Per questo numero di Riflessi di Psiche vi propongo un breve estratto della mia tesi di specializzazione per parlarvi di un elemento molto importante nel lavoro psicoterapeutico: il sogno. In particolare vi presento il pensiero di Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, sui sogni e sulla loro funzione.

É nell’interpretazione dei sogni, opera basilare che pone le fondamenta della psicoanalisi, che Freud propone le sue idee innovative sui sogni. Nell’interpretazione dei sogni Freud, prendendo le distanze dalle credenze popolari e dai metodi classici che caratterizzano la comprensione dei sogni nell’antichità, si interroga sull’attività onirica e la ridefinisce; con Freud il sogno inizia ad assumere un valore nuovo che si inserisce all’interno di un’esperienza umana significativa: l’autore afferma infatti che “Ogni sogno appare come una struttura psichica con un preciso significato, inseribile in un punto da individuarsi nell’attività mentale della vita da svegli”. (Freud, 1900, pag. 23). 

L’interesse sul mondo onirico riguarda non solo la modalità con cui si formano i sogni, i meccanismi sottostanti e le condizioni del loro originarsi, ma è orientato soprattutto sul loro significato psicologico e sulla ricerca del loro senso, che può essere compreso e interpretato, al pari di altre manifestazioni psicologiche come i sintomi. Ne Il Sogno Freud scrive infatti: “[..] ciò che soprattutto ci interessa é il problema del significato dei sogni, problema che ha un doppio aspetto. In primo luogo esso indaga sul significato psichico del sognare, sul nesso tra i sogni e gli altri processi mentali e su qualsiasi funzione biologica essi possano avere; in secondo luogo cerca di scoprire se i sogni possono essere interpretati, se il contenuto dei sogni individuali ha un «significato», secondo quanto siamo abituati a trovare in altre strutture psichiche” (Freud, 1901, pag. 17-18).

É evidente come questa nuova concezione renda il sogno uno strumento fondamentale di accesso al mondo interno del suo sognatore, una possibilità di avvicinarsi ai pensieri, ai significati e alle emozioni di chi lo produce. Come afferma Freud però non è sufficiente l’interpretazione del singolo sogno preso isolatamente per comprenderne il senso, ma è necessaria l’applicazione della regola fondamentale, la regola delle libere associazioni che possa permettere al paziente di recuperare, attraverso immagini, ricordi e pensieri associati al sogno, contenuti propri e caratteristici della propria storia anche se in modo inconsapevole. Per Freud infatti il sogno rappresenta la realizzazione di un desiderio inconscio e “compiuto il lavoro di interpretazione, ci accorgiamo che il sogno è la soddisfazione di un desiderio” (Freud, 1900, pag. 107).

Freud afferma che alcuni di questi sogni sono facilmente decifrabili, come quelli che lui chiama “sogni di comodità” e che prendendo il posto dell’azione nella veglia, soddisfano il desiderio compiendo una funzione ed evitando di essere svegliati durante il sonno o, almeno, facendo dormire ancora un po’. Un esempio di questo tipo di sogni è quello in cui Freud racconta di star bevendo: “sogno che sto già bevendo a grandi sorsi dell’acqua, che ha quel sapore delizioso delle bevande fredde per chi è arso dalla sete. Poi mi sveglio e devo bere veramente. Questo semplice sogno è causato dalla sete ed io me ne rendo conto quando mi sveglio. La sete dà vita al desiderio di bere ed il sogno mi mostra quel desiderio soddisfatto compiendo una funzione, che è facile indovinare: io dormo profondamente e non sono solito farmi svegliare da qualsiasi bisogno fisico. Se posso calmare la mia sete sognando di bere allora non ho bisogno di svegliarmi per soddisfarla. Questo, dunque, è un sogno di comodità” (Freud, 1900, pag. 109). Altri sogni che Freud definisce semplici sono quelli dei bambini, in cui l’appagamento del desiderio appare in modo più evidente ed è rappresentato, il più delle volte, dal raggiungimento di qualcosa che il bambino non ha potuto avere durante il giorno o i giorni precedenti: oggetti, cibo, regali. La semplicità della forma dei sogni dei bambini è dovuta, secondo Freud, al fatto che “senza dubbio le loro produzioni psichiche sono meno complicate di quelle degli adulti” (Freud, 1900, pag. 111) i quali, invece, producono sogni la cui lettura risulta più difficoltosa e talvolta insensata. In questi sogni infatti l’appagamento del desiderio appare mascherato e la sua realizzazione è possibile solo attraverso la formazione di un compromesso che consente ai desideri inaccettabili di superare la barriera della censura e della rimozione. Freud infatti afferma che ci sono dei pensieri, realmente presenti nella mente, che non possono diventare coscienti e che vengono quindi rimossi nel sogno deformandolo e travestendolo dal suo contenuto originario; la principale causa della deformazione onirica è attribuita alla censura la cui funzione è quella di lasciare passare solamente ciò che piace respingendo tutto il resto di modo che “ciò che viene respinto dalla censura si trova in uno stato di rimozione” (Freud, 1901, pag. 62). In questo modo il materiale rimosso può rivelarsi alla coscienza sotto forma di sogno, la cui forma originaria intollerabile sarà opportunamente modificata e deformata per essere resa accessibile.

