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Cronaca, La Valle nel VIRUS

Padre Ermanno Caccia: “Incompetenti al potere. E’ ora di scendere in piazza”

"700 euro per una cremazione poi lo Stato paga 4 milioni per un riscatto. Basta, scendiamo in piazza". Dalla partita Atalanta - Valencia, alle responsabilità di Governo e Regione: lo sfogo del padre bergamasco Ermanno Caccia.

Padre Ermanno Caccia è un sacerdote Bergamasco, attualmente assegnato alla diocesi di Chioggia, in Veneto. E’ un sacerdote “eretico”, più volte criticato per le sue posizioni scomode sulla Chiesa e sulla politica. Con un dono: la schiettezza.

Padre Ermanno Caccia, l’intervista

Quando, a fine febbraio, il virus colpisce l’Italia, Padre Ermanno Caccia è nel pieno del suo trasferimento dalla diocesi di Carpi a quella di Chioggia, in Veneto. Così decide di trascorrere la quarantena nella sua Bergamo, ad Almè. “Anche perché verso il 27 febbraio sembrava che tutto si risolvesse in pochi giorni, e invece la quarantena è durata più di due mesi. La situazione è stata sottovalutata clamorosamente: chi doveva parlare ha taciuto. Si è scoperto solo dopo che già a gennaio il Ministero della Salute aveva messo in allerta tutti tramite un provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nonostante questo, si sono prolungate una serie di attività che avrebbero dovuto essere chiuse subìto”.

Quella partita di febbraio a San Siro

Padre Ermanno Caccia è un sacerdote scomodo, per il suo parlare diretto e le sue espressioni colorite. Con il suo linguaggio popolare, mette a nudo subito la realtà delle cose, senza giri di parole: “Io lo so che rompo le scatole a qualcuno, ma nessuno si è posto il problema della partita che si è svolta in quelle settimane a Milano tra Atalanta e Valencia. Da Bergamasco e Atalantino mi è dispiaciuto non andare, ma vi dico una cosa: allo stadio c’era molta gente di Nembro e di Alzano. Fra l’altro il virus ha portato via mio cugino di Alzano, e lui partecipò a quella partita. Io sono abbonato all’Eco di Bergamo. Ho qui davanti le dichiarazioni del sindaco Gori di quei giorni, che invitava a mangiare cinese. C’è stata una superficialità imbarazzante all’inizio. Sono ancora incazzato!”.

La mancata zona rossa: si è buttata acqua sul fuoco

Padre Ermanno Caccia ritorna sui giorni della mancata zona rossa: “A me risulta che sia Gallera sia Fontana avevano chiesto incessantemente al Governo di poter intervenire per l’estensione della zona rossa. Bisogna dire una cosa: la zona rossa è primaria competenza dello Stato centrale. Sicuramente c’è stato un temporeggiamento che non ha portato del bene. Tant’è che i sindaci di Albino, Nembro e Alzano erano pronti a mettere in pratica questa benedetta zona rossa. Ma abbiamo sbagliato tutti in quel periodo a buttare acqua sul fuoco, come adesso invece stiamo buttando benzina sul fuoco”.

La benzina di cui parla Padre Ermanno Caccia è l’incertezza disarmante proveniente dai piani della politica, così come dagli esperti: “Stiamo assistendo a una comica imbarazzante: prima i politici degli aperitivi, poi gli epidemiologi che ci dicono tutto e il contrario di tutto. La realtà è questa: chi ascoltiamo? Mi viene spontaneo dire che la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Scusate eh. Abbiamo superato i 30.000 morti, che rappresenta un numero ben superiore non solo a quelli della prima e della seconda guerra mondiale, ma anche rispetto a tutti i terremoti che nella storia ci hanno visto coinvolti”.

Anziani vittime sacrificali

Tra i più colpiti dal virus ci sono gli anziani, quella generazione di nonni che da sempre svolge una funzione educativa ed affettiva imprescindibile, sempre più spesso ammortizzatori sociali di famiglie immerse nel lavoro. Proprio rispetto ai nonni, questa pandemia ha fatto emergere un sentimento di razzismo latente, quasi a considerarli “sacrificabili” sull’altare del virus.

“Questa è una cosa da imbecilli. Gli anziani servono quando devono supplire a un ruolo educativo al posto dei genitori che sono inguaiati a correre a destra e a manca, e quando invece dovremmo tenerli più in considerazione, visto il bagaglio che ci hanno lasciato e ci lasceranno, ci permettiamo di fare queste considerazioni da barboni”. In questa crisi, come in qualsiasi momento di grave difficoltà del Paese e della società, non serve trovare un capro espiatorio per cercare giustizia. Anche il Padre è su questa linea.

