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Nembro, scritte ingiuriose sul Municipio e fuori dal Comando di Polizia

Nembro, scritte ingiuriose sul Municipio e fuori dal Comando di Polizia. Il Comandante: "Gesto di vile ignoranza".

Clima non solo triste ma teso a Nembro, uno dei paesi più colpiti dall’emergenza Coronavirus in termini di morti, dove questa notte sono apparse delle scritte ingiuriose sui muri del Palazzo del Municipio e fuori dalla sede della Polizia Locale.

Sul palazzo del Comune si legge da questa mattina: “Politici (Cancelli, sindaco del paese ndr.) e calciatori vi siete fare i tamponi?! Quindi i nostri padri, zii e nonni sono coglioni?”.

Il riferimento sgrammaticato è ai presunti tamponi a pagamento di alcuni sportivi, e la sindaco Claudio Cancelli, risultato positivo e poi guarito dopo un periodo in isolamento. La disparità nel modo in cui pare siano gestiti i tamponi ha scatenato dunque, non solo lo sdegno sui social, ma una scritta marcata con una bomboletta spray.

Sul gruppo Facebook “Sei di Nembro se…” tantissimi cittadini accusano il gesto di mancato rispetto soprattutto nei confronti nell’impegnativo lavoro svolto dagli amministratori e dai tantissimi volontari.

Mentre fuori dal Comando la scritta è: “Schiavi di questa società fate multe senza dignità”. A rispondere attraverso una lettera lo stesso Comandante.

La risposta della Polizia Locale a firma del Comandante Marco Pera

E’ inaccettabile quanto accaduto in questi giorni a Nembro, scritte ingiuriose sotto il Comando rappresentano la totale ignoranza di persone che non sanno quello che dicono e scrivono, tra l’altro in un pessimo Italiano, La polizia Locale dell’Unione in questi mesi di Emergenza si sta dedicando esclusivamente al controllo del territorio e all’aiuto alla cittadinanza, l’attività sanzionatoria è pari a zero! Nessuna multa al codice della strada è stata fatta durante questo periodo se non in casi di eccessiva gravità riscontrati durante i controlli, quali ad esempio la guida senza patente.

Ricordo che i decreti hanno rinviato le scadenze di molte obbligazioni in materia di codice della strada, tra cui revisioni e altro, i comuni con proprie ordinanze hanno anche liberalizzato la sosta in tempi di emergenza.

Gesto di vile ignoranza

Sono profondamente indignato da questa persona e dalla sua vile ignoranza, La Polizia Locale è al servizio del cittadino, i MIEI uomini sono allo stremo, abbiamo subito lutti famigliari, abbiamo colleghi in quarantena e nonostante tutto cerchiamo di garantire il servizio e l’assistenza alla Popolazione, diamo una mano a chi e solo, abbiamo parole di conforto per chi ci chiama per le sue perdite, non sapendo quante sono le nostre, abbiamo pianto padri madri famigliari e conoscenti come tutti, ma siamo qui ogni giorno!

Noi non riceviamo una parola di conforto, una telefonata da Roma dai VARI Organi Istituzionali centrali o da un semplice cittadino che ci ringrazi, ne tanto meno ne abbiamo bisogno o lo aspettiamo, Noi facciamo il nostro lavoro tutti i giorni, rischiando di tornare a casa ammalati (come già successo), noi ci siamo e ci saremo finche avremo le forze, finche anche solo uno di noi sarà in servizio.  

Ma cosa vuol saper questa persona della paura di intervenire a casa di un contagiato che è scappato dalla quarantena e che abbiamo riportato a casa rischiando di essere anche noi contagiati e così contagiare le nostre famiglie? Cosa vuol sapere dei pianti che abbiamo nascosto, delle tensioni che viviamo e dei mancati abbracci che diamo ai nostri figli e alle nostre mogli perché vogliamo preservarli, Cosa ne vuol sapere di quale è la sensazione di sconforto nel sentire tutti i giorni persone che piangono al telefono perché hanno perso i loro affetti e cercano in noi notizie su come fare per salutarlo un ultima volta e con il cuore in gola dirgli che non può salutare chi tanto ha amato!!!! Cosa ne vuol sapere questa persona???

Quindi questo caro artista, che altro non è che un vigliacco ignorante impari prima di tutto a scrivere in Italiano, e successivamente si dedichi a qualcosa di più utile magari aiutando la protezione civile e i vari volontari che come noi si sono mobilitati è abbia il coraggio di presentarsi presso il mio Ufficio a fare ammenda se egli è degno di essere chiamato UOMO, venga qui e ci dia una mano, anche solo a rispondere alle telefonate.

Quindi in ultimo parafrasando Charles Dickens, questa persona altro non è in una parola, troppo codardo per fare quello che sapeva essere giusto, così come è stato troppo codardo per evitare di fare quello che sapeva sbagliato.

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