Il Tar ha respinto la sospensione della Delibera regionale: Punto nascita Piario sempre più vicino alla chiusura. Vana anche l’azione legale intrapresa dai sindaci.

Il Tar di Brescia ha respinto la domanda di sospensione cautelare della Delibera della Giunta di Regione Lombardia riguardante la chiusura del Punta nascita del presidio ospedaliero di Piario. Si conclude così l’azione legale iniziata con il ricorso presentato dai sindaci dell’Alta Val Seriana e Val di Scalve.

La questione sembrava essere ad una svolta positiva: a settembre infatti il presidente del tribunale amministrativo aveva sospeso l’esecuzione della Delibera regionale, sospendendo così anche la chiusura. Le mamme e i sostenitori del Punto nascita avevano così tirato un sospiro di sollievo. La decisione però doveva passare in sede collegiale e ieri, mercoledì 3 ottobre, la Camera di consiglio ha respinto la domanda cautelare.

Nell’ordinanza si legge: “l’assistenza sanitaria delle gestanti non si consegue con la presenza diffusa di “punti nascita”, ma attraverso lo standard più sicuro (T.A.R. Trentino Alto Adige Bolzano – 20/4/2017 n. 138); il Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) si è pronunciato negativamente già nel 2016; che il “punto nascita” di Piario non dispone di una guardia pediatrica attiva h 24, ma soltanto dalle 8 alle 20, e non è neppure sede di DEA (dipartimento di emergenza) di I livello per la gestione delle urgenze; che il dato percentuale dei parti presso l’Ospedale di Piario è oscillante secondo la base territoriale di riferimento (il 78,13% per l’Ambito Territoriale n. 9 Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve, comprensivo di 24 Comuni; il 54% se si allarga il perimetro a 39 Comuni)”.

A motivare la decisione dunque, non solo la decrescita delle nascite (passate da 498 nel 2014, a 363 del 2017), ma anche e soprattutto la mancanza di servizi che non garantisce la totale sicurezza.

Con questa decisione, la delibera di Regione Lombardia torna dunque efficace e la chiusura del Punto nascita è sempre più vicina.

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