Il ghiaccio è stato fatale martedì mattina a Valbondione: Dario Balduzzi ha perso la vita scivolando sul sentiero panoramico che porta al rifugio Curò.

A distanza di soli due mesi e mezzo ancora una volta il ghiaccio è costato la vita ad un escursionista nella zona del Curò.

Era il 6 gennaio quando un 47enne di Berzo San Fermo perdeva la vita scivolando in un dirupo mentre tentava di raggiungere il rifugio Curò dal sentiero invernale. E anche a dicembre c’era stato un incidente simile fortunatamente dai risvolti meno tragici con un 48enne ricovertao in codice giallo.

Ieri la caduta, con conseguente scivolata di circa 200 metri, è costata la vita a Dario Balduzzi, 61enne di Clusone molto conosciuto nel mondo del volontariato da poco residente a Rovetta.

Dario, esperto di montagna, era uscito con un amico per un’escursione ma lungo il sentiero panoramico detto Tagliamento, a 1850 metri di altitudine a poca distanza dal rifugio Curò (come si vede nella foto), è scivolato su un tratto ghiacciato per circa 200 metri. Indossava i ramponi ma il ghiaccio era ricoperto da un leggero strato di neve, caduta nelle ultime ore. L’amico ha chiesto subito aiuto.

Sul posto l’elicottero da Bergamo con l’équipe medica, il tecnico di elisoccorso e due tecnici Cnsas della VI Delegazione Orobica, che si sono presi carico del recupero della persona deceduta e di riportare a valle l’altro escursionista.

La comunità di Clusone ha appreso con dolore la notizia. Dario aveva un sogno rimasto incompiuto: quello di scalare tutte le cime sopra i 2000 metri delle sue amate Orobie. Gliene mancavano tre.

La salma è stata composta nell’abitazione di famiglia in Via San Lucio a Clusone, i funerali avranno luogo venerdì 22 marzo alle ore 10 nella Basilica di Santa Maria Assunta con partenza dalla chiesa di San Defendente. La veglia questa sera alle ore 20.

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