Tuttavia, è evidente come una catena di comando inceppata e allo sbando abbia partorito una gestione dell’emergenza imbarazzante, a tratti grottesca. Il tutto sulla pelle della gente in difficoltà. “Le cose non hanno funzionato e continuano a non funzionare”, mi dice Padre Ermanno con voce alterata.

“Vi racconto quello che mi è capitato. Io sono partito la settimana scorsa da Almè. La protezione civile mi ha consegnato in due mesi solo due mascherine! Ci hanno pensato i miei parrocchiani dell’Emilia, menomale c’erano loro. Si fa un gran discutere, mi scusi. Ma se lei va nella farmacia di Alzano, Albino o Bergamo, le mascherine ancora oggi non ci sono!”.

I morti a casa e i numeri ufficiali

Non hanno funzionato molte cose, dai protocolli ai tamponi: “I protocolli che i medici avrebbero dovuto seguire, sono usciti tardi e sono stati pasticciati. I tamponi erano vietati se non quando arrivavi in terapia intensiva. Sapete quante persone sono morte a casa nei nostri paesi, non dichiarate morte da Covid? Non sapremo mai la verità. Ma io lo so, lo sappiamo tutti: i morti a casa per il virus sono stati un’immensità, molto più che negli ospedali. I dati sono riferiti solo ai casi accertati. E quelli non accertati? Tanti anziani nei paeselli sono morti, ma non sapremo mai davvero come sono andate le cose, perché non hanno fatto questo benedetto tampone!

Anche oggi il tampone rimane un sogno per tanti. Pensi che io quando sono partito da Bergamo ho chiesto di farlo, visto che stavo andando in un’altra regione. Mi hanno detto che non si poteva, se non pagando 130 euro. Mi scusi, sono due mesi che non percepisco stipendio dalla chiesa, perché senza incarico. Che faccio? Vado a rubare? Queste sono le stesse incongruenze che si stanno vedendo oggi per far ripartire l’Italia”.

La pessima figura del Governo

Come sappiamo, i primi protocolli per i medici sono arrivati il 30 marzo. Qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità, insisto. “Eh, ho capito. E di chi è la colpa, sempre delle regioni? Non mi sembra, anche perché sono stati gestiti a livello centrale dal Governo, dal Ministro della Salute, da quel ministro che si chiama Boccia e da un Presidente del Consiglio che ha fatto ridere e sta facendo ridere tutti. Sta facendo ridere da piangere! Perché quando uno è disperato piange e ride dalla disperazione”.

Il Governo ha tenuto aperte le attività per troppo tempo, tant’è che il nostro Paese è stato il primo a chiudere e sarà l’ultimo a riaprire, proprio per mancanza di tempestività nelle scelte, spesso risultate, alla prova dei fatti, prive di buon senso. “Mi faccia dire questa. La chiesa, in autonomia, nella settimana dal 27 febbraio al 3 marzo, aveva già inibito le funzioni religiose. Ma mi risulta che in Lombardia, Emilia e altre regioni, le RSA fino al 3 erano aperte, i ristoranti erano aperti, le piscine erano aperte.”

L’accanimento contro la Chiesa

“E adesso c’è questa pignoleria nel protocollo per l’inizio delle messe? Come se l’ambiente delle nostre chiese fosse fulcro di contagio. Mi creda, questa gente qui non ha mai visitato le nostre chiese. Le faccio un esempio: la chiesa di Almè è un capannone alto 35 metri risalente agli anni ’60. Anche con le nuove norme di distanziamento sociale, in quella chiesa ci possono entrare 150/200 persone. Questa gente qui sta barcollando in ipotesi che sono ancora più dannose del virus stesso. La battuta che si fa in questi giorni è concreta: chi non è morto di coronavirus, è destinato a morir di fame. Questo non è un agire da esseri pensanti”.

L’incapacità di una classe dirigente si nota anche e soprattutto in quelle bollette inviate alle famiglie per la cremazione dei propri cari. Uno Stato che non si prende cura dei lutti della sua Comunità è un baraccone senz’anima, un’istituzione anaffettiva senza identità dedita solo a compiti burocratici.

