Continua con due importanti serate in Val Seriana la decima edizione del festival Presente Prossimo: a Nembro è atteso Tahar Ben Jelloun mentre a Parre appuntamento con Enrico Finzi.

Continua con due importanti serate in Val Seriana la decima edizione di PresenteProssimo, il festival letterario organizzato da due sistemi bibliotecari e composto da incontri con scrittori, narratori, saggisti, esponenti della cultura di fama nazionale che si svolge a Bergamo e provincia.

Questa settimana il festival è in Val Seriana con due importanti incontri: ospite a Nembro il pluripremiato e riconosciuto scrittore, poeta e saggista marocchino Tahar Ben Jelloun mentre venerdì a Parre è la volta del sociologo e giornalista Enrico Finzi.

Il primo appuntamento si terrà mercoledì 15 novembre alle ore 20.30 all’auditorium Modernissimo di Nembro in piazza della Libertà, Tahar Ben Jelloun converserà con l’arabista e ricercatrice universitaria Jolanda Guardi.

Tahar Ben Jelloun è uno scrittore marocchino di religione islamica. In Italia ha pubblicato molti volumi tra saggi, opere di narrativa e poemi. Ha trascorso la sua adolescenza a Tangeri e ha compiuto gli studi di filosofia a Rabat. Ha insegnato in un liceo a Tétouan e a Casablanca ed è stato collaboratore del magazine «Souffles». Suoi articoli in Italia appaiono di frequente su «la Repubblica»; ha collaborato anche con il «Corriere della Sera», «Panorama», «L’Espresso». Scrive inoltre per «Le Monde».  Per il profondo messaggio del libro Il razzismo spiegato a mia figlia (Bompiani 1998) gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il Global Tolerance Award. Ha conseguito lauree honoris causa e premi in tutto il mondo, tra i quali il Premio Flaiano (1996), e il Premio Remarque (2011). Con il Premio Goncourt assegnatogli per La Nuit sacrée nel 1987, diventa lo scrittore francofono più conosciuto in Francia. Nel 2009 ha presieduto il Festival del Cinema di Roma. Numerosi i suoi romanzi pubblicati in Italia Amori stregati (Premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa), La rivoluzione dei gelsomini. Il risveglio della dignità araba. E ancora Notte fatale, Creature di sabbia, Lo scrivano, Giorno di silenzio a Tangeri, Le pareti della solitudine, Dove lo Stato non c’è. Racconti italiani (con Egi Volterrani), A occhi bassi, L’amicizia, Lo specchio delle falene, Il libro del buio, L’hamman, L’amicizia e l’ombra del tradimento, Mia madre, la mia bambina, L’ha ucciso lei, il volume di poesie Stelle velate, Marocco, romanzo. Per Bompiani esce nel 2015 È questo l’Islam che fa paura e per La nave di Teseo Il Matrimonio di piacere (2016). Dal 1971 vive a Parigi

Venerdì 17 novembre alle ore 20.30 alla biblioteca comunale di Parre, il sociologo e giornalista Enrico Finzi, dialogherà con il docente dell’università di Bergamo Fabio Cleto.

Enrico Finzi (Milano, 1946), ricercatore sociale e giornalista professionista, è presidente di AstraRicerche (istituto di indagini sociali e di marketing, scenari e consulenza). Ha insegnato in istituzioni universitarie, diretto istituti di ricerca (quali Fondazione Agnelli, InterMatrix, Demoskopea), e presieduto a lungo TP (l’Associazione Italiana Pubblicitari); è stato inoltre direttore marketing del Gruppo Rizzoli-Corriere della Sera, e collabora con Il Sole 24 Ore e l’Espresso. È autore di numerosi saggi e studi di sociologia, marketing e storia contemporanea, fra i quali Come siamo felici (Sperling & Kupfer, 2008), che è un’analisi della “Italian way to happiness”, La storia sociale dei consumi in Italia dal 1951 al 2011 (Edizioni Compass, 2011), e Felici malgrado (edizioni ecomunicare, 2012). In La vita è piena di trucchi (Bompiani, 2014) narra in chiave autobiografica l’Italia dal secondo dopoguerra ai primi anni settanta.

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