Diplomati Magistrali: intesa con il MIUR, salvaguardati continuità e diritti del personale. Per Bergamo 229 gli insegnanti interessati.

Al Miur è stata sottoscritta l’intesa sui diplomati magistrali per tutelare la continuità didattica dell’anno scolastico in corso. Si tratta di un ulteriore punto dell’accordo del 1° ottobre tra le organizzazioni sindacali e il Ministro dell’Istruzione.  A Bergamo sono interessati 95 insegnati per la scuola dell’infanzia e 134 per quella primaria. 

In sostanza, si tratta della proroga delle disposizioni già previste nel Decreto Dignità (87/2018): i contratti di assunzione a tempo indeterminato con la clausola risolutiva interessati dalle sentenze verranno trasformati in contratti a tempo determinato al 30/06. Stesso trattamento sarà applicato ai contatti a tempo determinato con clausola risolutiva. In questo modo viene garantita, anche per l’anno scolastico 2019/20, la necessaria continuità didattica.

Vengono inoltre garantiti i diritti dei docenti utilmente collocati nelle varie graduatorie e scavalcati dai docenti assunti con riserva.

Questa soluzione, rivendicata dalla Cisl Scuola fin dal maggio scorso, finalmente trova il giusto riconoscimento.

“Ancora una volta – sottolinea Salvo Inglima, segretario generale di CISL Scuola Bergamo -, una intesa sindacale riesce ad individuare una soluzione che, assicurando le necessarie tutele per i lavoratori precari, garantisce condizioni ottimali per lo svolgimento dell’attività scolastica, scongiurando il rischio di un diffuso e ricorrente avvicendamento dei docenti in corso d’anno”.

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3 Responses to "Diplomati Magistrali: intesa con il MIUR"

  1. Orietta Perani  19 Ottobre 2019

    “Vengono inoltre garantiti i diritti dei docenti utilmente collocati nelle varie graduatorie e scavalcati dai docenti assunti con riserva” in merito a questo vorrei solo precisare che il 90% dei maestri che sono inseriti a pieno titolo in GaE a Bergamo hanno lo stesso titolo di studio di quelli che verranno depennati ossia un diploma magistrale ante 2001/02. La differenza sta nell’esito immediatamente favorevole delle sentenze degli inseriti a pieno titolo, nella maggior parte dei casi senza servizio nella scuola, ma col solo punteggio del titolo di studio. Quasi tutti i depennati vantano più di vent’anni di servizio, hanno sostenuto la scuola pubblica con impegno personale ed enormi sacrifici anche familiari, dimostrando al concorso le proprie competenze. Infatti hanno ottenuto punteggi doppi e spesso tripli o quadrupl rispetto a certi inseriti in Gae a titolo definitivo! Dunque chi scavalca chi? Le sentenze si rispettano, ma non sempre si possono considerare giuste!

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  2. Orietta Perani  20 Ottobre 2019

    “Vengono inoltre garantiti i diritti dei docenti utilmente collocati nelle varie graduatorie e scavalcati dai docenti assunti con riserva”, in merito mi permetto solo di chiarire che il 90% dei maestri inseriti a pieno titolo nelle GaE di Bergamo lo è solo per effetto di una sentenza immediatamente positiva, passata in giudicato e quindi inoppugnabile, pur possedendo lo stesso titolo dei docenti depennati, ossia un diploma magistrale ante 2001/2002. Spesso senza servizio nella scuola, quindi col solo punteggio del titolo. Basterebbe scorrere le graduatorie dell’ultimo concorso per la scuola primaria per vedere chi ha dimostrato le proprie competenze e chi invece il contrario. Dunque chi scavalca chi? Le sentenze si rispettano, ma non possiamo sempre ritenerle giuste!

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  3. Orietta Perani  20 Ottobre 2019

    Per favore eliminate il primo commento, è un doppione!
    Scusatemi.

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