Uno scandalo: 700 euro per la cremazione e 4 milioni per un riscatto

“Ha visto che scandalo? Alle persone che hanno avuto un lutto sta arrivando una bolletta di 700 e rotti euro per la cremazione. Questa è una vergogna! Specie se si guarda che lo Stato italiano ha speso 4 milioni per pagare il riscatto di quella ragazza, Silvia. Per l’amor di Dio, andava salvata e bisogna salvare tutti. Ma dov’è il rispetto? Per 2000 persone, hai mandato la bolletta di 700 e rotti euro per i funerali e la cremazione, e poi spendi 4 milioni per portare a casa questa cristiana o ex cristiana, non lo so? Queste sono le incongruenze che fanno arrabbiare le persone. E guardi che la gente è ar-rab-bia-ta! Prima o poi scenderà in piazza! Ha visto in Francia cosa è successo, con i “gilet gialli”? Ecco, mettiamoci anche noi il gilet e cominciamo a dire che è l’ora di finirla. E’ ora di fi-nir-la! Queste cose gridano vendetta al cospetto di Dio”.

Il rischio è quello di una bomba sociale pronta ad esplodere. “Guardi, io non voglio essere profeta di sventura. Ma vedrà che quando si darà il via libera, e la gente andrà al bancomat e vedrà la scritta “carta non abilitata” perché non ci sono i soldi, scoppierà una guerra. E’ una cosa reale e concreta.

Parlando di Bergamo, l’unica cosa che ha continuato ad andare avanti è stata la fusione della Banca Popolare di Bergamo. Le banche non sono state toccate. Adesso che dovevano metterci la faccia, fanno menate ai commercianti. Prima chiedono di rientrare dal debito che si ha. Poi, forse, compilati cento e rotti moduli ti darò qualcosa. Scoppierà la rivolta, guardi che scoppia! Quando uno è alla fame, non guarda più in faccia a nessuno. Le multe ai commercianti a Milano gridano vendetta. Quando la gente si vede accerchiata e non compresa, per sopravvivere cosa fa?”.

Il rischio di un’insurrezione popolare c’è. Ma Padre Ermanno Caccia, che è lombardo e bergamasco fino al midollo, ha un moto d’orgoglio. Lo si sente dall’impennata della voce, al telefono. Non ci sta alle cronache che dipingono la sua regione come la capofila degli incapaci, quasi che tutti, in un istante, avessero dimenticato il suo modello socio-sanitario invidiato dal mondo e quel capitalismo inclusivo e accogliente che attira migliaia di persone a cercare fortuna. “Attenzione a sparare a zero sulla Lombardia come fa il governatore campano De Luca e come fanno molti sulla stampa. Ma la conoscono la Lombardia? E’ il polmone commerciale dell’economia con milioni di persone che lavorano e che vengono dappertutto, moltissimi dal sud. Ed è inevitabile che il conto più salato lo abbia pagato la Lombardia. Ma per questo adesso dobbiamo diventare il capro-espiatorio di tutto? Fortunatamente io dico che anche in questa occasione la Lombardia ha dato riprova di efficienza. Mi scusi, l’ospedale fatto in fiera a Milano e quello fatto in fiera a Bergamo sono lì a dimostrarlo. Adesso dicono: ma cosa ne facciamo? Parliamo invece di come abbiamo smantellato la sanità. Questi sì che sono errori di valutazione politica”.

Il ruolo della politica

Già, la politica. Quella stessa politica che in questi mesi drammatici ha sempre più delegato e sempre meno deciso, sembrando aver paura di assumersi la responsabilità delle decisioni cruciali. Ma la politica dovrebbe essere questo: responsabilità orientata al bene comune. Solo quando tornerà al centro della scena con credibilità e coraggio, solo se avrà la capacità di assumersi qualche rischio, allora la Comunità la seguirà con rispetto e identificazione. Prima di allora, com’è avvenuto con evidenza in questa crisi, la popolazione cercherà di fare rete, poggiando sulla solidarietà reciproca della propria gente e sulla capacità intuitiva della propria semplicità. La sussidiarietà emotiva della comunità ha preso il posto del centralismo burocratico dello Stato.

“Oggi la politica deve riassumersi la responsabilità di fare scelte sicuramente dolorose ma necessarie, anche assumendosi dei rischi. Invece in questi mesi l’unica strategia è stata quella di delegare ai virologi. Io vorrei sapere se i vari Galli o Burioni lavorano, oltre a stare in televisione. Nel caso dell’emergenza sanitaria, la catena di comando si è inceppata dall’alto. E’ stato soprattutto il Governo a mancare laddove dovevano essere prese le decisioni cruciali. A Regione Lombardia imputo il fatto di non aver insistito abbastanza con il Governo in quei momenti decisivi. Capisco anche che in quei frangenti era difficile battere i pugni sul tavolo, con 500/600 morti al giorno. Ma dopo aver saputo dei primi casi in Cina a dicembre, tutti, compresa la Regione, avrebbero dovuto prepararsi. E invece si è detto per settimane prima che non ci riguardava, poi che era poco più di un’influenza. Di conseguenza non abbiamo mai avuto gli strumenti per combattere il virus, prime fra tutti le mascherine”. Adesso l’unica soluzione è la collaborazione istituzionale, per cercare di uscirne più solidi, avendo imparato qualcosa da questo disastro annunciato.

