Assemblea Generale Ordinaria del Consorzio BIM del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio: 127 comuni a confronto sul tema acqua.

Si terrà sabato 6 aprile alle 9.30 presso la “Sala degli Angeli” della Casa del Giovane, in via Gavazzeni 13 a Bergamo, l’Assemblea Generale Ordinaria del Consorzio BIM del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio.

Presenti i rappresentanti dei 127 Comuni aderenti (Val Seriana, Val Brembana, Valle Imagna, Val San Martino, Comuni Rivieraschi dell’Isola Bergamasca), verranno sviluppate questioni importanti della vita dell’ente, che svolge un ruolo determinante per tutelare il patrimonio montano e promuovere lo sviluppo dei paesi che vi sono perimetrati. Come ente pubblico funzionale non economico, infatti, il Consorzio BIM gestisce il sovra-canone, cioè l’indennizzo per il prelievo dell’acqua dai territori montani per la produzione di energia idroelettrica. Quindi, si occupa della valorizzazione di questa risorsa, attraverso politiche di investimento, in favore dei territori di competenza, risorse che altrimenti sarebbero disperse, sia in termini finanziari sia in termini di iniziativa progettuale, tra una pluralità di enti.

Ad aprire i lavori sarà il presidente Carlo Personeni, che presenterà la sua relazione. Quindi, approvazione del Conto Consuntivo 2018 e approvazione del Bilancio di Previsione 2019.

Cresce il BIM Bergamo 

Dall’ottobre 2018, il Comune di Bottanuco è stato riconosciuto “Comune Rivierasco”; così entra a far parte di diritto nel Consorzio BIM Brembo-Serio-Lago di Como di Bergamo come 127 Comune. 

Quindi, l’illustrazione della nuova normativa che disciplina le assegnazioni delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche (modifiche sostanziali, inserite nel D.L. Semplificazione del 2018, L. 12/2019, dal 11.2.2019, art. 11–quater). Questa sancisce che le nuove assegnazioni delle concessioni di grandi derivazioni, alla loro scadenza, verranno effettuate dalla Regione di competenza. E che dighe, sbarramenti, canali, condotte forzate, i cosiddetti “beni bagnati”, sempre alla scadenza della concessione, passeranno gratuitamente in proprietà alle Regioni.

Ma la grande novità è l’art. 11 quater, c. 1–septies, che prevede un “canone aggiuntivo”, da versare da parte dei concessionari con la licenza scaduta o che scadrà prima del 2023, anno di rinnovo di tutte le concessioni, Enel esclusa. Questi canoni aggiuntivi verranno incassati dalle Regioni fino al 2023, e veicolati in buona parte alle Province (60%). E’ indispensabile, però, che gli amministratori pubblici dei Comuni facenti parte del Consorzio BIM verifichino che queste risorse vengano investite nei territori di provenienza, considerato che la stragrande maggioranza proviene dalle “terre alte” e che la Provincia di Bergamo non è totalmente “montana”. Ebbene, l’importo incassato dalla provincia di Bergamo ammonta a 2.170.902,35 euro. Non poco!

Una Commissione Europea per la Montagna

Non che la UE non sia attiva sulla questione montagna. Anzi, diverse tematiche montane sono centrali nelle politiche dell’Unione Europea. Proprio mercoledì scorso il presidente della Commissione UE Jean Claude Juncker si è impegnato a favore dei comuni montani, sollecitando la Commissaria competente per l’attivazione della Risoluzione per le aree montane (ottobre 2018) che consiste in un progetto di sviluppo dei territori montani europei. Ciò non toglie che serva un organismo europeo specificatamente dedicato alle problematiche della montagna: una Commissione Europea della Montagna, che rappresenti veramente chi vive in montagna. Attualmente, infatti, ci sono due categorie di cittadini sul territorio nazionale: una avvantaggiata da tutti i servizi, l’altra, “la montana”, disagiata, con mancanza di servizi indispensabili, come quelli sanitari e alla persona, scuole, banda larga e ultra-larga, viabilità, trasporti pubblici, poste. Disagi nelle “terre alte”, che comportano una costante emorragia di popolazione. 

E’ opportuno precisare, poi, in via definitiva, quali siano i territori montani. Una definizione di “montagna” giusta, legittima, che prenda in considerazione due fattori principali, non solo l’altitudine, ma anche la sua economia.

Anche se ricchissima di risorse (acqua, boschi, paesaggi, aria pulita), la montagna è un territorio svantaggiato, perché queste risorse, una volta sfruttate, vanno a vantaggio soprattutto dei territori di pianura, dei grandi agglomerati urbani. Inoltre, la gestione territoriale è molto costosa: smottamenti, frane, dissesti sono diventati ormai imprevedibili e difficili da gestire. E il turismo invernale, motivo di introiti, è molto condizionato dall’innevamento. Senza dimenticare che il trasporto stradale e ferroviario, anche se coinvolge interessi nazionali e internazionali, ha un forte impatto ambientale, spesso con effetti disastrosi. Inoltre, serve una politica agricola di montagna vera, fattibile, con obiettivi concreti, che possa favorire e stimolare le nuove generazioni a disporre di un reddito garantito, e non solo temporaneo. E puntare con decisione sul turismo, che può favorire lo sviluppo socio-economico delle “terre alte”.

