La corsa ad accaparrarsi fette di mercato nel settore dei pagamenti elettronici si fa sempre più affollata: Apple Pay, Amazon Pay e presto anche Samsung Pay sono servizi di pagamento virtuale in procinto di sbarcare sui nostri smartphone.

I tempi stanno davvero cambiando: gli italiani, tradizionalmente legati al pagamento in contanti, si stanno convertendo alla moneta elettronica. Secondo gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, nel 2016 i pagamenti con sistemi digitali tramite carte hanno avuto un incremento del 9%, raggiungendo un totale di 190 miliardi di euro.

Questa crescita è strettamente legata alla diffusione delle carte contactless, quelle che permettono di pagare anche senza inserire la carta nel lettore ma semplicemente avvicinandola all’apparecchio grazie all’utilizzo delle tecnologie di prossimità (la cosiddetta NFC, di cui parleremo in una delle prossime puntate della rubrica).

I pagamenti tramite PC e tablet, l’acquisto di beni e servizi e il pagamento di ricariche, bollette e tasse sono cresciuti di oltre il 14% nel 2016, mentre i pagamento contactless beneficiano della progressiva diffusione dei POS adatti a questo tipo di operazioni.

I numeri dimostrano come il “tap & go” (appoggia la carta e vai!) non sia utilizzato solo per i micro pagamenti sotto i 25 euro (per cui non serve inserire il PIN), ma anche per i pagamenti con un ammontare superiore, segno che la possibilità di non inserire la carta nel POS è reputata più comoda e veloce in qualsiasi circostanza.

La fetta di pagamenti che è cresciuta di più è senz’altro quella dei pagamenti tramite smartphone, sia attraverso app che siti in versione “mobile”, arrivando ad un incremento del 63%.

In questo scenario non stupisce la corsa ad accaparrarsi una fetta di utenti lanciata da diversi attori, Apple, Amazon, Samsung, Google su Android e PayPal (sito che è stato tra i primi a favorire i micro-pagamenti elettronici) attirati da un settore in fermento e in decisa crescita.

Ognuno di questi servizi ha le sue peculiarità: Apple permette di “digitalizzare” la carta di credito sul telefonino (o sull’Apple Watch) e grandi gruppi bancari hanno già iniziato a pubblicizzare questa possibilità che sarà verosimilmente operativa dalla fine del 2017.

Amazon invece permette di utilizzare l’account, registrato sul proprio portale, per il pagamento anche su altri siti, permettendo con un unico login di pagare “ovunque” rendendo le operazioni più rapide e più comode.

C’è comunque una fetta di possessori di smartphone (circa il 30%) che non è interessata ad usufruire di questi servizi. Il motivo principale? La sfiducia generale verso questo tipo di “moneta”.

In realtà questi servizi offrono livelli di sicurezza molto elevati, molto più sicuri delle carte di pagamento tradizionali e sono regolamentati in modo molto rigido da una direttiva della Comunità Europea del 2015.

Il rischio vero è quello di trovarsi col conto in rosso perché con la facilità e comodità offerta da questi servizi non ci si rende conto di aver speso troppo!

More info: http://ec.europa.eu/newsroom/document.cfm?doc_id=45403

Rubrica a cura di Igor Brusetti, per saperne di più clicca qui.

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