Arco Verde, concluso l’intervento a Monte di Nese per la salvaguardia della fauna anfibia. Recuperate 5 pozze d’abbeverata.

Il sopralluogo degli amministratori e tecnici

Ad Alzano Lombardo si sono conclusi gli interventi previsti nel conteso del progetto “Arco Verde”, ideato dalla Provincia di Bergamo e finanziato dalla Fondazione Cariplo per la riqualificazione ecologica di un corridoio di oltre 35 chilometri nell’Alta pianura bergamasca che colleghi in continuità i corsi dei fiumi Adda, Brembo, Serio e Oglio, mettendoli in connessione dal punto di vista ecologico con l’obiettivo di salvaguardare la biodiversità e in particolare la fauna.

L’intervento ad Alzano Lombardo, ha riguardato in particolare la tutela della fauna anfibia attraverso la creazione di cinque specchi d’acqua a bassa profondità, progettati per favorire la sopravvivenza di rare specie acquatiche (fauna e flora) legate allo sviluppo di ambienti d’acqua stagnante. Una funzione in precedenza svolta dalle pozze di abbeverata a uso del bestiame, ormai prosciugate da quasi 30 anni, cosa che ha messo a rischio la sopravvivenza di diverse specie di anfibi e rettili.

L’intervento ha interessato la dorsale che dal valico della Forcella di Monte di Nese si estende verso la località “Spiazzi” sotto la cima Filaressa, ed è consistito nella creazione di quattro dei nuovi stagni artificiali collocati entro i sedimi di vecchie pozze d’abbeverata ormai in asciutta, posti all’interno di doline già esistenti, che fino a pochi anni fa mantenevano un sufficiente livello idrico e una ricca comunità di anfibi e di una nuova pozza, realizzata con fondo in argilla, così da rispecchiare fedelmente l’antica tecnica costruttiva. Le altre pozze sono state invece impermeabilizzate con teli in EPDM.

A tutti i corpi d’acqua è stata data (o mantenuta) una fisionomia naturaliforme; gli stagni saranno alimentati unicamente da acque meteoriche e di dilavamento superficiale opportunamente indirizzate tramite la realizzazione di alcuni piccoli fossati strategicamente posti in rapporto alla naturale pendenza del piano campagna. Tra le specie che saranno direttamente e immediatamente favorite dagli interventi di ripristino si annoverano anfibi, come Salamandra comune, Tritone crestato, Ululone dal ventre giallo (raro e localizzato a forte rischio di estinzione locale), Rana montana e Rospo comune, rettili, come la Biscia dal collare e un ampio spettro di specie di invertebrati (Odonati e macro invertebrati acquatici). Anche l’avifauna, che in questi contesti prativi è caratterizzata da specie di forte interesse conservazionistico inserite in Allegato I della Direttiva europea “Uccelli” come ad esempio il Biancone e l’Averla piccola, sarà favorita dall’intervento. Il primo è un raro rapace di grandi dimensioni di cui in provincia di Bergamo sono note meno di 5 coppie e che arriverà tra poche settimane dall’Africa, ove trascorre i mesi invernali. Poiché si nutre quasi esclusivamente di rettili gli è stato attribuito il nome informale di “Aquila dei serpenti”. Il secondo invece è un piccolo passeriforme insettivoro che si nutre prevalentemente di grossi insetti volanti. Entrambe le specie saranno dunque favorite dall’intervento di ripristino delle pozze di abbeverata che arricchiranno la disponibilità alimentare offerta dall’incremento quali-quantitativo della comunità erpetologica ed entomologica.

L’intervento ad Alzano Lombardo è solo uno di quelli previsti dal progetto, che coinvolge il Parco regionale dei Colli di Bergamo, la Comunità montana Valle Imagna e i Comuni di Carvico, Trescore Balneario e Alzano Lombardo.

Tutti i diritti riservati ©

Articoli correlati

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.