritto Positivo, ritrovandoti quindi abile e arruolato in quello che è un esercito immenso, allora è necessario prendere coscienza con lo stato attuale della tua vita, ripassare le formule base delle tabelline e fare un po’ di somme, per capire dove sei arrivato e se ci sia una possibilità di aggiungere qualche cosa nei tuoi giorni a venire. La medicina studia ogni giorno nuove cure per arginare i danni causati dalle metastasi, ma ancora non è riuscita a capire da dove venga l’ottimismo. Quale sia la molecola base della voglia di vivere. L’importanza delle parole non ci permette di capire appieno che cosa significhi veramente spirito di sopravvivenza. Laura Percassi ha ricevuto sul campo i gradi di Generale. Un soldato atipico questa riccioluta orobica che dalla mattina alla sera è stata chiamata sul fronte oncologico. Eppure goccia dopo goccia, in una sorta di tortura cinese, Laura Percassi ha fatto impazzire il male che si annidava dentro di lei.

Ha subito attacchi, è dovuta più volte retrocedere, ma la sua strategia del sorriso, del voler bene alla vita, la sua impagabile forza di volontà ha generato continue difese, cariche di amore, di speranza, di gioia e di follia. Perché bisogna essere dei folli per provare ancora gioia quando dentro di te un acido ti corrode e bisogna essere folli e innamorati della vita per provare speranza e per sentire amore quando tutto nella tua mente è simile alle macerie post belliche. È una guerra quella contro il cancro. Si parte da soli e i più fortunati riescono a costituire una piccola pattuglia, fatta da amici, parenti e da famigliari. Goccia dopo goccia non è un vademecum sulle tecniche di sopravvivenza.

È il diario scritto da una donna che ha capito quanto fosse ancora troppo importante il suo moto perpetuo e non si è lasciata sconfiggere. È un messaggio di speranza per chi si sente abbandonato. È un libro vero e carico di conforto, di buone parole, domestiche, fedeli, allevate con cura. Di intenzioni da seguire. È un libro che deve essere letto indipendentemente dalle condizioni di salute. Perché siamo tutti malati. Dal cancro si può e si deve sopravvivere. Sarebbe giunta l’ora di imparare a fare altrettanto anche dall’apatia. Le parole di Laura Percassi sanno essere medicamentose. Lenitive. Il cancro rimarrà il cancro alla fine del libro. La speranza sarà maggiore. L’amore sarà molto più che una semplice parola. Sarà amore. Una delle medicine più miracolose che esista.

Goccia dopo goccia – Laura Percassi

 

A cura di William Amighetti

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