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Giornata della pecora da latte: sabato appuntamento al Parco dei Colli

Pecora da latte, sabato 2 novembre la città incontra la montagna. Un incontro fra città e montagna, per brindare, con il latte di pecora, alla freschissima nomina di Bergamo quale “Città Creativa dell’Unesco” in ambito lattiero caseario, grazie al progetto Cheese Valleys. E’ in programma sabato 2 novembre a partire dalle 10 a Bergamo, nella […]

Pecora da latte, sabato 2 novembre la città incontra la montagna.

Un incontro fra città e montagna, per brindare, con il latte di pecora, alla freschissima nomina di Bergamo quale “Città Creativa dell’Unesco” in ambito lattiero caseario, grazie al progetto Cheese Valleys. E’ in programma sabato 2 novembre a partire dalle 10 a Bergamo, nella area della sede Parco dei Colli in via Valmarina, la “Giornata della pecora da latte”, organizzata nell’ambito del Festival del Pastoralismo, che già nell’ultimo week end di ottobre ha portato nelle vie del centro e di Città Alta bovini e pecore transumanti.

Dalle 10 alle 16.30 nel prato dell’ex monastero di Valmarina ci sarà l’esposizione di pecore da latte di diverse razze. Alle 10, nella Sala Convegni, si terrà un incontro dedicato alle prospettive di valorizzazione del settore. “Il convegno – spiega Michele Corti a nome degli organizzatori –  tratterà il ritorno, che già sta avvenendo alla spicciolata, dell’allevamento della pecora da latte nelle valli bergamasche e più in generale lombarde. Oggi vi sono razze di pecore locali munte in Piemonte, Veneto, Friuli. In Lombardia già nell’Ottocento, l’utilizzo del latte ovino per la caseificazione era in declino. Ma, come altrove, anche negli alpeggi lombardi, la pecora da latte è stata utilizzata per secoli e, prima del boom della vacca da latte – a partire dal Cinquecento – essa era l’animale da latte più importante”. Tornare ad allevare pecore da latte nella montagna lombarda e più in generale prealpina è senza dubbio stimolante. “Oggi – aggiunge Corti – si è invertito il trend secolare di intensificazione agrozootecnica e, per non abbandonare la montagna, servono sistemi estensivi differenziati, basati sulle ampie risorse pascolive inutilizzate. Per far questo capre e pecore sono spesso più adatte dei bovini. Perché l’operazione abbia senso economico è anche necessario differenziare il prodotto, valorizzare il latte crudo a km zero, ritornare ai formaggi pecorini freschi della tradizione senza sovrapporsi al mercato nazionale del latte e dei formaggi di pecora”.

La giornata sarà anche di festa, con l’esposizione delle razze ovine da latte dal vivo e, soprattutto, le dimostrazioni pratiche di caseificazione, con produzione di formaggi di pecora. Non mancheranno occasioni di degustazione interessanti con i formaggi e i salumi ovini accompagnati dalla polenta del mais antico “Delle Fiorine” di Clusone, l’ultimo dei mais antichi riscoperti in Val Seriana, patria del Rostrato Rosso di Rovetta e del celeberrimo Mais Spinato di Gandino.

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