L’Areapacis all’Istituto Andrea Fantoni avrà un nuovo Albero della Pace

abato 25 maggio all’Istituto Fantoni di Clusone nell’Areapacis ci sarà l’inaugurazione dell’albero della Pace:  un significativo e simbolico albero tagliato in una lastra d’acciaio che richiami agli “abitanti” del “FANTONI” il mai esaurito bisogno della pace.

L’11 dicembre dello scorso anno all’Istituto Fantoni di Clusone gli studenti hanno idealmente posto la “prima pietra” di quella che oggi si chiama Areapacis.  Uno spazio aperto nel parco dell’Istituto, luogo di memoria, ma specialmente di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti, insegnanti, genitori e cittadini per mantenere vivi gli esempi degli uomini e delle donne di pace, celebrare giornate e anniversari vari, trovarsi per commemorare, ricordare e progettare pace.

Uno spazio che vuole essere come un libro aperto con racconti, storie, personaggi, canzoni, simboli, occasioni… di PACE per accrescere e approfondire la conoscenza e l’interesse verso gli uomini e le donne di PACEovvero coloro che nel mondo hanno cercato o cercano di impedire il crimine dell’odio nelle sue varie forme, di difendere i diritti dell’uomo e che si battono per salvaguardare la verità e la memoria.

Sabato gli studenti oltre all’Albero della Pacea ggiungeranno  altri elementi significativi nove pannelli con il lettering della parola PACE, un nuovo cartellone a memoria di un convalligiano esemplare.

Poesia

Quell’albero al centro del giardino richiami la pace

essenza di ogni insegnamento e di ogni educazione

e inviti ad avere e custodire il sogno desiderio di ogni generazione.

Quell’albero richiami all’opera più preziosa e necessaria

per cui vale la pena interrogare, ricercare, apprendere

e i suoi frutti gustosi non facciano dimenticare

le radici ben piantate e profonde il tronco solido e ricco di linfa i rami robusti e frondosi.

Quell’albero al centro ricordi che l’educazione è l’arte di coltivare e far crescere

contro indifferenza e insensibilità terreni favorevoli all’odio, alla violenza e alla discriminazione.

Quell’albero visibile a tutti richiami la pazienza dei giorni

che porta alla maturazione di sé come capacità di decidere e di agire laddove è necessario e giusto farlo

perché la giustizia, il diritto e il rispetto possano piantare le radici.

Quell’albero nel giardino richiami alla responsabilità di continuare a prendersi cura

dell’opera che altri hanno cominciato anche a prezzo della vita e solleciti la testimonianza

quale vera forma di resistenza e di lotta per la verità.

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