Stati Generali della montagna un anno dopo: incontro pubblico fra l’Osservatorio per le politiche montane e Regione Lombardia.

La Diga del Barbellino

“A seguito degli interventi dei partecipanti all’incontro pubblico fra l’Osservatorio per le montagne bergamasche, del quale il Consorzio BIM Brembo Serio Lago di Como fa parte, e Regione Lombardia, dal titolo “Stati Generali della montagna un anno dopo: incontro pubblico fra l’Osservatorio per le politiche montane e Regione Lombardia”, è per me doveroso sottolineare alcuni punti, per fornire un’informazione chiara, ma soprattutto un contributo propositivo, – ha spiegato Carlo Personeni Presidente BIM Brembo Serio Lago di Como”- per meglio delineare le prospettive di sviluppo e le strategie di innovazione da condividere nei territori di montagna. E credo che il Consorzio BIM Brembo Serio Lago di Como, alla luce della sua storia e dei risultati fin qui ottenuti, sia uno degli attori più adeguati per soddisfare queste linee operative.

Comunque, in questa sede, parlo come presidente di Federbim, a nome dei 10 Consorzi BIM lombardi, che coinvolgono oltre 500 Comuni.

  • Intanto, un sentito grazie a Regione Lombardia, per avere avuto la sensibilità di nominare un assessore alla “Montagna”, agli “Enti locali” e ai ”Piccoli Comuni”. Un assessore, peraltro, che conosce le problematiche particolari e singolari dei territori di montagna e le esigenze della gente di montagna, perché ci vive e perché ha amministrato specificatamente questi territori. 
  • Inoltre, grazie a Regione Lombardia, per aver istituito una specifica commissione dedicata alla montagna. A tal proposito, richiedo che al più presto vengano nominati i rappresentanti del “Comitato Montagna”, previsto dalla Legge Regionale n.25 del 15.10.2017 (interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani); comitato che è adeguato per le varie competenze e può essere fondamentale nel proporre, alla “Commissione Montagna” e all’assessorato specifico, azioni di promozione e valorizzazione dei territori montani; inoltre, vi sono rappresentate e coinvolte tutte le rappresentanze degli Enti Locali e le realtà economiche che si interfacciano periodicamente con le problematiche della montagna.
  • Gli effetti dei cambiamenti climatici. La montagna è un’area determinante nel vivere e nell’interagire con frane, dissesti, alluvioni, valanghe: situazioni che obbligano gli Enti Locali ad intervenire prontamente, coinvolgendo anche l’indispensabile assistenza della Protezione Civile. E’ doveroso, però, intervenire non solo a danno avvenuto, ma è indispensabile prevenire. Pertanto, vanno veicolate risorse rivolte alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla difesa delle risorse idriche, attraverso studi e piani di manutenzione straordinaria. Il Consorzio BIM Brembo Serio di Bergamo, per quanto di sua competenza, si rende disponibile ad investire mezzi e risorse, in modo collaborativo e condiviso,  per queste finalità, come del resto fa già da tempo.
  • Entrando nel dettaglio della nostra realtà operativa, è giusto sottolineare che il Consorzio BIM Brembo Serio di Bergamo da anni destina risorse per contribuire ad integrare la quota del 20% non coperta da Regione Lombardia per i Comuni con più di 1.000 abitanti. E’ da sette anni che noi sollecitiamo a Regione Lombardia il rimborso del 100% per il ripristino: non solo per i piccoli Comuni fino a 1.000 abitanti, come già ottenuto grazie anche alle nostre rivendicazioni presentate con delibere assembleari dei 128 Sindaci, ma anche per quelli con popolazione fino a 5.000 abitanti, in quanto considerati piccoli Comuni. Certo, il documento assembleare chiede l’esenzione per i Comuni sotto i 5.000 abitanti, ma come primo passo sarebbe opportuno almeno per quelli fino a 2.000 abitanti. Non dimentichiamo, poi, che, oltre alla presa in carico dei “progetti indispensabili per il ripristino” (i piccoli Comuni non possono prevedere in bilancio risorse specifiche e quindi non possono provvedere al finanziamento del progetto, se di loro competenza, né al cofinanziamento della quota-parte), il Consorzio, molto previdente, interviene in questo con un suo fondo specifico.
  • Una sottolineatura merita il tema dei canoni idrici effettuati da Regione Lombardia. I loro introiti devono finanziare le politiche della montagna: questo è quanto ho personalmente chiesto all’allora Sottosegretario Ugo Parolo nel 2015. Con piacere, nel 2017, lo stesso, in occasione di un “Comitato  Montagna”, ci comunicava di aver recepito la richiesta, ma solo per la Provincia di Sondrio, in quanto totalmente montana.

Ebbene, allora, feci notare che il mio stimolo non era solo per Valtellina e Valchiavenna, ma per tutti i territori montani lombardi; quindi, l’introito derivante dai canoni idroelettrici dovrebbe essere ripartito proporzionalmente a tutte le provincie lombarde, precisando che le province devono utilizzare queste risorse esclusivamente per i territori di montagna

  • Sono oltremodo soddisfatto che l’assessore regionale si sia dichiarato disponibile a destinare queste risorse alla montana; e, se volesse avere delle certezze sulla destinazione, queste potrebbero essere veicolate direttamente alle Comunità Montane o ai Consorzi Bim, principali attori-protagonisti dei territorio montani. 
  • Una delle cause di dissesto idrogeologico è il degrado o l’abbandono per mancata coltivazione, dei boschi, come pure la loro avanzata a scapito del prato-pascolo  A tal proposito, vanno previsti, alla luce delle nuove normative nazionali, incentivi al taglio, organizzando e stimolando il taglio con tre tipi essenziali di legname: legno per arredamento, legname per edilizia, legname per pellet e/o biomasse. 

Solo con una gestione forestale attiva, con pianificazione forestale a lungo termine, i boschi possono ritornare a svolgere la loro funzione, ma anche produrre reddito e posti di lavoro. Il problema della parcellizzazione delle proprietà potrebbe essere risolto attraverso i Consorzi Forestali o direttamente dagli stessi Comuni.

  • In un’ottica di efficienza amministrativa, invito caldamente a limitare il peso della burocrazia negli atti operativi degli Enti Locali di montagna; inoltre, proprio per i Comuni montani, è necessario puntare ad una riduzione della fiscalità per le piccole attività commerciali o di servizio, svolte in piccoli Comuni o nelle frazioni di montagna. Queste attività devono avere una fiscalità adeguata e consona al loro contesto, perché svolgono un servizio alla collettività. Certo, la competenza non è regionale, ma è auspicabile quanto meno che la Regione Lombardia dimostri una certa sensibilità su questo fronte, almeno attraverso la riduzione dell’IRAP. Questo permetterebbe di trattenere i servizi e garantire i posti di lavori. 
  • Considerato che i Consorzi BIM dispongono di risorse proprie, credo ipotizzabile, anzi auspicabile, una collaborazione fra i Consorzi BIM e regione Lombardia; nello specifico, una serie di politiche di co-finanziamento su progettualità finalizzate allo sviluppo socio-economico dei territori di montagna. Progettualità condivise, concertate, da sviluppare soprattutto a livello sovracomunale: già adesso il BIM Brembo Serio di Bergamo svolge regolarmente iniziative analoghe con le 4 Comunità Montane coinvolte e con la Provincia di Bergamo.

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