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Personale medico, carenza di diverse specialità

Carenza di personale medico in corsia, la riflessione di CGIL Bergamo: “Limiti alle assunzioni e carenza sul mercato del lavoro di tante delle diverse specialità mediche”. Da diverso tempo è stata avviata una discussione sul tema della carenza del personale sanitario nelle corsie degli ospedali e nei servizi sanitari del Paese. Sulla questione interviene Roberto Rossi, segretario generale […]

Carenza di personale medico in corsia, la riflessione di CGIL Bergamo: “Limiti alle assunzioni e carenza sul mercato del lavoro di tante delle diverse specialità mediche”.

Da diverso tempo è stata avviata una discussione sul tema della carenza del personale sanitario nelle corsie degli ospedali e nei servizi sanitari del Paese. Sulla questione interviene Roberto Rossi, segretario generale della FP-CGIL di Bergamo. 

“Parte del problema della carenza di personale nel nostro settore è riconducibile alle pesanti limitazioni alla possibilità di assumere da parte delle aziende pubbliche. Su questo aspetto attendiamo che gli impegni del Governo si traducano in realtà e che si apra la possibilità di incrementare gli organici rispetto ai reali fabbisogni. Per quanto riguarda il personale medico la situazione è, invece, molto più complicata. Oltre ai limiti alle assunzioni comuni alle altre figure, esiste una vera e propria emergenza dovuta alla carenza sul mercato del lavoro di tante delle diverse specialità mediche. Ciò inoltre è incrementato in particolare negli ultimi anni dalla riapertura delle maglie previdenziali che hanno permesso a molti di accedere alla pensione”.

Gli specializzando non possono risolvere il problema

“Ci siamo più volte espressi sulla scelta di sviluppare un percorso nuovo che utilizzi in modo diverso gli specializzandi. Si tratta di un positivo tentativo di tamponare l’emergenza ma che non può risolvere strutturalmente il problema. Occorre un tavolo istituzionale che preveda l’effettivo fabbisogno di medici e una conseguente organizzazione formativa, chiaramente in capo all’Università, che traduca la necessità in medici formati.

Nel frattempo, alle aziende sanitarie rimane l’incombenza di organizzarsi al meglio per evitare che i buchi di organico si traducano in cattivo servizio all’utenza“.

Il territorio bergamasco

Anche sul territorio bergamasco stiamo assistendo a casi di questo genere, in particolare per sopperire alle carenze in pronto soccorso. Nelle ultime settimane infatti le scelte organizzative da un lato provano a risolvere alcuni dei problemi esposti, evidenziano però i limiti chiaramente imposti dalla normativa e, in particolare, il principio dell’equipollenza. I decreti ministeriale del 30 e 31 gennaio 1998 che indicano le equipollenze mediche sono piuttosto chiari e specificano quali specializzazioni mediche possono prestare attività in servizi e reparti diversi.

Riteniamo che questa precisazione sia molto importante per evitare che un paziente possa essere trattato da un medico non in possesso della idonea specializzazione rispetto al problema di salute. Il paziente infatti deve avere la garanzia di una prestazione erogata dal giusto professionista. Inoltre al medico va garantito il diritto di lavorare in tutta sicurezza, evitando il rischio di dover rispondere per eventuali errori, magari accusato di imperizia”.

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