Serata emozionante a Gandino: la “Deposizione di Cristo nel sepolcro” di Giovan Battista Moroni è tornata a casa.

Il quadro esposto a Gandino

Il senso di un progetto a suo modo rivoluzionario è tutto nell’emozione palpabile della folla che ha gremito la piazza del Municipio, contagiando, al limite della commozione anche il sindaco Elio Castelli.

Giovedí 4 luglio Gandino ha tributato un orgoglioso omaggio alla “Deposizione di Cristo nel sepolcro” capolavoro di Giovan Battista Moroni dipinto nel 1566 per la chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria ad Ruviales e finito dopo alterne vicende all’Accademia Carrara di Bergamo, che ora ne ha concesso il prestito sino al prossimo 13 ottobre. A salutare l’arrivo della tela (fra ingenti misure di sicurezza) c’erano, a fianco del sindaco, la direttrice Maria Cristina Rodeschini ed il conservatore Paolo Plebani dell’Accademia Carrara, l’assessore regionale al turismo Lara Magoni, Orietta Pinessi di Promoserio, Lorenzo Aresi presidente della Pro Loco Gandino, Silvio Tomasini coordinatore del progetto, il sindaco di Albino Fabio Terzi, don Innocente Chiodi, prevosto di Gandino, il vicecomandante della stazione Carabinieri maresciallo Vittorio Adesso, Giambattista Gherardi coordinatore del Distretto de Le Cinque terre della Val Gandino, Angelo Imberti vicepresidente della Fondazione Cecilia Caccia Del Negro (che ha sede ove preesisteva la chiesa di Sancta Maria ad Ruviales), Barbara Mazzoleni e Serena Bonetti, coordinatrici di organizzazione e comunicazione.

La tela è ospitata nel prestigioso Salone della Valle, con un allestimento che unisce rigore e rara suggestione. Decine e decine coloro che hanno sostato ammirati davanti alla tela, quasi attratti dal magnetico e inarrivabile estro che l’artista albinese ha riversato in figure e colori. Inutile ricordare che Giovan Battista Moroni è un vero e proprio “top player” della Storia dell’Arte, autore nel Cinquecento di celeberrimi ritratti e capolavori. Nell’anno in cui New York lo ha riscoperto dedicandogli una mostra presso la prestigiosa Frick Collection e dopo l’entusiasmante successo della retrospettiva del 2018 tenutasi presso la Royal Academy of Arts di Londra, la Val Seriana (che ad Albino gli diede i natali), dedica a Moroni un “ritorno a casa” assolutamente inedito. La Deposizione lasciò Gandino durante le soppressioni napoleoniche del 1798 per non farvi più ritorno.

Parallelamente alla mostra, nasce il museo diffuso “Moroni in Val Seriana”, un itinerario da Ranica a Fino del Monte, che fa tappa a Villa di Serio, Nembro, Albino, Fiorano al Serio, Oneta e Parre. Sono i luoghi ai quali l’artista ha lasciato in eredità straordinarie opere di soggetto sacro, ancora fruibili nelle chiese per cui sono state concepite cinquecento anni fa. Il museo diffuso, valorizzato con apposita segnaletica e da scoprire in autonomia o con itinerari guidati, ripercorre gli anni in cui l’artista strinse il rapporto più autentico con la sua terra e riscopre l’eccezionalità di una produzione sacra fino a oggi messa in ombra dalla fama dei ritratti.

Le aperture della Mostra a Gandino sono previste (ingresso gratuito) ogni venerdí, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Su prenotazione (035.704063) sono possibili visite per gruppi e privati in orari diversi. La mostra sarà accompagnata dalla narrazione delle vicende storiche e artistiche legate alla tela, a cominciare da quelle del Convento Francescano e della chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria ad Ruviales, da un percorso didattico e da un ricco programma di iniziative culturali, tour guidati, conferenze (l’11 luglio ed il 26 luglio i primi appuntamenti), porte aperte in spazi di norma preclusi alle visite.

Il taglio del nastro

Dopo la serata inaugurale, venerdí 5 luglio alle 20.30 è in programma a Gandino la storica Corsa delle Uova, seguita dalla Notte Bianca. Sabato 6 luglio alle 21 sarà la volta della rievocazione storica In Secula, con centinaia di figuranti in costume e legata proprio al Convento già custode della tela del Moroni. Domenica 7 luglio Gandino celebrerà i Ss.Martiri Patroni (sono ben quattro), con premiazione dei cittadini benemeriti alle 11.30 e concerto alle 21 del Civico Corpo Musicale di Gandino che ricorda il 60° di rifondazione. Da ricordare anche l’emissione di ben quattro annulli postali straordinari, venerdí 5 luglio. A curarli insieme a Poste Italiane è il Gruppo Filatelico Valgandino che festeggia i 50 anni di attività. Da segnalare che la tela del Moroni è finita in questi giorni su tre francobolli delle poste del Liechtenstein: un foglietto con relativo folder destinato ad andare a ruba fra i collezionisti. Da segnalare infine il “Menu del Moroni” proposto dal Caffè Centrale, con intriganti legami alla storia locale ed all’epoca in cui visse ed operò il grande artista albinese. Non mancano richiami alle origini del cognome Moroni (ecco le more ed i “moroni” di gelso), gli antichi formaggi di pecora, i salumi nostrani e, naturalmente, il Mais Spinato. Info complete su valseriana.eu.

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