Come sono organizzate nella nostra regione le strutture psichiatriche? E che ruolo riveste lo psicologo come consulente in comunità? Ce lo spiega la dottoressa Guerrieri nella rubrica “Riflessi di psiche”.

Da diverso tempo la consulenza in comunità psichiatrica rappresenta una parte consistente della mia attività clinica, accanto al lavoro privato in studio. Questo mese vorrei parlarvi di come sono organizzate, nella nostra regione, le strutture psichiatriche, contesto spesso poco conosciuto e soggetto a molti pregiudizi. 

La Regione Lombardia nell’ambito delle politiche e delle strategie per la promozione e la tutela della salute mentale della popolazione adulta articola la propria offerta nel modo seguente.

Il punto di accesso per il cittadino è costituito dai Centri Psico Sociali (CPS).

Il contatto con i CPS avviene con la richiesta del medico di medicina generale o con accesso diretto: l’utente può presentarsi di persona per sottoporre il proprio disagio psichico o per illustrare il caso di un familiare per il quale si ritiene necessario un parere specialistico.

La prima visita è prenotabile presentandosi direttamente o tramite telefono e avviene di norma secondo un criterio territoriale, ovvero seconda la località di residenza del cittadino.

La visita psichiatrica è una consulenza che consiste in uno o più colloqui durante i quali si valuta il disagio psichico per un eventuale ingresso nei percorsi di cura.

Dopo la conclusione del percorso di accoglienza e valutazione, l’utente può concordare, in funzione dei bisogni clinici emersi, una assunzione in cura mediante un trattamento specialistico di tipo psichiatrico, psicologico o psicoterapeutico.

La presa in carico, infine, è il percorso di cura rivolto agli utenti con disturbi psichici gravi e bisogni complessi.

Il CPS è quindi il presidio deputato alle attività ambulatoriali psichiatriche e psicoterapiche e al coordinamento e all’attivazione di quelle domiciliari. I CPS svolgono una funzione di riferimento e filtro rispetto alle strutture psichiatriche quali il Centro Diurno (CD) per le prestazioni semiresidenziali, il Servizio Psichiatrico Diagnosi Cura (SPDC) per i ricoveri ospedalieri o le strutture residenziali quali Comunità Riabilitative ad alta assistenza (CRA), Comunità Riabilitative a media assistenza (CRM), Comunità Protette ad alta assistenza (CPA), Comunità Protette a media assistenza (CPM) o Comunità Protette a bassa protezione (CPB).

Per ogni utente inserito in una Struttura Residenziale dovrà essere elaborato un Progetto Terapeutico Riabilitativo (PTR) coerente e funzionale al Piano di Trattamento Individuale (PTI) elaborato in sede territoriale.

La residenzialità psichiatrica si organizza in cinque tipologie di strutture in base a due assi:

  • I livelli di intensità terapeutica e riabilitativa,
  • I gradi di intervento assistenziale offerto

Inoltre, i programmi erogati si differenziano anche in base al criterio della durata massima di degenza. Si identificano, pertanto, i seguenti programmi riabilitativi:

  • Programma a bassa intensità riabilitativa (durata della degenza non prestabilita)
  • Programma a media intensità riabilitativa (durata massima di degenza 36 mesi)
  • Programma ad alta intensità riabilitativa (durata massima di degenza 18 mesi)
  • Programma per la post acuzie (durata massima di degenza 3 mesi).

Tipologie di strutture

CRA – Comunità Riabilitative ad alta Assistenza che è una struttura residenziale a riabilitazione

intensiva; propone una offerta assistenziale di alto grado estesa sulle 24 ore, una adeguata presenza

di personale psico-socio-educativo accanto a quello sanitario, con programmi ad alta intensità

riabilitativa delle durata massima di 18 mesi e programmi per la post-acuzie della durata massima di

3 mesi.

CRM – Comunità Riabilitativa Media Assistenza che è una struttura residenziale a riabilitazione

intensiva; propone una offerta assistenziale di medio grado estesa sulle 24 ore, una adeguata

presenza di personale psico-socio-educativo accanto a quello sanitario, con programmi ad alta

intensità riabilitativa delle durata massima di 18 mesi.

CPA – Comunità Protette ad alta Assistenza che è una struttura residenziale a riabilitazione estensiva; propone una offerta assistenziale estesa sulle 24 ore; una prevalenza di personale sanitario e di assistenza alla persona; deve comunque essere garantito un organico adeguato per attuare i progetti riabilitativi; durata del programma 36 mesi eventualmente prorogabili in specifiche situazioni e in coerenza con il PTI.

CPM – Comunità Protetta Media Assistenza che è una struttura residenziale a riabilitazione estensiva; propone una offerta assistenziale di medio grado estesa sulle 12 ore; con personale di assistenza alla persona dedicata al supporto abitativo; deve comunque essere garantito un organico adeguato per attuare i progetti riabilitativi; durata del programma 36 mesi eventualmente prorogabili in specifiche situazioni e in coerenza con il PTI.

RESIDENZIALITA’ LEGGERA (CA – Casa Alloggio; CF – Casa Famiglia, AA – Appartamenti Autonomi). Si tratta di programmi individuali che non hanno il loro fulcro nella struttura residenziale, ma che per essere attuati necessitano dell’appoggio di una soluzione abitativa adeguata al fine di  consentire il completamento del percorso riabilitativo del paziente. Pertanto, la durata di tali programmi può essere quella di un breve periodo o dell’intera vita.

Per pareri, richieste ed informazioni potete scrivere al seguente indirizzo email alessandra.guerrieri@hotmail.it o consultare il sito internet www.alessandraguerrieri.com.

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