A ben vedere chi continua a vivere in montagna è un combattente, un paladino, un coraggioso. Serve un organismo “made in Europa” che tuteli chi vive in montagna.

Legge 228/2012

L’entrata in vigore dell’articolo 1 comma 137 della L. 228/2012 (legge di stabilità 2013) ha dato il via ad un’importante modifica in tema di sovra-canoni, estendendo l’obbligo del pagamento degli stessi anche agli impianti situati al di fuori dei perimetri montani. In altre parole è stata eliminata la barriera altimetrica concessa nel 1956 a favore dei produttori idroelettrici.

Seppure avversata dai concessionari, che hanno dato vita ad un articolato contenzioso, la sentenza numero 16158/2018 delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione ha chiuso la questione, dichiarando indiscutibile l’obbligo di pagamento. 

La richiesta di eliminazione della barriera altimetrica, datata 2011, è stata un’intuizione di Federbim, il Sindacato dei Consorzi BIM, nell’interesse di tutti i Comuni rivieraschi coinvolti. Così, si è abrogato un privilegio nato temporaneo e durato più di 50 anni.

Questa nuova normativa porta nelle casse del Consorzio BIM di Bergamo oltre 1.912.000 euro all’anno e porterà oltre 11.137.000 euro per arretrati dal 2013 al 2018, più gli interessi che assommano a 78.000 euro.

Contributi a fondo perduto per frane e smottamenti

Nel 2018, il Consorzio ha erogato a fondo perduto ben 219.515,40 euro, per sostenere i Comuni a coprire la differenza, pari al 20%, che la Regione Lombardia non eroga. Lo scorso anno è stata fatta una mozione alla Regione Lombardia per chiedere l’aumento del contributo regionale al 100% ai Comuni fino a 5.000 abitanti. Si spera nell’accoglimento della richiesta 

Finanziamenti alle Comunità Montane

Nel 2016, il Consorzio ha messo a disposizione dei Comuni di competenza 8 milioni di euro. Al 31 dicembre 2018, però, ne sono stati spesi complessivamente poco meno della metà: il 49,63%. Tutto questo fa riflettere, circa l’operatività delle amministrazioni.

Questo il riparto:

C.M. Valle Brembana                     53,98%

C.M. Valle Seriana                       44,64%

C.M. Valle Imagna                       47,44%

C.M. Lario Or. Valle S. Martino  61,09%

COMUNI RIVIERASCHI                 41,84%

Fondo di rotazione

I fondi di rotazione sono contributi a rimborso, senza interessi, che vengono concessi per ogni Comune o Ente per un importo massimo di 250.000 euro o frazione di esso, ma sempre nel rispetto del plafond di 250.000 euro. Sono considerati extra plafond i contributi a rimborso per il risparmio energetico e gli impianti di pubblica illuminazione. Questi i termini di rimborso per i Comuni: 15 anni per Comuni fino a 500 abitanti; 13 anni per Comuni da 501 a 1000 abitanti; 10 anni per Comuni da 1001 a 2000 abitanti; 6 anni per Comuni da 2001 a 4000 abitanti; 5 anni per Comuni oltre i 4000 abitanti. 

Ebbene, nel 2018 sono stati investiti 6.350.000 euro: 1.940.000 euro già erogati nel 2018; 1.085.000 euro già erogati in questi mesi del 2019, sugli impegni assunti nel 2018; 3.321.000 euro, già deliberati, ma ancora da erogare.

Commento del presidente del BIM di Bergamo Carlo Personeni

“In Italia, la montagna costituisce più del 50% del territorio nazionale; ma vi risiedono poco più di 9 milioni di persone, pari a circa il 18% di tutta la popolazione: uno squilibrio nell’uso del territorio. Eppure la montagna ha un grande valore aggiunto: è un ambiente poco edificato, ricco di biodiversità, paesaggi incantevoli, territori tranquilli, con aria pulita; condizioni stimolanti, attrattive, ideali per trasferirvici e viverci. Invece, sono tanti i punti negativi: in primis, il calo demografico, che è incessante, dovuto soprattutto alla mancanza di servizi adeguati e alla scarsità di opportunità occupazionali. Poi, la scarsità di lavoro, sul cui sviluppo, invece, dobbiamo puntare con forza. L’insediamento di attività economiche in montagna, infatti, è un fattore chiave per fermare lo spopolamento. Il contemporaneo aumento della qualità della vita, accostato alla produzione di ricchezza, permetterebbe di gestire e presiedere il patrimonio territoriale. Non dimentichiamo che il nostro compito di amministratori del Consorzio BIM è lo sviluppo socio-economico del territorio di competenza. Non permettiamo che le nostre comunità si spengano: non è solo un dovere civico, ma una responsabilità morale. Dobbiamo chiedere all’attuale Governo una particolare attenzione ala montagna; che promuova politiche di opportunità lavorative attraverso un’economia dinamica, attivando iniziative che implementino i vari servizi indispensabili, ora carenti, valorizzando altresì le risorse territoriali, che sono un’opportunità sostanziale”.

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