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Cronaca, La Valle nel VIRUS

La morte silenziosa di Gennaro, dipendente dell’ospedale di Alzano – foto e video

Il Covid-19 è stato fatale anche per un impiegato dell'ospedale di Alzano. Gennaro Leardi è morto in casa da solo a Pedrengo a 52 anni.

Mentre la Procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta per chiarire quanto accaduto all’ospedale di Alzano Lombardo e capire se la mancata zona rossa abbia in qualche modo permesso al virus di diffondersi senza controllo, abbiamo raccolto un’importante testimonianza che racconta come il Covid-19 sia stato fatale anche per un impiegato dello stesso ospedale Pesenti Fenaroli.

Michela Rosalia de Cortes, di Mapello, è una ex dipendente dell’azienda ospedaliera Est di cui l’ospedale di Alzano Lombardo fa parte. In una lunga intervista ci ha parlato di come il Coronavirus abbia portato via il suo ex collega e amico Gennaro Leardi, classe 1967.

Gennaro, di origine casertane, viveva a Pedrengo da solo. Era separato da tempo e aveva una figlia maggiorenne. Nella vita era un coadiutore amministrativo nel reparto amministrazione direzionale e ha lavorato all’ospedale di Alzano Lombardo fino a inizio marzo. Quando poi è risultato positivo al Coronavirus, Gennaro è rimasto a casa ed è morto da solo lunedì 16 marzo.

La ricostruzione di Michela è dettagliata e piena di perplessità che lo stesso Gennaro aveva manifestato in due telefonate (una di fine febbraio e una del 6 marzo). Conversazioni che l’amica vorrebbe recuperare per poter dare un nome a chi non si è assunto le proprie responsabilità.

Michela nell’intervista snocciola tutte le questioni che ad Alzano non hanno funzionato: la mancata sanificazione approfondita, denunciata dallo stesso Gennaro, la mancata dotazione di dispositivi di protezione a chi lavora negli uffici e la mancata tracciatura dei contatti (Gennaro aveva detto che nessuno aveva tentato di capire con chi fosse entrato in contatto lui stesso).

“Lui era molto spaventato sia a fine febbraio che a inizio marzo sia per lui che per i suoi colleghi perché negli uffici lavoravano senza dispositivi di protezione. Poi si è ammalato, come temeva, ed è morto da solo in casa. Senza ricevere neanche una chiamata. Non me lo dimenticherò mai”.

Michela conserva gelosamente le ultime chat scambiate con l’amico Gennaro, fino all’ultima domanda che non ha mai più trovato risposta.

L’intervista a Michela

Del caso si era già occupato “Chi l’ha visto” che aveva raccolto l’appello della sorella di Gennaro, come potete vedere qui.

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