“Anziché screditare le regioni, e in particolare la Lombardia perché ha un segno politico diverso dal Governo centrale, dobbiamo tutti metterci attorno a un tavolo e chiederci: cosa ci ha insegnato questa pandemia? Come intervenire? Perché qui siamo ancora in balìa. Questi qua non si rendono conto che la gente è al bocchettone del gas!”.

Alberto Luppichini

Tutti i diritti riservati ©

24 Commenti

  • Lucio ha detto:

    Un po’ di affermazioni ovvie, qualche banalità, parecchia confusione e pressapochismo. C’è da sperare che nelle omelie sappia fare di meglio

  • battista cadei ha detto:

    questo padre la pensa come la maggior parte del nord italia, diranno che è un leghista? è solo la voce degli italiani morti per incapacità del governo

  • Bergamaschi vi svegliate? ha detto:

    Quindi è colpa del governo “centrale” che Regione Lombardia Fontana-Gallera (master in ruberia) non hanno fatto tamponi e sierologici mentre nella regione vicina Veneto sempre LEGHISTA ne hanno fatti A BIZZEFFE? Lombardi RIVOTATE questi ottimi dirigenti e amministratori a 20/30mila€ al mese e continuate a dare la colpa ai migranti.

    • ☝️ ha detto:

      E non é merito di Zaia, ma di chi dirige la sanità Veneta, veri tecnici. Che lo han convinto ha fare ciò che bisognava fare!

  • Olmo ha detto:

    Si padre Tam/2, mettiti intorno ad un tavolo, ma lascia il fiasco in parrocchia!

  • Mario ha detto:

    Padre Ermanno doveva fare un altro mestiere, che ne so.. magari il consigliere per i post sui social di Salvini

  • Walter ha detto:

    Sacerdote davvero imbarazzante oltre che disinformato…

  • elia capitanio ha detto:

    Padre Ermanno è il padre spirituale di Salvini quando ha la corona in mano, in tasca, e nei c…….. ovvio scherzavo…..

  • elia capitanio ha detto:

    Birbe quest’anno il papete no…… i giornali arrivano anche in Sicilia già mi faceva dar di stomaco il matteino peloso, panzuto, in mutande pure inguardabili, sono
    una vecchia signora, ho sempre lavorato con uomini…. Pure come maschio mi fa senso se ci mettiamo pure il prete…. mi volete morta?

  • Zoro ha detto:

    Mai vista un’intervista così lunga su Valseriana News!!!! Cosa fa …incita alla rivolta? Ma non è reato farlo? In più spara un sacco di inesattezze da classico disinformato da bar….Per cui la cooperante bisognava lasciarla morire da rapita??? Ma che bello spirito cristiano…. complimenti…Questo si urla vendetta al cospetto di Dio……Vergogna!!!!!!!

  • Marco ha detto:

    Non è che perché uno ha l’abito talare possa assurgersi a detentore della verità assoluta neh?
    Caro il mio prete, scendiamo in piazza si ma per cacciare i dirigenti della nostra regione e Delle nostre ASST.
    Poi poniamoci pure il problema di assegnare i ruoli in base alle competenze e non alle amicizie partitiche.

  • Alex ha detto:

    Si possono condividere o meno le parole del Parroco. Comunque a Bergamo e in Italia le cose non cambieranno mai perché la gente non si lamenta seriamente. Tutti cuor di leone al bar e sui social. Siamo talmente ingabbiati da sistema che subiamo in silenzio e basta. Se uno protesta appena sopra le righe perde il posto di lavoro, poi ti tolgono i figli, ecc…per fortuna siamo in un paese democratico ahahahah…

  • Marco ha detto:

    In effetti forse cotanta visibilità si poteva evitare…..

  • Elio ha detto:

    Vedo sproloquiare questo tuttologo “eretico” e con sollievo penso a Conte a Palazzo Chigi e a Bergoglio in Vaticano. E’ inevitabile ricordare Eco contro i social e i milioni di imbecilli che fanno emergere. Compreso un bergamasco con la tonaca. ..

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