Lindau è un magnifico gioiello adagiato sul lago di Costanza. Come una di quelle vecchie spille della nonna  che consideri con vaga indifferenza da ragazza per poi riscoprirle da donna, questa piccola città il cui nucleo più antico è un’isola, va vista e rivista nel tempo per poterla gustare appieno. Per lo meno secondo me…che ho lasciato trascorrere parecchi anni tra le diverse volte in cui l’ho visitata. 

Morbidamente avvolta da una nebbia luminosa, nella quiete del tardo pomeriggio, mi ha letteralmente incantata l’ultima volta che ci sono stata. E di magia la città ne sa qualcosa perché nulla è lasciato al caso…Zero auto nel centro storico, solo il duo b&b … bici o barche.  Casette con giardini bomboniera curatissimi. Negozi che conservano volutamente un’atmosfera calda e familiare. Proprio a tal proposito mi sono lasciata  incuriosire da quelli che vendono souvenir tipo peluche a forma di bruco, cartoline con viste di inizio Novecento e improbabile lavanda locale. Beh…devo confessare che non sono fuggita a gran velocità come faccio di solito. Oggetti disposti con garbo e con gusto, cura e attenzione al cliente…niente male direi!

Ma la vera sorpresa della città si trova sul lungolago, frequentato in egual misura da umani e quadrupedi piacevolmente a spasso con aria di assoluto relax… Proprio lì, svoltato l’angolo, da una finestrella della Mangturm, massiccia torre un tempo a guardia del porto, scende niente di meno che una lunghissima treccia bionda vezzosamente chiusa da un fiocco rosso. Me la ricordavo fin dalla mia prima visita a Lindau e ho dovuto assolutamente rivederla. È  un orgoglio locale e parecchi turisti si fermano a fotografarla o, incuriositi, leggono la targa sulla torre.

Questo  tocco di femminilità che, in modo alquanto birichino, ingentilisce un edificio difensivo della città, io lo trovo fantastico… E’ la treccia di Raperonzolo,  sfortunata quanto basta e grintosa più del previsto, che proprio lì fu imprigionata dalla strega cattiva…ovviamente riuscendo poi a svignarsela e a convolare a nozze con il principe di turno.

La treccia regala a Lindau un fascino da eterna fanciulla, romantica e un filo zingara. È l’inatteso, quel tocco un po’ folle che rende qualsiasi cosa irresistibile… insomma, se siete ragazze da zero a novant’anni … sciogliete la treccia… e se siete ragazzi pari requisiti…portate le vostre fanciulle a passeggio a Lindau…ne saranno conquistate (e anche voi)!

Maria Teresa Betti

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