Alzheimer e disturbi del sonno: al via a Gorle un progetto sperimentale per aiutare i malati a ripristinare il ritmo di sonno-veglia.

Uno dei disturbi più frequentemente legati all’Alzheimer è il cambiamento del ritmo sonno-veglia, un problema che investe i pazienti affetti da una patologia già grave e che ha riflessi anche sulla famiglia. Per questo Ats Bergamo sostiene, supervisionandone l’attuazione, la sperimentazione del Centro Notturno Alzheimer per il ripristino del ritmo sonno-veglia attivata presso l’Istituto Caprotti Zavaritt di Gorle dove, ieri sera, sono entrati i primi due pazienti con l’obiettivo di riportare alla normalità almeno questa parte della loro vita.

“I pazienti con diagnosi di demenza certificata dal medico specialista che presentano disturbi comportamentali e del sonno con difficoltà di gestione da parte dei familiari dopo 2/3 notti di osservazione al loro domicilio sono stati inseriti al Centro Notturno, dove resteranno per le dieci notti successive, facendo ritorno a casa la mattina per poi rientrare la sera. Obiettivo, attraverso interventi di terapia non farmacologica nella fase notturna, è riportarli al ripristino del ritmo sonno/veglia – spiega Elvira Schiavina, Responsabile U.O.S. Promozione e Innovazione delle Reti dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo – La sperimentazione pilota, unica a livello europeo e che vede la consulenza dell’Università degli Studi di Bergamo, sarà condotta per 24 mesi e, dopo una prima fase di start-up e consolidamento, vedrà l’inserimento di un massimo di dieci persone alla volta”.

“La nostra Agenzia di Tutela della Salute segue già dal novembre 2017 il progetto “Avrò cura di te” per il sostegno domiciliare e ambulatoriale alle famiglie di malati di Alzheimer, promosso dalla Cooperativa Bergamo Sanità, e ora supporta il progetto “Centro Notturno Alzheimer”, ulteriore servizio a sostegno della domiciliarità – commenta Cristina Sarchi, direttore sociosanitario di via Gallicciolli – Il progetto è rivolto a una fascia di popolazione particolarmente fragile, che nel territorio provinciale vede numerose famiglie impegnate nella cura e assistenza di un proprio caro a domicilio con notevole coinvolgimento anche emotivo”.

Il Centro Notturno Alzheimer è un progetto sperimentale attivato dalla Cooperativa Sociale Bergamo Sanità all’interno dell’Istituto Caprotti Zavaritt di Gorle, che gestisce la Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) e il Centro Diurno Integrato (CDI), realtà accreditata anche per l’erogazione della Misura RSA Aperta, ai sensi della DGR 7769/2018 di Regione Lombardia, a sostegno delle famiglie e dei suoi componenti fragili.

Ats Bergamo monitorerà la declinazione del progetto, per raccogliere evidenza dei risultati di efficacia ottenuti dai destinatari dell’intervento.

Le modalità di accesso: l’importanza di una figura di riferimento

L’accesso al Centro Notturno avviene in orario serale con il rientro al domicilio la mattina del giorno successivo. Il paziente affetto da Alzheimer è facilmente disorientabile ed irritabile di fronte a qualsiasi cambiamento, pertanto l’allontanamento dalla propria casa e dai luoghi conosciuti nelle ore serali e notturne potrebbe costituire facile fonte di stress. La persona viene dunque accompagnata dal proprio familiare di riferimento o dal caregiver professionale (badante), al quale viene garantita una formazione specifica. 

L’équipe: operatori appositamente formati in terapie non farmacologiche

E’ costituita da operatori formati in Terapie Non Farmacologiche: infermiere, operatore sociosanitario (OSS), terapista occupazionale, per assicurare l’opportuna e adeguata presenza nelle ore notturne al Centro attraverso l’attivazione di servizi personalizzati con percorsi non farmacologici (doll therapy, musicoterapia ambientale, musicoterapia recettiva, music-bed, culla–care poltrone ergonomiche, massaggio terapeutico, reiki-shiatsu, terapia del contatto, etc. …); servizi sanitari e riabilitativi: valutazione e controllo geriatrico, controllo dei parametri vitali. Sarà comunque garantita la somministrazione della terapia farmacologica da parte del personale infermieristico, sulla base delle indicazioni e prescrizioni del medico curante. 

Il sostegno al nucleo famigliare

Sono inoltre previsti servizi di sostegno al nucleo familiare: interventi di informazione ed educazione sanitaria e socio-educativa al miglior utilizzo domiciliare dei presidi e ausili e delle procedure che adattino l’ambiente domestico e supportino l’autonomia residua della persona anziana.

Sono previsti anche interventi utili a sostenere concretamente le richieste di ascolto espresse dalle famiglie, che molte volte evidenziano difficoltà di gestione dei loro familiari affetti da patologie degenerative.

Saranno organizzate sessioni informative/formative per accompagnare i familiari nell’applicazione delle modalità di cura non farmacologica attivate nella fase notturna del ricovero, nel momento del rientro a domicilio, per assicurare continuità terapeutica. 

Nella fase di rientro a domicilio sarà infine indicata ai familiari la strategia da attivare in fase notturna e, a distanza di tempo, saranno monitorati i risultati ottenuti.

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