Il lavoro onirico, termine con cui Freud definisce l’insieme delle operazioni psichiche che mascherano l’appagamento del desiderio, opera una selezione del materiale del sogno distinguendone un contenuto manifesto, cioè il sogno così come viene ricordato e raccontato dal sognatore, da un contenuto latente del sogno il cui significato resta nascosto e può essere rivelato solo attraverso le associazioni del paziente durate il lavoro analitico.

Tutto ciò, secondo Freud, è reso possibile dall’intervento di particolari meccanismi che trasformano il contenuto latente, affinché rimanga nascosto, in contenuto manifesto.

Il primo di questi meccanismi è la condensazione: più elementi del sogno, apparentemente sconnessi tra loro, vengono raggruppati in un unico elemento concentrando al suo interno aspetti degli elementi omessi; l’elemento che emerge diviene il rappresentante di tutto il materiale presente nel contenuto del sogno. Questo meccanismo opera una sintesi essenziale del materiale onirico e rende complessa la comprensione del contenuto manifesto.

Il meccanismo dello spostamento invece fa sì che i pensieri più importanti del sogno vengano sostituiti con altri pensieri meno significativi al fine di mantenere nascosto il vero significato del sogno spostandolo sul significato che appare nel racconto manifesto.

Il terzo meccanismo del lavoro onirico è dato dal processo di rappresentazione mediante il quale il materiale psichico subisce un adattamento pittorico e i pensieri del sogno vengono trasformati in immagini visive, in discorsi, in linguaggio.

Successivamente alla formazione del contenuto del sogno interviene il meccanismo della revisione secondaria che consiste nel cercare di rendere il sogno un racconto coerente ed ordinato che permette di raccontarlo apportando quelle leggere modifiche che lo rendono più comprensibile.

Un quinto meccanismo viene introdotto in un secondo tempo da Freud ne Il sogno (1901): è il meccanismo di drammatizzazione che consiste nella trasformazione dei pensieri in situazioni e nella loro messa in scena.

Attraverso tutti questi meccanismi l’attività onirica può raggiungere la sua principale finalità e preservare il sonno: “una volta che abbiamo ammesso che il contenuto di un sogno è la rappresentazione di un desiderio realizzato e che la sua oscurità è dovuta alle modifiche che la censura fa sul materiale rimosso, non ci sarà difficile scoprire la funzione dei sogni. Si dice comunemente che i sogni disturbano il sonno; al contrario noi consideriamo i sogni come i custodi del sonno” (Freud, 1901, pag. 63).

Il lavoro di Freud sull’interpretazione dei sogni non si esaurisce qui ma continua portando nuovi concetti e introducendo ulteriori riflessioni; io però ritengo di dovermi fermare a questo punto per limitarmi a quello che è l’intento di questa breve sintesi sulla teorizzazione freudiana e cioè quello di dare solo un fugace accenno alle nozioni principali sviluppate dall’autore; è evidente che si tratta di una presentazione riassuntiva ed incompleta seppur, a mio parere, indispensabile per poter affrontare la tematica del sogno.

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