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Val Seriana, la processionaria si debella con i droni

In Val Seriana, grazie ad una startup di Vertova, la processionaria si debella con i droni. Guarda il video.

Da un progetto di una startup con sede operativa a Vertova, in Val Seriana, nasce il metodo di lotta alla processionaria con l’ausilio di droni. A presentarci l’innovazione della Fitobiotech, è l’Amministratore Mattia Romani.

“Siamo una azienda/startup innovativa vincitrice del bando nazionale Camera di Commercio di Como/ComoNExT nel 2017. Ci occupiamo di ricerca e sviluppo sperimentale in campo biotecnologico con l’uso di sistemi robotici ed informatici necessari al controllo di infestanti in ambito naturale ed agricolo”.

I droni per la lotta alla processionaria

Dal 2016 operiamo nella lotta alla Processionaria del Pino in collaborazione con il DBSV Università Insubria di Varese. Dal 2018/19 utilizziamo i droni prototipo per disinfestare i nidi, sviluppati congiuntamente alla DXdrone s.r.l”.

Ogni anno infatti, in numerosi paesi della bergamasca, si verifica il naturale fenomeno della processionaria, che risulta pericoloso sia per le persone che per gli animali. Numerosi sono gli interventi condotti da operatori dei Comuni e vigili del fuoco per debellare i nidi in zone sensibili, come parchi e scuole.

Il metodo di Fitobiotech diventa così un valido alleato nella lotta alla processionaria.

Debelliamo la processionaria – continua Romani – nel giro di circa 10 giorni con l’uso di specifico fitosanitario iniettato direttamente all’interno del nido. Utilizziamo prodotti naturali e corroboranti per migliorare lo stato delle piante”.

E’ utile in questo frangente ricordare che la processionaria, non è soltanto un problema sanitario – come stabilito dal Ministero con Decreto 30 ottobre 2007 – ma è anche un problema fitosanitario e causa diretta del disseccamento delle chiome e indebolimento della pianta. Ciò comporta di conseguenza un maggior rischio di incendi e di sradicamento.

“I nostri interventi servono ad eliminare biologicamente l’infestante e le sue sete urticanti – conclude Romani -. Operiamo sia con drone che a terra, durante la fase migratoria delle larve di processionaria. Tale sistema risulta efficace anche successivamente alla fase migratoria: i nidi, seppur vuoti, costituiscono un rischio sanitario in quanto ricchi di materiale urticante”.

Guarda un video realizzato a Clusone

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