Io di quella cosa lì ne faccio a litri. Per di più, la mia tenuta “idraulica” è pari a zero. A volte, scherzando, ma non troppo, dico che potrei compilare una guida con tanto di accurate descrizioni e valutazioni di tutte le toilette, bagni o ladies’ room che ho visitato, per necessità e curiosità nei miei viaggi. Dalle più terrificanti alle più leggiadre, queste stanze strategiche mi hanno sempre offerto spunti di riflessione e ironia, nonché un immediato sollievo.

Sebbene io sia una viaggiatrice “liquida”, per certo però il Manneken Pis,  il celebre bimbo che fa la pipì a Bruxelles mi batte, essendo intento in questa attività ventiquattro ore al giorno. Amatissimo dai residenti e fotografatissimo dai turisti, il bimbo nulla altro è se non una statuetta che funge da fontana.  È da più di seicento anni un personaggio di gran rilievo in città,  tant’è che veste di volta in volta un abito fatto su misura, adatto ad ogni occasione. Pompiere, figlio dei fiori o Dracula, possiede, per certo, più outfit della sottoscritta e da tempo immemorabile zampilla copiosamente nella bacinella sotto di lui, senza un briciolo di vergogna o, per lo meno, di contegno.

Pochi sanno però che il Manneken ha acquisito una sorellina. Beh, si sa, i popoli del Nord Europa quanto a parità dei generi ci battono ampiamente e ad un certo punto gli abitanti (o forse le abitanti) di Bruxelles devono aver pensato che era tempo di colmare la lacuna e di affiancare anche un simbolo femminile all’icona maschile della città. Detto, fatto…non proprio subito, ci hanno messo poco meno di seicento anni, ma alla fine è arrivata lei, la Jeanneke Pis… che fa, ovviamente a modo suo, la stessa cosa del Manneken, in una sorta di piccolo giardino. Ve lo confesso, a me la Jeanneke è risultata subito più  simpatica e ho trovato liberatoria l’idea dello scultore che l’ha realizzata. Meno sfrontata ma ugualmente birichina, la ragazzina dai codini e dalle guance morbide fissa assorta il cielo con un sorrisetto sornione che ne dissimula la concentrazione. E come tutte le sorelle minori, si gode la libertà del non essere la primogenita, e il sollievo che il suo gesto le dona.

Indubbiamente ci sono molti modi per promuovere la parità dei generi…per certo questo è uno dei più geniali che io abbia mai visto e dunque… viva la Jeanneke! Ps… cercatela la prossima volta che vi trovate a Bruxelles, ne vale la pena!

Maria Teresa Betti

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