La contemporaneità sta attraversando una crisi demografica senza precedenti: a Gandino ne parla il professor Blangiardo.

I dati ci dicono che stiamo attraversando una crisi demografica senza precedenti, con un’importanza pari alla crisi economica. Ogni anno in Italia viene stabilito il record della più bassa natalità di sempre.  Nel 2065, fra meno di mezzo secolo, la popolazione italiana, secondo i calcoli dell’Istat sarà pari a 54,1 milioni, con una flessione rispetto al 2017 di 6,5 milioni.

Un tema assolutamente allarmante di cui si parla giovedì 17 maggio alle 20.30 a Gandino, grazie ad un incontro organizzato dal Gruppo Lumen di Gandino nell’Auditorium mons. Maconi di via Bettera ( a pochi passi dalla Basilica), in collaborazione con l’Associazione “Il Testimone” ed il Gruppo Amici del Museo.

Ad analizzare le ricadute negative del fenomeno (l’invecchiamento produrrà per esempio maggiori costi sociali per sanità e pensioni) sarà il professor  Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia presso l’Università di Milano Bicocca. Ha presieduto il Gruppo Italiano di coordinamento della Demografia presso la Commissione Europea e seguito i lavori dell’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia presso la Presidenza del Consiglio. Collabora con quotidiani come Avvenire, Il Sole 24 Ore, Il Foglio e L’Eco di Bergamo.

“La mancata crescita della popolazione – ha dichiarato di recente –  significa mancata immissione di forze fresche: meno nascite oggi, meno lavoratori domani. Nel 2017 abbiamo registrato un saldo naturale negativo per 183 mila unità, ossia i morti hanno superato i nati di 183 mila unità. Elaborando i dati, l’Istat afferma che nel 2060 i nati potrebbero essere 400 mila e 800 mila i morti, con un saldo negativo di 400 mila”. “Se è da accogliere positivamente l’allungamento della vita media – prosegue Blangiardo –  desta preoccupazione la prospettiva che fra un trentina d’anni oltre un terzo della popolazione avrà più di 65 anni. E quelli che hanno almeno 90 anni – oggi circa 700 mila – allora saranno 2 milioni e mezzo. Numeri davvero allarmanti: la mancanza di giovani comporta che la componente anziana diventi sempre più numerosa, una fascia di persone non produttiva e fragile sul piano sanitario alla quale occorrerà garantire cure adeguate attraverso un ripensamento di tutto il sistema”.

Sul tavolo quindi i temi legati alla sostenibilità dello Stato sociale (meno lavoratori, meno introiti dalle tasse, con i punti critici evidenziati da chi dubita dell’abolizione della legge Fornero). “Il rischio – aggiunge Blangiardo – è che venga messa in discussione tutta una serie di equilibri e forse in futuro anche di diritti come cure sanitarie e pensioni”. Parlarne in maniera approfondita sarà occasione utile per accrescere consapevolezze e unità d’intenti, come evidenziato proprio a Gandino dal progetto “La città dei bambini” promosso dall’assessorato ai servizi sociali del Comune. La serata è ad ingresso libero.

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