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Bergamo, grazie ai privati in arrivo 2000 tamponi al giorno

A Bergamo grazie ad una donazione del Rotary 2042 sono in arrivo 2000 tamponi al giorno. Da definirsi come si svolgeranno i prelievi e quali cittadini saranno coinvolti.

Dove non arriva il sistema sanitario pubblico, arrivano gli imprenditori e l’ambito privato. E visto che i tamponi Covid-19 in provincia di Bergamo (così come in tutta la Lombardia) mancano come l’aria, l’allestimento di un nuovo laboratorio di processazione robotizzata è davvero una manna dal cielo.

Grazie ad un progetto del Distretto Rotary 2042, Porsche Consulting e della start-up Multiply Labs – sviluppato in collaborazione con l’azienda ospedaliera Bergamo Est (ex Bolognini di Seriate) -, in provincia di Bergamo da fine maggio, con la donazione di una nuova tecnologia, si potranno processare 2000 tamponi al giorno.

Due i macchinari robotizzati, acquistati con numerose donazioni di imprenditori e associati rotariani per un investimento totale di 450mila euro. L’impianto hi-tech verrà posto nel laboratorio del presidio di Calcinate dell’ASST Bergamo Est.

La grande innovazione dunque riguarda il fatto che la processazione dei tamponi robotizzata affiancherà quella manuale che ogni giorno si svolge nei 25 laboratori lombardi.

Il progetto è stato presentato virtualmente alla stampa da Giuseppe Navarini, Governatore del Distretto Rotary 2042; Francesco Locati, Direttore generale ASST Bergamo Est; Josef Nierling, AD Porsche Consulting e Massimo Giupponi, Direttore ATS Bergamo.

Il video del macchinario

Il progetto nei dettagli

Ad introdurre il progetto il governatore del distretto 2042 Rotary Giuseppe Navarini che ha dichiarato: “Dobbiamo prepararci ad una Fase 2 di lunghezza incognita e quello dei controlli e del monitoraggio del virus pare al momento il problema principale. Ecco perché in questo territorio così colpito dall’emergenza abbiamo deciso di intervenire grazie all’aiuto dei soci”.

Donazione che è il risultato di un lavoro di squadra, partito da un’iniziativa di un consulente di Porsche Consulting. Osservando infatti le potenzialità di un macchinario statunitense per l’analisi dei tamponi si è pensato di poterlo adattare alle esigenze italiane grazie all’intervento di una start-up, Multiply Labs, basata a S.Francisco e fondata da due giovani ricercatori bergamaschi per sviluppare la farmaceutica personalizzata grazie alla robotica.

“Si tratta di un progetto pilota che può essere esteso a tutta Italia – spiega l’ad di Porsche Consulting Italia Josef Nierling -. Il vantaggio è quello di potersi sviluppare in modo modulare, a seconda delle necessità. L’idea di fondo è stata quella di integrare robotica e digitalizzazione per accelerare i processi di analisi e tracciare in modo univoco i dati, in modo da garantire l’affidabilità dell’intero sistema”.

A chi si rivolgono i tamponi e come verranno effettuati?

Se si ha certezza di dove sarà allestito il punto di raccolta e processazione e di come avverrà la stessa, ancora da definire sono le modalità di raccolta dei tamponi e quali categorie interesseranno.

Riguardo alle modalità pare che verranno stabiliti dei punti in cui i cittadini dovranno recarsi per essere sottoposti a tampone.

Giupponi ha dichiarato che sarà ATS a contattare le persone indicate dai medici di base secondo criteri che saranno forniti da Regione Lombardia. Dunque, vista anche la precedente esperienza dei test sierologici, è presto per dire che si tratterà di una mappatura della zona più interessata dal Coronavirus e non è stato garantito che i cittadini dei paesi più colpiti avranno una corsia preferenziale di accesso.

Ma la Regione dov’è?

Quello che è evidente inoltre è che la tecnologia supplisce ad un vuoto della Regione Lombardia che ad oggi, dopo due mesi e mezzo di emergenza, si avvalla ancora di 25 laboratori tradizionali senza riuscire a sopperire all’esigenza di tamponi e dunque ad ottenere un dato della situazione reale.

Senza contare il fatto che, soprattutto in provincia di Bergamo, molte persone entrate in contatto con positivi, sono rientrare al lavoro senza alcuna indicazione.

A confermare il problema dei tamponi lo stesso assessore al Welfare Giulio Gallera in collegamento telefonico. “Questa donazione supplisce alla difficoltà di processare tanti tamponi che da subito è stata riscontrata in Regione Lombardia”, ha ribadito Gallera. “Quest’operazione è funzionale soprattutto in vista della Fase 2 perché oggi più che mai bisogna monitorare la diffusione del virus”.

Altra finalità inoltre è quella di sottoporre a tampone anche i pazienti che accedono agli ospedali per altre cure. Questo per prevenire la situazione catastrofica che ha colpito la provincia di Bergamo e soprattutto la Val Seriana.

Superato il problema reagenti

Infine pare risolto il primo problema dei reagenti necessari per verificare sui tamponi la presenza del virus. Fornitura garantita già ora con un primo stock da 50mila dollari e in prospettiva assicurata da un’azienda anglo-statunitense. Ogni kit costa 20 dollari e, almeno in questo frangente, l’investimento è regionale.

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