“Laudato Si’. Tra bellezza e grido”: viene inaugurata oggi a Vertova negli spazi dell’ex Convento la mostra ispirata all’enciclica di Papa Francesco dedicata ai temi dell’ambiente.

Una voce autorevole si è levata in difesa del Creato. Nei sei capitoli della sua Enciclica Laudato Si’, Papa Francesco ci presenta una realistica fotografia del degrado della terra, una accurata analisi delle cause – tra cui il primato del profitto a tutti i costi, la tracotanza di una economia sregolata e senza limiti, lo strapotere della pura finanza svincolata dai fondamentali economici e produttivi, la debolezza della politica – nonché alcuni rimedi (quali, per i singoli, maggiore sobrietà e spirito di umiltà). 

Per corrispondere all’invito del Papa alla riflessione e porre l’attenzione su un documento così importante si può ricorrere al linguaggio dell’arte, per arrivare più facilmente, nell’era dell’immagine, al cuore degli uomini attraverso quella che San Giovanni Paolo II definì l’arte educativa. 

“Laudato si’. Tra bellezza e grido”; questo il titolo dell’esposizione – a cura di Angelo Piazzoli e Tarcisio Tironi – dedicata ad opere di Margherita Leoni (artista bergamasca, specializzata di botanica) e di Luciano Mello Witkowski Pinto, scultore brasiliano, coppia impegnata, da oltre vent’anni, nella celebrazione della bellezza del Cerrado brasiliano e nella denuncia della silenziosa distruzione della natura che si perpetra giorno per giorno, nell’indifferenza globale della società modernista e consumista. Il loro lavoro di sensibilizzazione richiama l’attenzione sull’impatto della deforestazione ed è presente in una lunga serie di mostre con titoli che evocano la salvaguardia e la magnificazione del dono della natura. 

La mostra, a cura della Fondazione Credito Bergamasco e della Parrocchia di Vertova, verrà inaugurata sabato 20 luglio alle 17 al Centro culturale G. Testori – Ex Convento di Vertova e resterà allestita fino al 18 agosto con ingresso libero da lunedì a domenica dalle 15.00 alle 18.30.

Laudato si’

Da circa dieci anni la Fondazione Creberg segue il percorso professionale di Margherita Leoni – con il sostegno ad esposizioni di carattere naturalistico – a cui nel 2010 è stato commissionato un lavoro site specific per il Loggiato di Palazzo Ceberg (Cerrado. Bioma da salvare, tecnica mista su tela, cm 289 x 293) che dal 2011 fa parte del patrimonio della Fondazione. 

L’approfondimento della conoscenza personale e professionale di Margherita e, nel tempo, di Luciano (suo compagno di vita e di professione) ci ha consentito di promuovere un ragionamento sulla salvaguardia del Creato, fino a proporre loro una sorta di sfida: realizzare un’esposizione di dipinti sul tema della “Creazione” sviluppando un percorso di approfondimento dell’argomento che costituisse poi la base teoretica sulla quale costruire un itinerario espositivo di grande forza evocativa e di rilevante valenza culturale ed educativa, volto ad approfondire il tema dei cambiamenti climatici, il loro devastante impatto sul Pianeta e la recente Enciclica del Papa con le sue accurate analisi e con i rimedi che autorevolmente suggerisce. 

Da questa suggestione nasce la mostra Laudato Si’. Tra bellezza e grido che porta – prima a Bergamo, a Palazzo Creberg, e poi in altre tappe sul territorio – un angolo esotico attraverso una selezione di loro lavori eseguiti tra gli anni 2007 e 2013 quando vivevano nello stato di San Paolo in Brasile (paese natale di Pinto e adottivo della Leoni) a cui si uniscono numerose opere recenti e inedite (alcune di queste realizzate ad hoc in accordo con la Curatela) caratterizzate dal legame con la vegetazione spontanea e paradisiaca brasiliana. Nell’allestimento ricreeremo, con tre distinte sezioni, Paradiso Terrestre (il Creato che ci è stato affidato…), Paradiso Perduto (l’effetto delle nostre devastazioni), Paradiso Ritrovato (se ci mettiamo d’impegno a modificare politiche ambientali e comportamenti individuali…) con oltre 30 opere. La mostra è rivolta ad approfondire il tema dei cambiamenti climatici, il loro devastante impatto sul Pianeta e la recente Enciclica del Papa con le sue accurate analisi e con i rimedi che autorevolmente suggerisce. 

Cercando risposte o semplicemente avvalendosi di un mezzo per diffondere domande, i due artisti operano su linee convergenti: l’universo pittorico ad acquerello, carboncino e processi digitali di Margherita Leoni, dove in modo analitico e decorativo l’artista “tocca” la natura fino ad immedesimarsi con essa; l’indagine dei suoi abitanti, uomini e animali, nelle sculture in resina e ceramica di Luciano Pinto, che con immagini di aulica quotidianità ricerca un’immersione e un contatto profondo con la Grande Madre Terra, che – come ci ricorda il Papa, con una icastica definizione – rappresenta la nostra Casa Comune. 

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